Si parla spesso di trasformazione digitale, ma troppo poco delle conseguenze che determina: quello di Alma Mater ne è un esempio.

L’innovazione e i nuovi strumenti che ci mette a disposizione, infatti, come testimonia il caso dell’Università di Bologna, sono solo l’abilitatore di un dialogo costante che l’ateneo ha deciso di strutturare col mondo esterno, che, come è ovvio che sia, è composto soprattutto dagli studenti. Il sito istituzionale, il brand magazine, una corposa e specifica presenza sui social media e due applicazioni ufficiali, compongono l’ecosistema digitale organizzato per informare, educare e orientare attraverso i contenuti, ispirati dai valori con cui si è scelto di comunicare un’identità ben definita, basata su condivisione e aiuto reciproco, come è altrettanto ben evidente nelle parole che il rettore Francesco Ubertini affida al proprio sito personale, dopo l’ufficializzazione del suo incarico:

Le elezioni sono finite e ora comincia la vera sfida, da affrontare tutti insieme, perché solo insieme potremo raggiungere gli obiettivi ambiziosi che ci siamo posti per costruire il futuro dell’Alma Mater, il nostro futuro. Mi impegnerò in questa sfida con tutto l’entusiasmo, l’energia e l’impegno che mi contraddistinguono. Per rendere veramente partecipata questa nostra splendida Università, in me troverete sempre una persona disponibile ad ascoltare e a dialogare con tutti, a condividere i percorsi che intraprenderemo insieme.

Responsabilità e valori, quelli di cui parla Ubertini, che si riconoscono in queste parole ma anche in una delle tante iniziative concrete dell’ateneo, come quel #siamotuttizaky organizzato per manifestare vicinanza a Patrick Zaky, dopo il suo arresto all’aeroporto del Cairo, per cui ci si è avvalsi dell’opera di Gianluca Costantini, fumettista italiano noto per alcune opere di graphic journalism: “Il disegno di Zaky si rifà al disegno esposto anche in Piazza Maggiore, ma senza il filo spinato, simbolo di tortura, fastidio e sofferenza. Le sagome realizzate per le sale studio dell’Alma Mater, vogliono rappresentare semplicemente uno studente e affermare contemporaneamente ‘siamo tutti Zaky’“.

L’Alma Mater – si legge nell’articolo pubblicato su Unibo Magazine – si è mobilitata per chiedere il rispetto dei diritti umani e la liberazione dallo stato di detenzione, anche per l’emergenza globale dovuta al Covid-19 e per le condizioni di salute di Patrick. Una nuova mozione, poi, è stata avanzata dal Consiglio degli Studenti dell’Alma Mater chiedendo al Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari, ai Consigli degli Studenti degli Atenei italiani e a quelli degli Atenei dell’alleanza Una Europa, di unirsi in nome del “comune spirito di solidarietà e fratellanza che unisce la comunità accademica nazionale, europea e internazionale”.

Un’iniziativa di comunicazione che ha avuto una eco mediatica che sarebbe risultata impossibile senza sfruttare il digitale, e che conferma la bontà del lavoro che porta avanti, tra tecnologia e identità, Alma Mater Bologna, perché chi ne fa parte ne condivida il sistema valoriale, sentendosi parte attiva della sua comunità.

Il sito

Le sezioni che compongono la struttura del sito, confermano la scelta di essere costantemente vicino agli studenti, in tutti gli aspetti della loro vita universitaria:

  • ATENEO;
  • DIDATTICA;
  • RICERCA;
  • TERZA MISSIONE;
  • INTERNAZIONALE;
  • SERVIZI E OPPORTUNITÀ.

Se didattica e ricerca rappresentano le basi fondanti, infatti, non da meno è quella che viene definita, appunto, ‘terza missione’, ovvero tutto ciò che riguarda la cultura, la sostenibilità e la cooperazione, che caratterizzano un brand che punta ad andare molto oltre i semplici percorsi accademici. Scorrendo la homepage, a conferma di ciò, sotto l’header che racchiude gli ultimi aggiornamenti principali (insieme agli altri blocchi dedicati ai contenuti ‘In Evidenza’, alla ‘Bacheca’ con comunicazioni operative, a ‘Scopri Unibo’ che unisce temi riguardanti l’internazionalizzazione, il multicampus e le strutture, e a quello dello stream dei post social più recenti), c’è l’anteprima degli ultimi articoli pubblicati su UNIBOMAGAZINE, un vero e proprio progetto di giornalismo aziendale, costantemente aggiornato sulle iniziative interne, ma, anche e soprattutto, con articoli di know-how che ben rappresentano quella ‘formazione continua’ che è tra i pillar della mission dell’Università, e che si dirama nelle categorie IN ATENEO, INNOVAZIONE E RICERCA, INCONTRI E INIZIATIVE, SPORT, LIBRI ed EVENTI, con un ARCHIVIO che raggruppa le pubblicazioni meno recenti e le RUBRICHE che mettono insieme i temi più istituzionali.

Contenuti, contenuti e ancora contenuti, insomma, ben organizzati e strutturati, che mettono insieme tutto ciò che riguarda l’ateneo diventando punto di riferimento per personale e studenti, che hanno a disposizione anche aree riservate e profilate.


elearning
Virtual14. Il pensiero di Francesco Ubertini.

I social

Se Unibo Magazine è un ottimo esempio di brand journalism, i social dell’ATENEO PIÙ ANTICO DEL MONDO OCCIDENTALE (come definito su Twitter) non tradiscono l’idea che anima i contenuti prodotti dall’Università, che sfrutta tutte le possibilità che essi offrono per disintermediare, con l’obiettivo, anche su questi canali, di informare.

E, se il design non sembra eccellere, nel complesso, grande attenzione e dedizione è riscontrabile nella realizzazione di video per YouTube, che, insieme al magazine, diventa il centro di produzione di tutto ciò che viene diffuso su Facebook, Twitter e Linkedin. Discorso a parte merita Instagram, invece, che ha una linea editoriale tutta sua, focalizzata principalmente su immagini accattivanti delle strutture, ma che mettono in evidenza anche le persone che le animano e la città in cui sorgono, intercettando i gusti dei ragazzi chiamati a scegliere dove studiare.

Altro aspetto interessante, inoltre, è la grande differenziazione dei canali. Ai social media dell’ateneo in senso stretto, infatti, che popola con diverse migliaia di utenti Facebook, Twitter, Linkedin, YouTube e Instagram, come abbiamo descritto, si è deciso di aggiungere dei profili focalizzati su strutture, servizi e corsi, ben catalogati in una pagina dedicata di unibo.it. Una ulteriore diramazione che, pur appoggiandosi alla stessa produzione principale, tenta di condividere in modo verticale i contenuti per semplificare la loro fruizione.

L’app

La volontà di abbracciare la trasformazione digitale, infine, è evidente anche analizzando le 2 applicazioni ufficiali (a cui si è aggiunta ‘Presente’, “la nuova web app realizzata dall’Università di Bologna per gli studenti che da settembre ritorneranno a lezione. Un nuovo strumento utile per gestire gli spazi e mantenere il distanziamento necessario per il contenimento del virus (Covid-19): gli studenti, attraverso Presente, potranno prenotare gli insegnamenti che vogliono seguire e la modalità di frequenza, se in presenza o a distanza. Ciò permetterà di prevedere eventuali turnazioni solo laddove si rendesse necessario, e ogni studente avrà a disposizione il proprio orario delle lezioni continuamente aggiornato con la relativa modalità di fruizione […]”, sulla quale ogni informazione necessaria, in modo ben coordinato, è comunicata sia sul sito istituzionale che sul brand magazine) scaricabili negli store:

  • La prima è App myAlmaOrienta, grazie alla quale si possono facilmente conoscere le offerte formative, i servizi e si ricevono informazioni sugli open day e le iniziative di orientamento organizzate dall’Università di Bologna. Nello specifico, l’app consente di:
    • trovare le informazioni riguardo ai corsi di studio, ovvero contatti, sedi, punti di forza, i numeri di studenti e laureati;
    • contrassegnare i corsi che si ritengono più interessanti per confrontarli, usando la funzione ‘Cerca e compara’;
    • consultare il calendario aggiornato degli Open Day e delle lezioni aperte in tutti i campus dell’Università;
    • trovare le informazioni relative a tasse e benefici economici, servizi di supporto alla persona, alloggi e residenze, sport e tempo libero, possibilità di studiare all’estero;
    • scoprire di più sul ‘Collegio Superiore’, con i 5 buoni motivi per iscriversi, le modalità di ammissione, i contatti e i luoghi del Collegio;
    • avere informazioni riguardo all’evento annuale organizzato dall’Università di Bologna.
  • La seconda è App myUniBo, nella quale si può accedere al proprio libretto e gestire la propria carriera universitaria. Anche questa piattaforma mobile ha svariate funzioni. Tra le quali quelle di:
    • gestire la propria carriera universitaria ovunque si voglia;
    • consultare l’orario delle lezioni e accedere così a una vera e propria agenda in cui sono evidenziati i giorni di lezione, i dettagli degli insegnamenti e i riferimenti utili come indirizzo, piano e aula della lezione;
    • scorrere la lista dei propri esami, prenotarli e controllare gli esiti di quelli sostenuti, nello spazio dedicato al libretto universitario;
    • programmare gli esami ancora da sostenere impostando filtri e notifiche nella sezione ‘Pianifico le mie prove’;
    • vedere riunite tutte le prenotazioni degli esami e avere un promemoria delle successive prove da sostenere, a portata di touch, nel calendario dell’app myUniBo.

Nell’area messaggi, inoltre, sono riunite le comunicazioni dei docenti relative agli esami prenotati, come le variazioni degli appelli, gli avvisi sul voto finale o le prove parziali. Grazie alle statistiche, poi, è possibile conoscere la media dei voti dei propri esami, la rispettiva base di laurea e la percentuale dei crediti sostenuti. Infine, nell’area ‘Contatti’ – completando una proposta decisamente ‘ricca’ di opzioni –, si possono trovare tutti i riferimenti del proprio corso di studio, tra cui quelli della segreteria studenti, dell’ufficio didattico e dei tutor.

L’onboarding di entrambe le piattaforme inizia con l’approvazione delle opzioni di privacy, e, per myAlmaOrienta (con contenuti dedicati soprattutto a chi deve ancora scegliere la propria Università), permette di ‘entrare’ con e senza account UniBo, che, una volta creato, consente di accedere con un unico profilo anche alle sezioni dedicate del sito, facilitando la gestione dei dati e la profilazione dei contenuti.

Questi ultimi, quindi, sfruttando le possibilità della tecnologia, sono alla base della trasformazione digitale di Alma Mater Bologna, per informare ovunque e in ogni momento, e, anche, per rappresentarne al meglio il sistema valoriale e l’identità nella quale, chi sceglie UniBo, può sentirsi rappresentato, molto oltre i libri e le conoscenze che può acquisire.

Perché «ogni Università è un brand. E ogni brand è un media».

Media complessiva

La trasformazione digitale abilita la disintermediazione, e, in tal senso, l'ecosistema digitale di Alma Mater Bologna è un esempio perfetto della volontà di rappresentare un punto di riferimento informativo per tutto ciò che fa parte e ruota intorno all'ateneo. Se sul design si può migliorare, infatti, è decisamente apprezzabile lo sforzo di produzione di contenuti che aiutino soprattutto gli studenti, a propria volta profilati in modo da proporre loro un'esperienza 'su misura'. Alla membership, quindi, un '7'. Perché, nonostante non sia implementata per scopi commerciali, è funzionale alle esigenze universitarie.
Contenuti 8.0
Design 6.5
Dati 7.0
Ecosistema digitale 7.5
Engagement 7.0
Membership 7.0
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