Siamo con Raffaele Mazzei, copywriter, storyteller e consulente di comunicazione. Lo seguiamo nel suo percorso, soprattutto grazie al web e, in particolare, ai social network. Gli abbiamo chiesto quest’intervista per approfondire, insieme a lui, tematiche relative alla comunicazione ed all’evoluzione del nostro lavoro.

Ciao Raffaele, prima di tutto grazie per aver accettato di rilasciarci questa intervista. Come sai, Virtual14 si occupa di comunicazione (soprattutto online) e il nostro sito, virtual14.com, è strutturato come un magazine che mette al centro delle proprie attività approfondimenti, informazioni, casi studio e tutto quanto sia inerente questo settore. Tu sei un professionista della comunicazione, qual è stato il tuo percorso, in tal senso?

Innanzitutto grazie Michele per l’ospitalità sulla tua interessante piattaforma. Ti rispondo subito cercando di evitare toni troppo accademici. Sono dei Gemelli, ascendente Scorpione, luna in Cancro. Tra i miei interessi principali: la tradizione, l’esoterismo, l’enogastronomia. Le mie letture predilette, oltre agli studi di marketing e di comunicazione, sono le opere di Guénon, Elémire Zolla, George Gurdjieff, Carlos Castaneda, la poesia Sufi, i racconti e le poesie di Jorge Luis Borges, i testi sapienziali di tutto il mondo. All’inizio la mia formazione è stata squisitamente artistica. Ho svolto attività teatrali e musicali in campo nazionale. Ho partecipato a manifestazioni quali il Club Tenco e il Premio Ciampi. Ho pubblicato vari album “da cantautore”. Il gruppo dei Nomadi ha inciso con successo il mio brano Costa dell’est. Una mia canzone “Dentro un sogno”, cantata da Sarah Panico, ha vinto il Premio Ivan Graziani. Nel 2008 un mio brano, “Da quanto tempo”, scritto con L. Lattanzio, ha vinto il premio “La ragazza di Benin City”. Sono stato collaboratore della RAI, sede regione Marche e nazionale. Ho ricoperto la carica di Direttore Editoriale del magazine musicale “La 440 Hertz”. Parallelamente ho operato come copywriter e consulente di comunicazione. Capitolo formazione: sono stato allievo del Centro di Psicoterapia Dinamica del Dott. Carmine Grimaldi. Reputo questo periodo fondamentale per lo sviluppo della mia “ossatura” culturale e psicologica. In questa scuola ho approfondito “sul campo” materie quali psicologia, comunicazione, dinamiche di gruppo, stress e management, sviluppo delle potenzialità mediante l’ascolto del “sentire”. Oggi sono impegnato in un’opera di costante aggiornamento del linguaggio dei media digitali: web, social, blog, storytelling, viral video, on line advertising etc. Mi fermo qui. Chi volesse approfondire, può visitare il mio sito.

Il nostro settore è in rapida evoluzione. In che direzione si sta andando, a tuo modo di vedere?

Negli ultimi anni l’universo della comunicazione ha vissuto un profondo mutamento. I tuoi lettori lo sanno benissimo: il termine pubblicità, che sopravvive nel linguaggio comune, si riferisce ad una delle tante applicazioni di un sistema ben più complesso ed articolato on e offline dove per fortuna oggi hanno la meglio i contenuti originali, coinvolgenti, le narrazioni evocative. Ma perfettamente allineate alle strategie di marketing che, per così dire, devono stendere binari d’acciaio per fare incanalare efficacemente la creatività. Non solo: le trasformazioni dei mercati richiedono lo sviluppo della consapevolezza di sé nelle organizzazioni e nelle relazioni. Occorre offrire risposte efficaci alle mutate esigenze dei mercati. In più di vent’anni di attività ho sviluppato un metodo sistemico che parte dalla definizione dell’identità d’Impresa e che approda, in collaborazione con i vari attori in campo, alla realizzazione delle parole-immagini della comunicazione.

Tu, tra le altre cose, sei un copywriter di rilievo. Pare che tutti, finalmente, si stiano accorgendo che il contenuto è l’elemento centrale della comunicazione. Cosa ne pensi?

Si è così, assolutamente. Assistiamo finalmente alla rivincita della qualità, dei contenuti, della cultura. In ogni caso per dire “qualcosa” bisogna prima ascoltare, quindi pensare e poi agire. La creatività è un’energia potente, misteriosa e in continuo movimento. Per essere efficace, in termini di mercato, ha bisogno di essere incanalata in un preciso metodo di lavoro. Le mie regole sono semplici: colpire senza preamboli con frasi catching. Raccontare l’azienda e i suoi prodotti con suggestione, certo, ma con rispetto della verità, sintonizzandosi sull’ascolto dei bisogni espressi ed inespressi degli interlocutori. Comunicare, attraverso un mix di informazioni ed emozioni, i punti di forza di prodotti e servizi. Utilizzare confidenza, autorevolezza e fascino, attraverso un linguaggio adatto alla cultura dell’interlocutore. Infine lavorare con passione e perseveranza coltivando una vena di insoddisfazione per alimentare la capacità di restare inchiodato davanti al foglio elettronico fino a quando la strategia, la frase giusta, non escono dalla tastiera.

Oggi come oggi ci sono persone che hanno un seguito così vasto da diventare esse stesse veri e propri “marchi”. Come curi e promuovi la tua attività lavorativa e la tua immagine di professionista? Anche tu lavori allo sviluppo del tuo Personal Brand?

Un po’ si e un po’ no, nel senso che, come è noto, il calzolaio va con le scarpe rotte. Seguo dei progetti di personal branding “altrui” sicuramente meglio di quanto lo faccia per me stesso. Opero facendo mie le parole di Lévi Strauss “non può esserci identità se non c’è differenza”. Un personal brand oggi non è tale se non sa disegnare e aggregare una community attorno ai propri valori. La notorietà e l’amore del pubblico si conquistano attraverso un processo step by step scatenando una forza sempre più intensa fondata su valori di autenticità. Nessuna costruzione a tavolino, ma solo la definizione preliminare di una brand essence, della cifra esclusiva della personalità di brand e la sapiente declinazione dei messaggi e conversazioni attraverso piattaforme multiple on e off line. Alla base, competenza e poi tanta conversazione, condivisione, passione, empatia, all’insegna dell’autenticità e della trasparenza. Con i social ho un rapporto personale per cos’ dire “selettivo”. Scrivo solo quando ho qualcosa da dire. Pensa che ho rinunciato a 500+ contatti (molti, molti di più…) chiudendo il mio profilo su Linkedin perché trovavo il mezzo freddo e narcisistico. Un utilizzo per collezionare amici, come trofei da sbandierare a chi non so…

Sei consulente per varie agenzie ed aziende. In che modo gestisci la comunicazione per le realtà per le quali lavori? Che tipo di attività organizzate? Investite anche in pubblicità offline e online?

Ormai l’integrazione tra comunicazione online ed offline è un must. Almeno per chi ha capito come vanno le cose. Ma bisogna sempre seguire un piano editoriale strategico. Sono in pieno accordo con un post che hai recentemente condiviso sulla tua pagina FB. Se non ricordo male si riferiva al fatto che molti pensano di fare marketing perché pubblicano post sui social. Beata ignoranza! Stare efficacemente su Facebook o altri social presuppone un piano editoriale, una strategia, un progetto, una definizione di posizionamento e di identità di brand. Ma a monte…

Cosa pensi dei nuovi mezzi di comunicazione, social network soprattutto, e come credi abbiano cambiato le abitudini delle persone?

Per molti versi i social si sono integrati armoniosamente nelle nostre vite e ci aiutano a gestire con libertà e fantasia le nostre relazioni. I nostri acquisti. Soni utili. Grazie alle conversazioni/condivisioni d’esperienze ci aiutano, ad esempio, a trovare l’INCI giusto per il nostro nuovo shampoo. Ci fanno vivere, scavalcando le distanze, attimi di vita leggeri, intensi, ironici, filosofici con vecchi amici del cuore e nuovi conoscenti. A fronte di tutto questo però rischiano di innescare comportamenti compulsivi. A questo proposito ho scritto in un focus del mio sito, a commento di un video di Coca Cola che invitava a ripensare radicalmente al nostro rapporto con i social, in una chiave di sentimento e di relazione.  Che siano, anche a livello di mercato pubblicitario, i primi segnali che stiamo smaltendo una certa sbornia collettiva? Stiamo forse per ritornare alla vecchia e cara pubblicità di una volta? Non esattamente.  I mercati dell’era digitale sono e restano soprattutto delle “conversazioni”. Ma una cosa è certa, anche nella pianificazione strategica dovremmo capire come utilizzare correttamente lo strumento social.  Senza mitizzarlo o sovrastimarlo. Non si vende semplicemente aprendo una pagina Facebook, magari gestita dal nipote o dal cugino smanettone…

La nostra struttura si occupa di Brand Journalism. Ovvero di raccontare i brand, le loro dinamiche, i loro valori, la loro mission. Per fidelizzare il pubblico attraverso la “conversazione” ed ampliare il bacino potenziale. Insomma, giornalismo aziendale. Perchè crediamo che il web marketing, sempre più basato sul contenuto, stia andando fortemente in questa direzione. Qual è il tuo pensiero?

Guardo alla vostra esperienza con molto interesse. Il mio terreno naturale è il lavoro di gruppo vissuto nel rispetto delle singole individualità possibilmente con colleghi evoluti come te che hanno elaborato in positivo l’emozione “invidia” e il senso di competizione aggressiva. Questo in Italia è un concetto ancora all’anno zero. Ma è l’unico modo di lavorare con successo. Credo nel network perché il tutto è più della somma delle parti. Credo che voi siate una sfaccettatura di un poliedro gigantesco che è l’ecosistema mediatico. Un tassello fondamentale. In presa diretta con la realtà. Un antidoto competente alle finzioni ed edulcorazioni dell’informazione. E una risorsa potente per aziende e professionisti. Giornalismo vero, che rispetta i fatti e poi fa storytelling. Spero di continuare a scambiare con te, con voi, energia, creatività ed esperienza.

Quando pubblicheremo questa intervista, la condividerai sulle tue pagine?

Naturalmente…con piacere!

Sappiamo che sei sempre in movimento, quali sono i tuoi progetti più recenti o almeno quelli a cui tieni di più?

Te ne dico due: è appena stato pubblicato il nuovo sito di Luciana Mosconi, il pastificio marchigiano che con la sua pasta all’uovo si è conquistato il 1° posto in Italia nel segmento premium e il 2° posto assoluto nel mercato dopo Barilla. E oggi va all’Expo come testimonial della Regione Marche. Vi invito a scaricare la brochure. E’ uno strumento di comunicazione in piena linea con lo stile che vuole perseguire Virtual14. Con l’Ad di Luciana Mosconi Marcello Pennazzi, un imprenditore davvero illuminato, facciamo marketing 3.0. Differenziazione di prodotto, trasmissioni di valori, condivisione di emozioni e impegno per un mondo migliore.

L’altra cosa a cui tengo è l’avvio di Esomusix, una collana ancora in fase di startup dedicata a percorsi sonori sulle vie della Tradizione. Percorsi legati al sacro, alla spiritualità, al vero esoterismo. E’ una costola di Art Media Music, casa discografica indipendente di Fano con la quale collaboro sia come responsabile della comunicazione che come artista. Dopo l’estate dovremmo uscire con un mio nuovo album di canzoni. Intanto potresti andare a sentire uno degli ultimi cavalli di razza della scuderia, il bravissimo Simone Cicconi, un musicista/cantautore davvero poliedrico. Ne sentiremo parlare. Ah, dimenticavo, se i tuoi lettori si iscrivono alla newsletter di Esomusix, potranno scaricare una compilation gratuita. Ci sono anche alcuni miei brani. Grazie!

Ringraziamo Raffaele per il suo prezioso contributo al nostro sito. Continueremo a seguirlo sui social network, sui siti web delle sue realtà e…sulla SERP di Google!