Il ROI – acronimo di return on investment – è un valore, calcolato in percentuale, che in economia serve a quantificare, come dice il nome stesso, il guadagno a fronte di un investimento fatto in una determinata campagna pubblicitaria: un fattore fondamentale in ogni strategia di web marketing.

Perché calcolare il Social Media ROI

I social media sono diventati un territorio di importanza cruciale per le aziende. Il potenziale “comunicativo” – già solo se si pensa al pubblico raggiungibile – è maggiore di qualsiasi altro mezzo di comunicazione. Monitorare il ritorno economico di una campagna pubblicitaria permette di indirizzare meglio le nuove strategie, proprio in funzione dei risultati.

La formula del ROI

La formula per calcolare il ROI è semplice, almeno nelle premesse:

ROI = utile derivato (benefici) / capitale investito

Facciamo un esempio pratico: se per una campagna pubblicitaria investiamo 400 € e ne ricaviamo 500, il guadagno netto – e cioè 100 diviso per 400 daranno 0,25 e cioè il valore – in percentuale 0,25% – del nostro ROI. Tuttavia calcolare il Social Media ROI non è così facile come può sembrare.

Un nuovo concetto di guadagno…

Alla base del ROI, come abbiamo visto, c’è un concetto semplice e – da parte di un eventuale cliente – rappresenta una richiesta più che legittima. Richiesta legittima che, tuttavia, incontra la perplessità di molti quando si pensa alla natura stessa dei social media. Facebook, Twitter, YouTube, LinkedIn, sono pur sempre elementi di una dimensione virtuale, fluida, difficile da ricondurre a formule standard. L’azienda che punta sui social lo fa pensando ad un concetto di guadagno nuovo, rispetto ai canoni dell’economia classica, e quindi in termini di engagement – il successo del messaggio condiviso – , brand awareness – la notorietà raggiunta dal proprio marchio – e di fidelizzazione del cliente: fattori, questi, che non possono essere calcolati nella percentuale ROI. Una campagna pubblicitaria ben strutturata agisce su vari piani e si pone una serie di obiettivi: aumentare il numero di fan o visitatori di una pagina, dei commenti positivi e delle condivisioni di un post, creare un buzz – o un gruppo di clienti – attorno ad un determinato prodotto, e – non ultimo – migliorare il proprio posizionamento nei motori di ricerca. Tutto ciò che, in sintesi, si traduce in guadagni futuri, impossibili da calcolare al momento ma, alla lunga, non meno concreti.


social media roi

…e di costo

Naturalmente prima di poter calcolare i guadagni è necessario calcolare i costi. L’entità di un investimento si determina soprattutto in base al valore del cliente: calcolare quanto possiamo guadagnare da un determinato numero di clienti in più è un passo fondamentale per stabilire quanto investire in una campagna pubblicitaria. Ma, come già successo per il concetto di “guadagno”, anche il termine “costo” assume, quando si parla di web marketing, molte sfumature. Il costo di una campagna pubblicitaria, infatti, non si calcola solo in base ai soldi investiti, ma anche in base ad altre risorse – oggetto anch’esse di investimento – : il tempo, la formazione, lo sviluppo, le spese per i tool o per i social media in sè, perchè non sono mai completamente gratuiti.

Porsi degli obiettivi

Allora quando è utile calcolare il ROI? Sicuramente quando si ha di fronte un obiettivo concreto. Un’offerta speciale per gli utenti Facebook, ad esempio, la campagna unica dedicata ad un prodotto, il ritorno economico legato ad una keyword, le visualizzazioni di un video su YouTube, i download di un’app o di un file pdf, l’iscrizione ad una newsletter. L’importante è che si tratti di campagne estrapolabili dal contesto e che abbiano per oggetto un solo social media. In queste condizioni il ROI può darci la misura di quanto una campagna – o una keyword – in cui abbiamo investito sia stata efficace e, soprattutto, può aiutarci ad indirizzare le nostre strategie future nel giusto modo.

Monitorare i risultati

Per monitorare il raggiungimento degli obiettivi prefissati in base a cui calcolare il Social Media ROI, ci sono i vari strumenti di Analytics, che ci permetto di controllare, in base alle esigenze: la copertura – il numero dei follower o di membri della community in aumento – , il traffico – e cioè tutto il movimento generato sul sito o sulla pagina – , i clienti acquisiti, le leads – le “liste” dei possibili clienti e, cioè, tutte le persone che in un modo o nell’altro hanno mostrato interesse – , e il tasso di conversione che rileva la percentuale tra visitatori effettivi e visitatori che compiono una determinata azione, ad esempio compilare un form o fare un acquisto.

A conti fatti – è proprio il caso di dirlo – il Social Media ROI può essere considerato un utile strumento di valutazione – anche se non un parametro unico di riferimento – se usato nel modo giusto.


 

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“L’associazione tra web marketing e giornalismo è sempre più d’attualità. Entrambi si basano sul contenuto e quest’ultimo diventa progressivamente più legato alle dinamiche del web. Con l’avvento dei Social Network sono cambiate le abitudini delle persone. Le fonti per reperire notizie, sempre più spesso, non sono più i canali tradizionali ma le piattaforme di aggregazione digitale, i blog o i gli stessi siti internet aziendali. Inoltre, ogni evento acquisisce eco alimentandosi dagli utenti stessi. Chi diffonde la notizia deve essere semplicemente bravo a canalizzarla nel modo giusto. La rete farà il resto.”


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