Interessante articolo di Riccardo Scandellari su skande.com. Il noto influencer del digital ci parla dell’evoluzione da content a engagement marketing.

Come Riccardo sottolinea nel suo post, “il contenuto è solo una piccola parte del lavoro di un blogger o comunicatore” e si dovrà entrare nell’ordine di idee che il concetto non sarà più il content, appunto, ma il marketing dell’ingaggio. Ecco la sua introduzione:

Il contenuto è la struttura portante di qualsiasi attività efficace sulle piattaforme digitali. Senza un post adeguato e coinvolgente non si attiva la distribuzione spontanea da parte di chi lo leggerà. Il lettore assume quindi una funzione di rilievo decretando il successo o meno del contenuto. Potremmo affermare che la nostra effettiva influenza sia dettata, più che dalla quantità di connessioni che ci accorderanno la fiducia, dalla nostra capacità di coinvolgerli e parlare direttamente al loro cuore o al singolo interesse personale.

  1. La quantità di contenuti sul web sta letteralmente esplodendo. Entro il 2020, la quantità di informazioni aumenterà del 600%.
  2. C’è un limite alla quantità di attenzione che il pubblico è in grado di dedicare ai contenuti, anche se la popolazione degli utenti collegati a Internet crescerà non servirà a contrastare questa tendenza.

Il post di Skande continua, poi, con un approfondimento molto interessante sull’ Engagement Marketing che vi invitiamo a leggere.

Marketing del coinvolgimento su Virtual14

Abbiamo voluto evidenziare questo articolo anche in funzione di quanto abbiamo scritto nel presentare il nostro portale, relativamente all’analisi del settore e agli obiettivi che ci siamo posti quando l’abbiamo strutturato.

Ecco infatti, quanto noi stessi scrivemmo in merito agli obiettivi che virtual14.com si pone, funzionalmente a questo argomento:

” […] Fidelizzare, facendo engaging marketing. Ovvero “marketing dell’ingaggio”, “marketing dell’esperienza”, “marketing della partecipazione”. Da engagement, concetto caro ai social network. Che indica la misura in cui un consumatore ha una significativa brand experience, esposto a contatto diretto, a interazione, a pubblicità commerciale, a sponsorizzazioni o ad altre esperienze. L’Advertising Research Foundation l’ha definito “fidanzamento”: accendere una prospettiva di un’idea marchio rafforzata dal contesto circostante. L’ARF ha anche definito la funzione che riassume l’impatto di “fidanzamento” con un marchio:

ENGAGEMENT (IDEA+MESSAGGIO+MEDIA) + TRUST + TARGETED CONTACTS = BRAND IMPACT

Marketing del coinvolgimento, insomma, una strategia che coinvolge direttamente i consumatori invitandoli e incoraggiandoli a partecipare all’evoluzione di un brand. Piuttosto che guardare ai consumatori come destinatari passivi di messaggi, il marketing fidanzamento coinvolge attivamente i consumatori nella produzione e co-creazione di programmi di marketing, sviluppando un rapporto con la marca.

Tale coinvolgimento è il punto massimo in cui un marchio e un consumatore si connettono al fine di offrire una vera esperienza riguardante i valori fondamentali della marca. E’ una connessione a lungo termine che deve essere sviluppata, curata, coltivata, implementata, migliorata, stabilizzata nel tempo. […]”