Siamo con Mirko Lalli, co-founder e Cfo di IQUII, società specializzata nello sviluppo di applicazioni mobile, IOT, wearable e strategie digitali.

Dopo aver visitato la sua agenzia qualche settimana fa, della quale è co-fondatore insieme al fratello Fabio (con lui nella foto), gli abbiamo chiesto questa intervista, che ci ha gentilmente concesso per parlarci delle sue attività e del suo punto di vista sulle evoluzioni del nostro settore.

Ciao Mirko, prima di tutto grazie per aver accettato di rilasciarci questa intervista. Come sai, Virtual14 si occupa di comunicazione (soprattutto online) e il nostro sito, virtual14.com, è strutturato come un magazine che mette al centro delle proprie attività approfondimenti, informazioni, casi studio e tutto quanto sia inerente questo settore. Tu sei un professionista della comunicazione, qual è stato il tuo percorso personale, in tal senso?

“Beh, io seguo la parte dietro le quinte della comunicazione di IQUII, quella relativa ai numeri e all’amministrazione! Sono un imprenditore da quando ho 18 anni e ho iniziato facendo il tecnico di rete, sicurezza e networking. Ho gestito in qualità di manager progetti di alcune aziende e questo mi ha permesso di vedere dinamiche completamente differenti e che oggi sono il mio bagaglio culturale personale che sto mettendo a disposizione della nostra azienda.”

Sei co-founder e CFO di Iquii Digital Agency, agenzia in grande ascesa nel panorama italiano. Ci racconti com’è iniziata quest’avventura?

“Ti ringrazio per il complimento ad IQUII. La nostra avventura è nata da tante chiacchierate con mio fratello. Lui aveva una visione d’azienda e io un altra. Lui veniva da un percorso professionale di società di consulenza, mentre io la consulenza la facevo da libero professionista. Ad un certo punto tutto si è evoluto velocemente e dopo un confronto ci siamo chiesti ‘Bene, perché non provarci e creare qualcosa di nuovo, a metà strada tra le due esperienze?’ E così è nata IQUII.”

Quando ci siamo visti per realizzare il focus su Iquii, una tua frase ci è sembrata perfetta per sintetizzare il rapporto tra te e Fabio, tuo fratello e socio: “Un chiodo ed un aquilone, uno tira forte per volare e l’altro lo richiama a terra”. Come si sviluppa la vostra integrazione sul lavoro? Ci spieghi il tuo ruolo all’interno dell’azienda?

Fabio si occupa dell’operatività, io della parte amministrativa e finanziaria. Insieme condividiamo visione e strategia. Tutto in un equilibrio perfetto. Ci riteniamo fortunati perché non è facile trovare un socio complementare e di cui ci si può fidare come un fratello.”


iquii digital agency

Virtual14. Mirko Lalli.

A nostro parere l’ottimizzazione del management, che porti ad una sana gestione, dovrebbe rappresentare la base di lavoro di ogni azienda. Soprattutto per chi si occupa di comunicazione una buona organizzazione favorisce l’espressione del talento e della creatività. Cosa ne pensi? 

Il talento va attratto, e va ricercato, non si crea. Al massimo una azienda può stimolarne la crescita e lo sviluppo. L’equilibrio sta nel trovare le persone giuste, dare lo spazio di lavoro necessario per esprimersi al meglio e allo stesso tempo obiettivi stimolanti e competitivi. Questo genera un circolo virtuoso di lavoro, divertimento, creatività e sana competizione.”  

Il core business di IQUII è la realizzazione di applicazioni mobile e lo sviluppo del “wearable”. A tuo parere ci sarà un momento nel quale anche l’attuale concetto di smartphone diventerà obsoleto a favore di “apparecchiature indossabili”?

“Smartphone? Obsoleto? E’ dal 2004 che si parla dell’anno del mobile. E’ già obsoleto, non trovi? La direzione nella quale stiamo andando è relativa a tecnologie sempre più indossabili. Lo smartphone presto lo si indosserà e l’esperienza degli utenti sarà ancora migliore, rendendo il concetto di connessione continua ancora più invisibile ed impercettibile e completamente naturale.” 

In termini di business come pensi questo, insieme ai new media, influenzerà le strategie delle aziende nel loro approccio alla comunicazione? Ed in funzione di ciò, in che modo tu e lo staff di IQUII vi approcciate ai vostri clienti? Sembra necessaria una formazione costante vista l’elevata velocità con la quale i sistemi si stanno evolvendo.

La formazione è un concetto un po’ particolare: secondo noi formazione è ricerca, sviluppo e sperimentazione continua, sia aziendale che individuale. Non c’è crescita senza sperimentazione. Noi cerchiamo di spiegare che le tecnologie non sono più qualcosa da smanettoni, che il digitale non è uno strumento di cazzeggio, ma soprattutto cerchiamo di far capire che la rivoluzione è nella capacità di capire bene l’utente, le sue abitudini, i comportamenti e le esigenze. Solo in questo modo si può comprendere un “corretto” approccio da avere per esser competitivi sul mercato.”

La “rivoluzione digitale” sta anche portando fortemente alla “ribalta” il contenuto come l’elemento centrale della comunicazione. La produzione di testi di qualità e la loro diffusione rappresentano, ormai,  elementi fondamentali per le aziende per diventare punti di riferimento dei propri settori commerciali. Sei d’accordo?

“Sono d’accordo. Compreresti mai la frutta dal fruttivendolo che ti vende le mele marce o l’anguria vuota?

In che modo gestite, con Iquii, la comunicazione per le realtà per le quali lavorate? Che tipo di attività online organizzate e che importanza date alla cura dei blog e delle pagine social?

“Non c’è una formula magica o una logica uguale per tutti. La tecnologia, le piattaforme social e i contenuti sono scelti in funzione dell’esperienza utente che vogliamo stimolare e/o generare.” 

Come “raccontate”, invece, voi stessi, il vostro lavoro e le vostre attività?

“Sui social, attraverso i canali personali e i canali aziendali. Siamo noi, in rete. Ci mettiamo le facce, noi, senza chiusura. Come se avessimo una finestra mezza aperta su strada e chi vuole può guardare dentro, senza problema. Poi ovviamente ci sono informazioni, progetti e contenuti che sono riservati e fanno parte di quel perimetro aziendale che dobbiamo tutelare, per noi e per chi ci affida progetti.”

La nostra struttura si occupa di Brand Journalism. Ovvero di raccontare i brand, le loro dinamiche, i loro valori, la loro mission. Per fidelizzare il pubblico attraverso la “conversazione” ed ampliare il bacino potenziale. Insomma, giornalismo aziendale, che porti un beneficio commerciale. Perchè crediamo che il web marketing, sempre più basato sul contenuto, stia andando fortemente in questa direzione. Qual è il tuo pensiero?

“Siamo molto allineati, e oggi è difficile non esserlo.”

Sappiamo che siete sempre in movimento, per chiudere questa bellissima chiacchierata dicci cosa bolle in pentola per Iquii…

“Veniamo da un periodo molto impegnativo. Stiamo per uscire con progetti per clienti per noi importanti e con nuovi nostri prodotti su cui facciamo sperimentazione.”

Quando pubblicheremo questa intervista, la condividerai sulle tue pagine?

“Io sono il fratello ‘offline’ dei due…a far casino sui social ci pensa soprattutto Fabio.”

Ringraziamo Mirko per il suo prezioso contributo al nostro portale. Continueremo a seguirlo sui social network e su iquii.com.