“Per chi vuole giocare, Facebook è gratuito. Per chi vuole fare business, Facebook si paga.”

Parole di Marco Montemagno, imprenditore, broadcaster e fondatore di SuperSummit. Alla pubblicità su Facebook che funziona è dedicato uno dei suoi video più visti: in questo video Marco spiega una verità fondamentale, valida per ogni azienda o, almeno, per quelle che vogliono capitalizzare tempo e risorse su Facebook sfruttandone l’enorme potenziale: “Facebook non è gratis. Facebook è un canale a pagamento”.

Facebook gratis, ma a che prezzo?

Formalmente Facebook è un canale aperto a tutti: non sono necessarie quote di iscrizione o canoni d’uso. Tuttavia in un social network usato da 1,65 miliardi di utenti è, giocoforza, difficile emergere. È un po’ – secondo l’esempio usato da Marco – come se tutti gli italiani avessero uno spazio di dieci minuti in tv, alle 4,30 di notte, gratuito ma da condividere tutti insieme: impossibile, per un’azienda, farsi notare. In questo caso pagare può fare e fa la differenza: dal coprire la percentuale dei fan non raggiunti normalmente, all’intercettare l’interesse di nuovi potenziali clienti: la chiave è investire. Maggiore è la quantità di denaro investita e maggiori sono le possibilità di ottenere visibilità, a patto che la campagna pubblicitaria sia sorretta da una strategia ben pianificata.

I contenuti non bastano

Molte aziende scelgono di puntare tutto esclusivamente sui contenuti: ottenere risultati in questo modo è possibile sì, ma in teoria piuttosto che nei fatti. Sarebbe, secondo Montemagno, come sperare di creare dei contenuti di tale impatto da tenere sveglie le persone alle quattro del mattino: la percentuale di successo è così bassa che una scelta del genere diventa una scommessa, più che una strategia: ma chi fa business sa che non conviene giocare d’azzardo. L’esperienza ci insegna che molto spesso contenuti di ottima qualità passano inosservati.

Prima che sia troppo tardi

Investire nella pubblicità su Facebook , secondo Marco Montemagno, è anche una questione di tempo: sì, perché quello che oggi ha un prezzo ragionevole – “il costo di acquisizione è basso”  -, domani potrebbe non averlo, a motivo della sempre maggiore competizione. Sempre più aziende investono e investiranno su Facebook: questo – tradotto in soldoni – significa che, in proiezione, il nostro budget ha più valore adesso che, tanto per fare un esempio, tra un anno. Ecco, dunque, i consigli per rendere la nostra campagna pubblicitaria su Facebook davvero efficace:

  • Affidarsi ad una buona agenzia che si occupi del day by day e cioè della “marea di attività” che servono a tenere una pagina in perfetta efficienza. Non per niente è il consiglio che viene prima di tutti: mai lasciare al caso e all’improvvisazione un’attività così importante.
  • Promuovere il singolo contenuto – video o post che sia – e non la pagina, perché si rischia di essere troppo generici.
  • Specificità soprattutto. I contenuti devono essere studiati per categorie specifiche e non generiche: per raggiungere il target che ci si è prefissati e per contenere i costi.
  • Scegliere la costanza piuttosto che un impatto “aggressivo” : puntare, dunque, sulla continuità, giorno dopo giorno, e privilegiare campagne più economiche, ma continue, al posto di campagne singole ad alto impatto, ma discontinue.
  • Il sostegno pubblicitario non deve prescindere dai contenuti, ma essere funzionale a essi: “senza dietro dei buoni contenuti, sono soldi sprecati”.
  • Prima di investire cercare sempre di capire se – e in che percentuale – ne vale la pena. Si potrebbe scoprire, ad esempio, che reinvestire il budget normalmente dedicato alla mailing list in campagne Facebook permette di superare un ostacolo come quello delle mail non aperte.
  • Sperimentare. Non esiste una formula uguale per tutti: bisogna sperimentare finché non si trova quella più adatta alle nostre esigenze.

La differenza, tra fare business e giocare, è tutta qui.


Scegli il Brand Journalism per la tua azienda

“L’associazione tra web marketing e giornalismo è sempre più d’attualità. Entrambi si basano sul contenuto e quest’ultimo diventa progressivamente più legato alle dinamiche del web. Con l’avvento dei Social Network sono cambiate le abitudini delle persone. Le fonti per reperire notizie, sempre più spesso, non sono più i canali tradizionali ma le piattaforme di aggregazione digitale, i blog o i gli stessi siti internet aziendali. Inoltre, ogni evento acquisisce eco alimentandosi dagli utenti stessi. Chi diffonde la notizia deve essere semplicemente bravo a canalizzarla nel modo giusto. La rete farà il resto.”


Web Project Management, Web Marketing, Content Management, Accounting. Contattaci per parlarci del tuo progetto ed avere un preventivo gratuito.

Virtual14-social-media