Siamo con il Dott. Paolo Ascierto, dirigente medico dell’Istituto Nazionale Tumori Fondazione Pascale. Oncologo e ricercatore, ha lavorato e lavora in prima fila per Covid-19, in quella che viene definita la ‘medicina delle catastrofi’, lontana dal mondo in cui ha sempre operato. Con i primi casi di pazienti contagiati dal Coronavirus, infatti, grazie al rapporto che i medici del Pascale hanno con i colleghi cinesi, e agli scambi scientifici che sono portati avanti da tempo, è iniziato il percorso che tutti conosciamo, soprattutto in virtù della grande eco mediatica che ha confermato, semmai ce ne fosse bisogno, la fondamentale importanza di una corretta informazione e divulgazione scientifica, in funzione della ricerca. Questi sono, di conseguenza, i temi affrontati nella breve intervista che ci ha gentilmente rilasciato.

Salve Dott. Ascierto, prima di tutto grazie per aver accettato di rilasciarci questa intervista per Virtual14.com, il Brand Magazine di Fanism, la nostra Digital Media House. La recente pandemia ha avuto un impatto globale senza precedenti, dalla salute pubblica alla politica, fino all’economia. Come pensa che l’accesso alle cure mediche sia stato influenzato dal COVID-19? E quanti di questi cambiamenti persisteranno nel tempo? Quanto permanentemente sono state influenzate le attività quotidiane degli operatori sanitari?

“Purtroppo il Covid ha inciso molto sulla quotidianità di tutti noi, modificando gli stili di vita, aumentando, in alcuni casi, il carico di lavoro e riducendo, in altri, la possibilità di accesso. Abbiamo sicuramente assistito, durante le settimane di lock-down, ad una importante riduzione delle afferenze soprattutto per gli screening e, purtroppo, questo ha determinato un ritardo a volte diagnostico, a volte terapeutico. Tuttavia, quando nella comunità la paura è andata scemando, ho assistito ad un nuovo incremento delle visite. Sicuramente non è tornato tutto come prima, credo che ci vorrà ancora qualche mese, tuttavia sono fiducioso che, alla fine, tutto questo sarà solo un brutto ricordo, da cui dobbiamo e possiamo imparare.”


informazione scientifica
Virtual14. Il Dott. Paolo Ascierto e la comunicazione medica.

Questa pandemia ci ha anche insegnato quanto l’informazione medico-scientifica sia cruciale. Non solo in ambito specialistico, ma soprattutto a scopo divulgativo. Per informare in maniera accessibile e creare di conseguenza un rapporto di fiducia tra il medico e il paziente, tra lo scienziato e la comunità. Quale crede debba essere il ruolo delle strutture ospedaliere nella divulgazione medico-scientifica? Qual è la sua esperienza? Come vede questo settore implementato nel futuro?

Credo molto nella forza della comunicazione, credo che alla base di qualsiasi percorso diagnostico e terapeutico, il colloquio ed il rendere partecipe il paziente di quelli che sono gli obiettivi e di quale sarà il percorso da affrontare, è fondamentale. Per quanto riguarda la divulgazione medico-scientifica, sicuramente in queste settimane si sono ridotte quelle che sono le nostre occasioni di confronto interpersonali, tuttavia, per fortuna, nel 2020 abbiamo potenti mezzi per non interrompere l’informazione scientifica e permettere, addirittura, una maggiore divulgazione anche in periodi come questi.”

Come viene gestita la comunicazione scientifica e l’informazione sulla ricerca per il cancro? Esiste una strategia digitale per informare sul vostro lavoro? Che tipo di attività online vengono organizzate e che importanza viene data alla divulgazione sui social media?

“Come dicevo prima, il Covid ha cambiato sicuramente la nostra quotidianità. Nella nostra professione medica, e forse nella mia in particolare, il confronto, l’aggiornamento, la discussione, le proposte di ricerca, le novità terapeutiche sono il pane quotidiano. Andiamo sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo, di qualcosa che ci possa far raggiungere obiettivi terapeutici migliori, e, per far questo, la comunicazione è il miglior mezzo che abbiamo. Prima del Covid, le conferenze, i congressi, le riunioni di persona ci permettevano (e ci permetteranno) di avere questo tipo di confronto. Durante il Covid, ci è venuta in soccorso la tecnologia, che ha potenti mezzi per permetterci tutto ciò, dai webinar, ai congressi online, alle riunioni virtuali. In fin dei conti, poco è cambiato in questo periodo, la divulgazione c’è stata, ma solo in un modo diverso.”

Al giorno d’oggi, sempre più numerosi sono i medici e gli scienziati che promuovono le proprie attività di ricerca e profili professionali sul web e sui social. Tutto quanto abbiamo vissuto e stiamo vivendo, sembra confermare un fatto oggettivo: l’informazione scientifica non può dipendere dalla volontà del singolo, e le strutture Ospedaliere ed Universitarie sono chiamate a creare ecosistemi digitali che accolgano i propri professionisti e che, con una corretta strategia comunicativa – in funzione dei nuovi strumenti e dei nuovi canali che tutti noi abbiamo a disposizione –, rappresentino dei punti di riferimento informativi verificati ed attendibili per il pubblico e gli addetti ai lavori. Un’esigenza, quest’ultima, che conferma anche l’importanza di evolvere i percorsi formativi in questa direzione.

Ringraziamo il Dott. Ascierto per il suo prezioso contributo, continueremo a seguire le sue attività con grande attenzione.

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