L’ impianto idraulico di un edificio è quell’insieme di tubature e dispositivi che servono a garantire il giusto afflusso e deflusso delle acque chiare – le acque, in genere potabili, che provengono dall’acquedotto – e delle acque nere – tutte le acque di scarico, contenenti rifiuti organicidetersivi o soluzioni saponose. Le funzioni principali sono tre: procurare l’acqua alla casa, distribuirla nei vari ambienti e smaltire le acque utilizzate.

Com’è fatto un impianto idraulico

La struttura di un impianto idraulico è piuttosto complessa e, ovviamente, la complessità aumenta di pari passo con la grandezza degli edifici o degli appartamenti. Per cominciare occorre ricordare che per realizzare un impianto idraulico è necessario che l’edificio sia allacciato all’acquedotto che fornisce l’acqua e che l’impianto dovrà essere collegato alla rete fognaria per lo smaltimento delle acque nere. Esaminiamo in breve gli elementi principali presenti in ogni impianto idraulico:

  • le colonne di adduzione, elementi verticali da cui si diramano le tubature, e le colonne di smaltimento per le acque nere;
  • le prese, una per ogni appartamento, da cui si dipartono i tubi per l’acqua fredda e quelli collegati a caldaie e scaldabagni;
  • lo scarico a sua volta collegato alla colonna delle acque nere;
  • il rubinetto principale che permette di chiudere completamente l’impianto in caso di necessità;
  • il contatore che consente di misurare il consumo d’acqua;
  • autoclavi serbatoi di piccole dimensioni che vengono utilizzati quando la pressione non è sufficiente.

Il bagno

Un discorso a parte merita il bagno. Qui troviamo le braghe, i tubi che smaltiscono le acque di W.C., lavandini e bidet. Di solito le braghe vengono posizionate nel pavimento o nella parte più bassa della muratura. In basso, rispetto ad ogni sanitario, viene sistemato un sifone: un elemento che da un lato facilita il passaggio dell’acqua nello scarico e dall’altro impedisce ai gas maleodoranti di spandersi nell’ambiente. Di solito i lavandini e i bidet sono anche dotati di bocchette del troppo pieno, le classiche aperture che garantiscono il deflusso dell’acqua nello scarico anche se si dimenticano i rubinetti aperti.

L’impianto idrico a norma

La progettazione e la realizzazione di ogni impianto idrico sono regolate dal Decreto Ministeriale 37/2008 che perfeziona le leggi precedenti e prevede una serie di norme atte a garantire la sicurezza degli impianti e il rispetto dell’ ambiente. La complessità e la vastità dei lavori necessari per costruire un impianto idrico rendono l’impresa impossibile per qualsiasi amante del fai da te, anche quello più esperto. Quindi la prima cosa di cui accertarsi quando si ha bisogno di un nuovo impianto idrico – o di ammodernare un impianto già esistente – è quella di affidarsi ad una azienda qualificata che sia provvista non solo delle competenze necessarie e aggiornate, ma anche iscritta regolarmente alla Camera di Commercio abilitata ai sensi del Decreto 37/2008.

La Dichiarazione di Conformità

Il decreto ministeriale stabilisce che, per essere dichiarato ufficialmente a norma, è necessario che ogni impianto sia dotato della dichiarazione di conformità, un certificato rilasciato dall’impresa che ha realizzato o modificato l’impianto. Un documento importantissimo in cui viene descritto non solo com’è stato realizzato l’impianto, ma anche secondo quali norme tecniche. La dichiarazione di conformità è un documento indispensabile per la tutela del consumatore stesso – per cui è bene ricordarsi di richiederlo al termine dei lavori – ed è anche necessario – una volta integrato con progetto, elenco dei materiali usati e visura dell’abitazione – per richiedere l’allacciamento di una nuova fornitura d’acqua.

Il DiRi per i vecchi impianti

In base all’attuale normativa non è obbligatorio adeguare gli impianti realizzati prima del 2008, tuttavia è necessario che gli eventuali interventi di modifica siano compiuti nel rispetto della legge. Per questo è previsto un dispositivo: il DiRi – o Dichiarazione di Rispondenza – rilasciato da un tecnico abilitato che verifica la rispondenza dell’impianto alle normative in vigore all’epoca della sua realizzazione.

Gli obblighi del proprietario dell’immobile…

Sono fondamentalmente tre gli obblighi di chi possiede un immobile che necessita di un impianto idrico nuovo: affidare i lavori ad un’impresa abilitata, mantenere in efficienza l’impianto secondo le indicazioni per la manutenzione, fornire una copia della dichiarazione di conformità all’Ente che eroga il servizio entro 30 giorni dal termine dei lavori.

…e dell’installatore

Oltre che a realizzare i lavori nel pieno rispetto delle norme, le aziende sono tenute anche a rilasciare la dichiarazione di conformità. Questa deve essere redatta, dopo i dovuti sopralluoghi e accertamenti, da un professionista iscritto all’albo con un’esperienza di almeno cinque anni nel settore specifico.