Piovono Zucchine, intervista ad Annalisa e Simona


piovono zucchine
Virtual14. Un'immagine di "Piovono Zucchine" su Facebook.

Siamo con Annalisa e Simona, chef e titolari di ‘Piovono Zucchine’.

Abbiamo seguito la ‘vicenda’ che nei giorni scorsi le ha viste coinvolte dopo un post pubblicato sulla pagina Facebook del loro ristorante, ed abbiamo voluto chiedere la loro versione dei fatti.

Ciao Annalisa, ciao Simona, prima di tutto grazie per aver accettato di rilasciarci questa intervista. Come sapete, Virtual14 si occupa di comunicazione (soprattutto online) e il nostro sito, virtual14.com, è strutturato come un magazine che mette al centro delle proprie attività approfondimenti, informazioni, casi studio e tutto quanto sia inerente questo settore, proponendosi di fare brand journalism per sé e per i propri clienti. Negli ultimi giorni ‘Piovono Zucchine‘, è venuto alla ribalta per motivi non legati alla propria cucina. Proprio per questo ci piacerebbe prima di tutto sapere qual è stato il vostro percorso professionale, come nasce il progetto del ristorante vegano e quali sono i valori su cui poggia il vostro brand.

“Abbiamo deciso di aprire un ristorante vegano perché, diventate vegane, ci siamo rese conto che non c’erano posti in cui poter mangiare senza doversi in qualche modo adattare a una cucina non strutturata e spesso insapore. Abbiamo studiato e lavorato molto in questa direzione, capire come dare sapore e senso di pienezza a una cucina che per molti ha in bocca solo il gusto mite e incolore di una rinuncia. Abbiamo pensato molto all’altrettanto mite accoglienza che avrebbe ricevuto la nostra idea in una realtà come Brindisi, scegliendo come unica via possibile quella del rispetto e dell’accoglienza uniti a una massiccia dose di autoironia. Ha funzionato.”

Nell’organizzazione delle vostre attività quotidiane come viene pianificata, strategicamente e operativamente, la comunicazione? Vi affidate ad un’agenzia o avete delle risorse interne?

“Ci siamo affidate, da subito, alle competenze e al gusto della graphic designer Elvira Gerardi. Con lei pianifichiamo comunicazioni che parlano dei nostri piatti, di eventi, di ciò che accade nel mondo, di tutto. Scegliendo di farlo in una forma il più possibile onesta e personale.”

Pochi giorni fa, come dicevamo, ‘Piovono Zucchine’ è stato al centro di quella che è sembrata una vera e propria lapidazione social. Noi abbiamo seguito la vicenda e vi chiediamo: da dove nasce il ‘post’ che tanto ha fatto discutere? Quale iniziativa intendeva comunicare? Cosa volevate trasparisse dal copy che avete scelto?

“Un po’ per pigrizia, un po’ perché ci sembra davvero inutile cercare altre parole per dirlo, citiamo la nostra grafica:

‘Questa locandina, nata più che altro come comunicazione di servizio, ha espresso, in modo personale e come ogni cosa discutibile, un sentimento, il sentimento di quelle ore. La parola beneficenza non compare, volutamente, lo slogan canzona il divertente rituale ‘dolcetto o’ interrotto da un macigno sulla testa. Come accade quando vivi la tua vita, magari ti chiedi cosa farai ad Halloween e a risponderti è il soffitto. Lo slogan arriva veloce come quel macigno. È un’immagine che esprime un sentimento di paura e di immedesimazione. Ed è terribilmente diretta.’

Lo scopo benefico della serata è stato volutamente omesso, avevamo in mente di svelarlo in un secondo momento, in risposta ai commenti, anche negativi, che immaginavamo sarebbero arrivati subito dopo.”


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Virtual14. La locandina di Halloween di Piovono Zucchine.

Molti social media manager hanno giudicato negativamente la gestione delle vostre risposte agli utenti, più che la pubblicazione da cui i commenti stessi sono scaturiti. Avete gestito ‘la crisi’, come gli addetti ai lavori definiscono questo tipo di situazione, in prima persona? Qual è stato il ‘mood’ che avete usato? Vi siete sentite attaccate ingiustamente?

“Abbiamo gestito le risposte in prima persona, lo ha fatto chi di noi in quel momento ha avuto il tempo materiale per farlo. Il meno pacato della brigata probabilmente. Ci hanno attaccato secondo un rituale prevedibile e abbiamo reagito in modo a volte scomposto, a volte semplicemente adeguato al tono delle domande. Quando ci si rivolge a un così vasto pubblico, scegliendo un modo di comunicare ironico come il nostro, si mette in conto di raccogliere pochi consensi.”

Che idea vi siete fatte della categoria in questione?

“Che tirano a campare come tutti. Molti social media manager ed esperti di comunicazione che in pubblico hanno criticato, in privato proponevano collaborazioni ad Elvira Gerardi, questa è la realtà. Ad oggi, rileggendo i commenti, non riusciamo ancora a trovare nessuno che abbia spiegato perché quello slogan fosse offensivo, tralasciando chiaramente il ‘non si scherza su..’ che non è una risposta.”

Per concludere: tanti hanno recensito negativamente ‘Piovono Zucchine’ sulla vostra pagina Facebook, ci sono state ripercussioni sull’andamento del vostro ristorante?

“Lavoriamo come sempre, con lo stesso impegno, gli stessi obiettivi e la stessa risposta da parte dei clienti.”

Ringraziamo Annalisa e Simona per la disponibilità a rispondere alle nostre domande, augurandoci di aver aiutato a chiarire un episodio che ha coinvolto loro ed ha fatto discutere gran parte della categoria dei Social Media Manager.


 

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“L’associazione tra web marketing e giornalismo è sempre più d’attualità. Entrambi si basano sul contenuto e quest’ultimo diventa progressivamente più legato alle dinamiche del web. Con l’avvento dei Social Network sono cambiate le abitudini delle persone. Le fonti per reperire notizie, sempre più spesso, non sono più i canali tradizionali ma le piattaforme di aggregazione digitale, i blog o i gli stessi siti internet aziendali. Inoltre, ogni evento acquisisce eco alimentandosi dagli utenti stessi. Chi diffonde la notizia deve essere semplicemente bravo a canalizzarla nel modo giusto. La rete farà il resto.”


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