Cosa succederebbe se le nostre emozioni potessero prendere forma? È quello che ha cercato di scoprire Guto Requena – pluripremiato architetto di San Paolo – con il suo Love Project, un “esperimento” che combina arte, design, tecnologia ed emozioni.

Emozioni in 3D

Dietro il Love Project si nasconde un lavoro di equipe. L’ idea principale è stata quella di monitorare le sensazioni del corpo – attraverso sensori elettronici – per poi trasformarle in impulsi che, una volta inviati ad una stampante in 3D, dessero vita a vere e proprie opere d’arte dalle forme affascinanti, insolite e sempre diverse.

Storie d’ amore e sensori

L’esperimento ha coinvolto anche parecchi volontari a cui è stato chiesto di raccontare la storia d’amore più importante della loro vita. Dopo numerose prove con diversi sensori, ne sono stati scelti tre tipi: un sensore che legge l’attività cerebrale, un sensore della frequenza cardiaca e uno per le onde sonore generate dalla voce. Tutti questi sensori sono stati applicati ai partecipanti in modo da raccogliere dati e parametri delle reazioni fisiche ed emotive provate durante il racconto.

I partecipanti sono stati isolati durante il processo in modo da poter esporre più intimamente i loro sentimenti e da ottenere che i dati fossero acquisiti con maggiore precisione.

Oggetti d’uso quotidiano

I dati sono stati poi inviati ad un software appositamente progettato chiamato “grasshopper” – letteralmente “cavalletta” – che li ha tradotti secondo determinate griglie di forza e che, una volta trasmesso l’input alla stampante 3D, li ha trasformati in tre tipi di oggetti: vasi, lampade e cestini per la frutta. I materiali usati sono stati i più vari: poliammide, vetro, ceramica, metallo e ABS. Oggetti d’ uso quotidiano, dunque, perchè è nella vita di tutti i giorni che le nostre emozioni si esprimono. Ma non solo.

L’ emozione creativa e la libertá dal mercato

Lo scopo finale del progetto è, però, quello di rendere disponibile a tutti questo tipo di tecnologia. Perché? Perché in futuro chi usa un oggetto possa anche partecipare alla sua creazione, in modo da renderlo unico e personale. Un oggetto così intimamente legato alle nostre emozioni più belle avrà anche un ciclo di vita più lungo, non passerà nelle nostre esistenze senza lasciare traccia, subito sostituito da un nuovo modello. Un nuovo modo di intendere la logica di domanda, produzione e vendita, ma soprattutto un nuovo modo di interagire con gli oggetti che diventeranno veicoli delle nostre emozioni e dei nostri stati d’ animo.