Siamo con la Dott.ssa Valentina Discepolo del CeInGe, Centro di Ingegneria Genetica di Napoli, del Dipartimento di Pediatria dell’Università Federico II di Napoli e del Department of Medicine, dell’Università di Chicago.

Le abbiamo chiesto questa intervista per approfondire tematiche relative alla comunicazione in ambito medico e in funzione della ricerca scientifica.

Salve Dott.ssa Discepolo, prima di tutto grazie per aver accettato di rilasciarci questa intervista. Come sa, Virtual14 si occupa di comunicazione (soprattutto online) e il nostro sito, virtual14.com, è strutturato come un magazine che mette al centro delle proprie attività approfondimenti, informazioni, casi studio e tutto quanto sia inerente questo settore. Lei è una professionista del comparto medico, qual è stato il suo percorso personale, in tal senso?

“Mi sono laureata in medicina e chirurgia nel luglio del 2009. L’anno seguente ho iniziato la specializzazione in pediatria, che ho conseguito nel 2015. Dal corso di laurea in medicina ad oggi mi sono sempre interessata, accanto all’attività clinica, anche di ricerca in ambito medico. In particolare mi interesso della celiachia, una malattia caratterizzata da una risposta immunitaria che si scatena in seguito all’ingestione di glutine in alcuni soggetti geneticamente predisposti. Durante la mia lunga formazione ho continuato sempre a svolgere in parallelo sia l’attività clinica che quella accademica (ricerca e didattica), nell’ambito del quale ho iniziato anche un dottorato di ricerca in medicina molecolare, che ho conseguito nel febbraio 2017. Da allora lavoro c/o l’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli, dove mi occupo della cura dei piccoli con malattia celiaca. Durante la mia formazione in mabito medico/scientifico ho trascorso un periodo complessivo di due anni negli USA, c/o il centro di ricerca della celiachia dell’Università di Chicago, dove rientrerò a breve per un post-dottorato di 12 mesi nel prossimo maggio per portare a termine dei progetti di ricerca avviati durante questi anni di collaborazione.”

Oggi come oggi ci sono persone che hanno un seguito così vasto da diventare veri e propri “marchi”. Come cura e promuove la sua attività lavorativa e la sua immagine di professionista? Anche lei lavora allo sviluppo del suo Personal Brand o preferisce essere associata all’immagine aziendale?

“Lavorando in ambito accademico, non sono personalmente interessata in prima istanza all’attività libero-professionale, pertanto non curo la mia immagine professionale personale allo scopo di attrarre un maggior numero di pazienti. Nel campo della ricerca scientifica, la maggior parte dei colleghi cura molto l’immagine professionale sul web, tramite l’utilizzo di Linkedin e ResearchGate, che sono le due piattaforme virtuali più utilizzate in ambito medico-scientifico, consentendo di creare un network tra professionisti e ricevere offerte di lavoro da parte di aziende impegnate nel settore. Ulteriori strumenti sono Google ScholarScopus, che sono le piattaforme che al momento rivestono il ruolo principale.”


comunicazione medica

Virtual14. La Dott.ssa Valentina Discepolo e la comunicazione medica.

Cosa pensa dei nuovi mezzi di comunicazione, social network soprattutto, e come crede abbiano cambiato le abitudini delle persone?

“Credo che il rapido progresso dei media e la diffusione capillare dei social network abbia radicalmente modificato le nostre esistenze. Con effetti sia positivi che negativi. Mi riferisco tanto alla vita personale, che a quella professionale. L’immagine che restituiamo al mondo tramite il web non si limita ad essere percepita come virtuale, bensì viene confusa (per semplicità e leggerezza) con la realtà. Questo ha un impatto non trascurabile sull’immagine professionale che si trasmette alla collettività.

L’implementazione dei mezzi di comunicazione di massa ha modificato la qualità della comunicazione,

a scapito dell’autenticità, e alterato le modalità d’interazione tra le persone.

Ciò, a mio giudizio, ha determinato  in molti casi un impoverimento dei rapporti interpersonali nella sfera del privato, ma anche a livello lavorativo. Nel nostro settore, per esempio, il sempre più facile ricorso alla ‘consulenza medica’ telefonica o via messaggistica istantanea, corredata da foto/video associati a richieste di consigli o ricette virtuali provoca, da un lato, un rafforzamento del legame medico/pediatra-paziente/famiglia, ma dall’altro che si possa più facilmente incorrere in errori diagnostici, data la parzialità delle informazioni che possono essere veicolate tramite smartphone, rispetto alla visita medica o all’intervista al paziente. Un altro aspetto importante è quello del più semplice accesso alle informazioni garantito dal web; questo potente strumento potrebbe, se ben utilizzato, rivoluzionare la diffusione delle conoscenze e di conseguenza avere un notevole impatto sul processo educativo. In ambito medico, la maggiore fruibilità di dati tecnici e specialistici ha sicuramente portato ad una maggiore acquisizione di informazioni da parte dei pazientiChe, se in parte rappresenta un vantaggio, ha provocato anche un più frequente ricorso all’autodiagnosi e all’auto-prescrizione di terapie, diete e affini, con conseguenze non sempre positive. L’effetto negativo è legato non soltanto agli errori di gestione diagnostico-terapeutica, ma anche ad una riduzione del rapporto di fiducia dei confronti delle figure deputate all’assistenza, con conseguente impoverimento del processo di cura.

Dal punto di vista scientifico

l’accessibilità ai contenuti, la verifica delle fonti e lo scambio comunicativo garantito dai media e dai social ha sicuramente garantito un miglioramento del networking.

I gruppi di ricerca hanno un più efficace scambio di informazioni e questo porta vantaggio soprattutto nella rapidità con cui si assiste all’avanzamento delle conoscenze. Anche qui bisogna guardarsi con cautela dall’overload informativo, spesso caratterizzato da una cattiva qualità dei contenuti, che richiede quindi una grossa attenzione nella selezione delle fonti cui si attinge.”

La “rivoluzione digitale” sta portando il contenuto ad essere l’elemento centrale della comunicazione. La produzione di testi di qualità e la loro diffusione rappresentano, ormai, elementi fondamentali per le aziende per diventare punti di riferimento dei propri settori commerciali. Come “raccontate” le vostre attività e il vostro lavoro?

“Personalmente non curo in maniera dedicata la comunicazione della mia personale attività assistenziale, in quanto ho sempre lavorato in strutture pubbliche e in tale contesto l’utente si riferisce più alla struttura che al singolo medico. Inoltre in ambito medico il vecchio ‘passaparola’ funziona ancora molto in Italia. Al contrario in ambito privato ed in particolare chirurgico, molti dei miei colleghi hanno una pagina facebook, oppure un sito del proprio studio privato, tramite il quale i pazienti possano accedere alle pagine informative sui servizi offerti, ma anche prenotare la prestazione di cui hanno bisogno. Al di là della cura delle pagine relative al singolo profilo professionale/studio privato, le strutture aziendali e gli istituti di ricovero hanno delle pagine che includono generalmente delle sezioni dedicate all’utenza e delle interfacce per i pazienti.”


valentina discepolo

Virtual14. La Dott.ssa Valentina Discepolo e la comunicazione scientifica.

Come viene gestita la comunicazione scientifica e l’informazione sulla ricerca? Esiste una strategia digitale delle aziende ospedaliere nelle quali opera o ha operato? Che tipo di attività online vengono organizzate e che importanza viene data alla cura delle pagine social?

In ambito scientifico la comunicazione è fondamentale. Il modo con cui vengono trasmessi alla collettività i risultati di studi sperimentali e la risonanza mediatica che questi ottengono hanno una ripercussione pratica sia sulla salute pubblica che sulla possibilità del gruppo di ricerca di continuare il proprio lavoro. Esiste un canale formale, per gli esperti del settore, che riguarda la pubblicazione, online prima, e cartacea poi, dei risultati su un sistema di riviste a carattere scientifico ad alta specializzazione. Alcuni dei dati ottenuti, se di ampio respiro, o di rilevanza per la salute pubblica, vengono comunicati anche attraverso delle vie di comunicazione ‘laica’ a carattere più divulgativo, che tecnico. Di questo si occupano talora le stesse riviste specialistiche ad ampia diffusione (quali ad esempio Science, Nature, etc.) oppure i ricercatori che vengono contattati dalle diverse testate giornalistiche, dagli uffici stampa dei centro di ricerca o dagli istituti di cura a carattere scientifico.”

Virtual14 si occupa di Brand Journalism. Ovvero di raccontare i brand, le loro dinamiche, i loro valori, la loro mission. Per fidelizzare il pubblico attraverso la “conversazione” ed ampliarne l’ambiente mediale. Insomma, giornalismo aziendale, declinato sui new media. Medici e ricercatori hanno un ruolo fondamentale, soprattutto quando il tema riguarda le malattie rare, dove l’aspetto psicologico ed una corretta comunicazione medico-paziente e medico-genitori (quando si parla di bambini) risulta essere fondamentale. Spesso, in questi casi, ci si informa sul web. Ci sono canali ufficiali online che offrono dati corretti? Che ruolo hanno i social media, in tal senso, a suo modo di vedere?

La comunicazione ha un ruolo cruciale tanto in ambito scientifico, per quanto concerne la divulgazione dei risultati della ricerca, quanto in ambito assistenziale. Nello specifico, la comunicazione della diagnosi e le decisioni mediche sul processo di cura. Come ho già detto prima esistono degli strumenti nel web che offrono, se correttamente utilizzati, delle nozioni di buona qualità. Ci sono dei canali ufficiali di divulgazione di notizie in ambito medico specialistico e scientifico (agenzia del farmaco, sito FDA americano, ministero della salute italiano, Pubmed come biblioteca virtuale a carattere specialistico, pagine sulle malattie genetiche quali Orfanet, etc.) tuttavia mancano dei canali che informino correttamente il paziente, sebbene vi siano moltissimi blog o pagine deputate alle Q&A. Spesso, però, queste ultime fanno capo a siti non ufficiali. Esistono inoltre diversi siti gestiti da associazioni di pazienti, sia a livello nazionale che, soprattutto negli Stati Uniti, si occupano dell’informazione e della divulgazione tra le strutture sanitarie e il mondo della ricerca, i pazienti e le famiglie.”

Quali azioni, e quali strumenti, secondo il suo punto di vista, possono essere necessarie per ottimizzare l’attuale strategia di comunicazione/informazione adottata?

“Credo che sia importante da parte delle strutture e degli operatori sanitari un adeguamento degli strumenti di comunicazione in chiave multimediale per essere al passo con la ‘rivoluzione digitale’ in atto.

La creazione di uno strumento/piattaforma multimediale che funga da catalizzatore della ricerca e degli esperti del settore,

o delle strutture cliniche che si occupano della cura di uno specifico problema da parte dell’utenza (pazienti), potrebbe essere auspicabile per far fronte all’enorme varietà dell’offerta sanitaria specialistica e non.

Il miglioramento delle piattaforme online e dei siti web di ciascuna struttura è fondamentale, perché aiuterebbe il paziente per un migliore orientamento nella scelta della struttura sanitaria o del singolo professionista cui rivolgersi.

Ringraziamo la Dott.ssa Discepolo per il suo prezioso contributo al nostro portale. Continueremo a seguire con attenzione le sue attività e le evoluzioni della comunicazione medico-scientifica.


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“L’associazione tra web marketing e giornalismo è sempre più d’attualità. Entrambi si basano sul contenuto e quest’ultimo diventa progressivamente più legato alle dinamiche del web. Con l’avvento dei Social Network sono cambiate le abitudini delle persone. Le fonti per reperire notizie, sempre più spesso, non sono più i canali tradizionali ma le piattaforme di aggregazione digitale, i blog o i gli stessi siti internet aziendali. Inoltre, ogni evento acquisisce eco alimentandosi dagli utenti stessi. Chi diffonde la notizia deve essere semplicemente bravo a canalizzarla nel modo giusto. La rete farà il resto.”


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