Business Model Canvas: Paypal


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Virtual14. Business Model Canvas.

E’ nato prima l’uovo o la gallina? Ha avuto successo grazie ad Ebay o Ebay ha avuto successo grazie a Paypal?

Sembra strano, ma le due aziende sono estremamente interconnesse tra loro. Nel 1998 la Confinity, la secondogenita di Peter Thiel e Max Levchin – cofinanziata dall’incredibile Elon Musk – era l’azienda che studiava un sistema di pagamento tramite PDA.

Ve li ricordate?

Quei palmari/cellulari che tanto abbiamo odiato per i loro OS (windows) incredibilmente lenti e macchinosi molto prima che arrivassero gli smartphone. Eppure loro ci avevano visto bene, ma si sa, delle volte il mondo non è pronto per un balzo tecnologico simile.

E così fu che un loro dipendente, un ingegnere informatico, creò una beta di un sistema di pagamento a mezzo email. Purtroppo però il sistema non funzionava perchè nessuno lo utilizzava. Tranne che gli utenti Ebay. Quelli sì che ci avevano visto bene, inserendo il logo PayPal nelle loro inserzioni per garantire i pagamenti.

Cosa accadde, quindi?

Le due aziende siglarono una delle partnership che ha contribuito maggiormente allo sviluppo della rete e del commercio elettronico e che, in meno di un anno, garantì a Paypal oltre 100.000 account.


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Virtual14. L’accordo tra ebay e Paypal.

Dopo esser stata acquisita dal Gruppo Ebay per la modica cifra di 1.5 Billion $ (1.5 miliardi di dollari), oggi Paypal conta 169 milioni di conti attivi in 25 valute diverse. Sicuramente in Ebay c’erano persone preparate che hanno saputo capire i loro limiti ed acquisire chi li potesse colmare ma in Paypal, forse, possiamo dire ci fosse un’intera fucina di geni. Dal 2004 infatti, per rendere l’idea del livello di preparazione dei dipendenti, nascono da iniziative dei loro ingegneri le seguenti aziende:

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Virtual14. PayPal Business Model.
  • Reid Hoffman, ex vicepresidente esecutivo, partecipa alla fondazione di un social network dove condividere i contatti professionali e i curriculum: è LinkedIn.
  • Altri due ex dipendenti, Jeremy Stoppelman e Russel Simmons, decidono di costruire una bacheca in cui le persone possono scambiarsi i commenti su ristoranti e negozi che hanno visitato: Yelp.
  • Pochi mesi dopo Peter Thiel si vede arrivare nel suo ufficio un ragazzetto ventenne, dai capelli rossi, che aveva in mano un’idea per un social network. Si chiama Mark Zuckerberg e riceve un finanziamento iniziale da 500mila dollari per Facebook.
  • Steve Chen, Chad Hurley e Jawed Karim, altri ex dipendenti, girano un video e lo caricano online. Nasce Youtube.

Incredibile, starete pensando. Già. Ve la immaginate quell’azienda? Tutte quelle menti brillanti nello stesso posto? Sarà stato pazzesco, stimolante ed incredibilmente figo, ma questa è un’altra storia.

Nel 2014 Paypal chiudeva il suo fatturato a quasi 8 Billion $ (8 miliardi di dollari). Il 38% di tutto l’asset Ebay. Quasi la metà del fatturato per delle semplici operazioni di transazione di denaro virtuale. La Western Union, nonostante i suoi 3 miliardi annui, non riuscirebbe ad eguagliare gli stessi risultati in termini di utili in quanto Paypal non ha costi di gestione legati al territorio o al personale in giro per il mondo.

Se analizziamo il suo Business Model Canvas ne capiremo meglio i motivi.

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Un sistema economico che richiede investimenti solo nella propria infrastruttura telematica e nella costante ricerca di sistemi antifrode è, di fatto, un business remunerativo.

Ovvero: se gli utenti crescono, devono aumentare la loro capacità di calcolo e quindi investono in infrastrutture. Il costo è sostenibile perchè già frutto di un nuovo fatturato. Ricerca nei sistemi antifrode? Nessuna. Più semplice comprare una startup che lo faccia per te. (vd. Fraud Sciences nel 2008 per 169 Mln di $).

Cosa rimane? Call center e marketing. Nemmeno da commentare.

Di contro, per Paypal, rimane un posizione dominante nel mercato e canali di vendita in continua ascesa. Grandi e piccoli commercianti che garantiscono anno dopo anno un riciclo tra domanda e offerta. La partnership con Visa è solo un piccolo aspetto, ma proviamo ad analizzarne i vari punti (swot):

Punti di forza (Strengths)

  1. Semplicità: l’apertura di un conto può essere realizzato in pochi minuti.
  2. Spese di commissione modeste, paragonabili ad altri fornitori di Internet Payment Services (IPSPs) a basso volume di transazioni.
  3. I commercianti online non hanno bisogno di un account “Online Merchant”, che può essere difficile e / o costoso da acquisire.
  4. PayPal è ora accettato da aziende di grandi dimensioni.
  5. Viral marketing: chiunque riceva in contanti tramite Paypal deve aprire un conto.

Punti di debolezza (Weaknesses)

  1. Paypal è oggetto di molte truffe e il rilevamento delle frodi da parte dell’azienda può essere oneroso, complicato e congelare i conti per lunghi periodi.
  2. Il sistema arbitrale di PayPal non è sempre limpido colpendo i commercianti con ingiustificati riaddebiti.
  3. Il supporto è rudimentale: telefono, nessuna email, rapida rotazione del personale scarsamente qualificato.
  4. I fondi ricavati da un conto bancario non possono essere recuperati (a differenza di transazioni con carta di credito).
  5. Nessun limite ai fondi che possono essere sottratti da una transazione PayPal (a differenza di transazioni con carta di credito, che è generalmente limitato a $ 50).

Opportunità (Opportunities)

PayPal si sta espandendo:

  1. Accettando pagamenti tramite messaggi di testo mobile (o sistemi con riconoscimento biometrico).
  2. Puntando ad essere un sistema utilizzato in più mercati: 190 nel 2011.
  3. Consentendo alle società di software di sviluppare applicazioni apposite.
  4. Operando al di fuori degli Stati Uniti, in particolare in Asia.

Minacce (Threats)

Le minacce provengono dalle truffe sempre più sofisticate, dai contenziosi e dalla nascente concorrenza di altri fornitori per i sistemi di pagamento online (vd. ApplePay):

  1. Paypal è stata costretta ad installare costosi software anti-frode e ancora non riesce a contrastarne l’ascesa.
  2. Concorrenza provienente da colossi come: Google Wallet, Yahoo Small Business, Facebook Credits e vari altri, come Netbanx. Senza parlare poi di Amazon.
  3. Contenziosi: PayPal ha dovuto intercedere su molti reclami e richieste di risarcimento, generalmente fuori dal tribunale. Nel 2012 per importi superiori ai 10Mln di $.

Un tasso di crescita esponenziale e un dominio del mercato che non conosce ostacoli. Se non l’azienda che ne deteneva il controllo: Ebay.

Un’azienda ideata per generare profitti con l’ausilio di un servizio che attivano e gestiscono i suoi stessi utenti.

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Virtual14. Headquarter PayPal.

Paypal, a Luglio di quest’anno, si è scorporata proprio da Ebay ed è stata quotata a Wall Street dove, al debutto, ha visto un rialzo del 5% con 40,40 dollari per azione mentre Ebay perdeva l’1,24% a 27,54 dollari. Una mossa astuta ed intelligente che ha consentito a Paypal di non subire il contraccolpo dovuto all’ascesa di portali di ecommerce b2c e b2b come Amazon (522$/azione) e Alibaba (67$/azione) e che ne stanno, probabilmente, decretando una morte prematura. Ebay non si è rinnovata, ha lasciato il proprio core business nelle mani di utenti poco esperti e piattaforme ancora ostiche e di difficile utilizzo.

Paypal avrebbe rischiato un tracollo se vincolata all’uso esclusivo di Ebay e la scelta dei suoi dirigenti è stata in linea con la mutazione che stanno subendo i servizi di pagamento online.

La tecnologia evolve ogni giorno, le aziende devono adeguarsi e concentrarsi su di un unico obiettivo, anche a costo di dover smembrare e ripartire. Paypal lo ha capito in tempo (come Google con Alphabet) e sa che il futuro delle transazioni monetarie è sempre più mobile e sempre più online. Il denaro, come oggi lo conosciamo, non vedrà mai una fine ed è un mercato in continua ascesa sul quale sarà possibile lucrare nei modi più disparati. Per Paypal si aprono scenari innovativi e completamente diversi. Magari una Paypal Online Bank? Non è dato saperlo, ma qualcosa suggerisce che non resterà una banale intuizione.

“La prima regola è non perdere. La seconda è non scordare la prima.”

Warren Buffett

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