“Irripetibili, irriducibili ed incorruttibili.”

Fino alla fine, questi i napoletani per Pasolini che aveva sempre sentito una particolare affinità col popolo partenopeo. Su Napoli e i napoletani si potrebbe dire – e si dice – tanto, nel bene o nel male. Credo che su una cosa possiamo essere tutti d’accordo: il napoletano guarda il mondo con occhi diversi, occhi tutti suoi. Tra le città italiane Napoli è forse quella più legata alle sue tradizioni, storicamente la più restia al cambiamento, all’omologazione ai modelli europei o americani. Insomma, c’è il mondo…e poi c’è Napoli. Una volta Eduardo de Filippo ha detto:

“Mi sono scocciato di sottostare alla legge del vivere civile che ti assoggetta a dire sì senza convinzione quando i no, convintissimi, ti saltano alla gola come tante bolle d’aria.”

Un figlio di Napoli, Eduardo. Uno che non ci stava a stare zitto, ma sempre con garbo e ironia.


napolimania

Virtual14. Enrico Durazzo.

Enrico Durazzo

Anche Enrico Durazzo è un figlio orgoglioso di Napoli. Un imprenditore intelligente e coraggioso che non ci sta a guardare Napoli con gli occhi freddi del mondo e preferisce farlo con quelli di un napoletano: uno sguardo ironico, spassionato e profondo allo stesso tempo. Per molti napoletani il marchio Napolimania è diventato un’istituzione: è impossibile passare davanti ad uno dei numerosi negozi sparsi per la città e non soffermarsi a dare un’occhiata alle vetrine. Tutto – dal portachiavi alla t-shirt, dal poster al grembiule da cucina, dalle lattine di aria in scatola ai cornini portafortuna – reca impresso un po’ del proverbiale umorismo napoletano. Sano campanilismo e tanta autoironia, sono questi i segreti di un brand di successo che piace tanto ai napoletani, ma anche a chi napoletano non è.

Napoletanizziamo il mondo

NapoliMania nasce più di vent’anni fa dall’idea di Enrico Durazzo di rinchiudere in barattolo l’aria di Napoli. Una trovata da scugnizzo, provocatoria e irresistibile. Da allora Napolimania è diventato il brand della napoletanità. Frasi, citazioni e gadget, tutti ispirati alla creatività per cui Napoli è giustamente famosa nel mondo. L’obiettivo? Napoletanizzare il pianeta! Perché chi l’ha detto che la soluzione migliore sta nella globalizzazione e nell’appiattimento delle identità e dei caratteri locali? Economicamente l’iniziativa di Enrico Durazzo si colloca coraggiosamente in un mercato difficile – soffocato dall’importazione ad oltranza di prodotti made in China – restituendo ad una città bistrattata dai media come Napoli il suo carattere creativo e indipendente.


enrico durazzo

Virtual14. Napolimania.

Exposito, l’ Expo made in Napoli

Nel corso degli anni non c’è stato grande evento o tematica importante che la creatività di Napolimania non abbia reso con gli occhi di un napoletano: dal calcio alla politica. Per questo motivo un evento di risonanza mondiale come Expo 2015 – che ha generato tante polemiche – non poteva sfuggire all’occhio acuto di Durazzo. Ecco allora pronte le t-shirt con la scritta “Exposito 2015: napoletanizzare il pianeta. Fantasia per la vita“.

Sfruttando l’assonanza col cognome napoletano per eccellenza Napolimania ci propone un Expo tutto partenopeo.

Come si può immaginare la t-shirt – che vanta già un tentativo di plagio – ha avuto un immediato successo, tanto che giornali e social network si sono occupati della divertente iniziativa. A livello mediatico la condivisione della scritta Exposito ha riempito tutti i social media da Facebook a Twitter, da Instagram a Pinterest.

Expo 2015 è un evento che ha fatto – e sta facendo – discutere il popolo del web: molti sanno, ormai, che non è tutto oro quello che luccica e l’ironia – soprattutto quella fatta con intelligenza – è la benvenuta. Per questo Napolimania ha deciso di cavalcare l’evento mediatico: sulle pagine ufficiali dei social media sono apparse immagini-slogan, dei veri e propri inni alla genuinità dei prodotti culinari napoletani. Se Expo ha scelto come sponsor McDonald’s e i suoi menu a base di panini e patatine fritte, Exposito sceglie la mozzarella di bufala“I’m eating it, m’a sto magnann mo’” dice la scritta. “Addolcire il pianeta. Diabete per la vita” è lo slogan che accompagna pastiera, struffoli e roccocò, “Da piccoli con la zizza, da grandi con la pizza è dedicata al simbolo della gastronomia napoletana, mentre a “Dissetare il pianeta” ci pensano Aglianico e Falanghina. Anche la percoca (pesca) nel vino, la minestra maritata, il panuozzo e la verdura di stagione – con in testa i mitici friarielli e un testimonial d’eccezione: Braccio di Ferro  sono presenti all’appello.

Ironia si, ma anche un’intelligente riflessione.

Sulla genuinità spesso ostentata dalla politica Expo ufficiale e, altrettanto spesso, disattesa dagli sponsor scelti. Non è una sorpresa, dunque, che gli slogan di Napolimania abbiano incontrato il favore del pubblico social – e non solo di quello napoletano – che li ha condivisi e commentati positivamente. Perché forse è a Napoli che resta il dovere etico-morale di dire al mondo che l’imperatore è nudo e che solo la creatività può salvarci dalla globalizzazione.