Siamo con Leopoldo Maria D’Alterio, Sales Manager di Hubstrat, un team di professionisti, tra tecnici e consulenti, raccolti in una rete specializza nel settore web, marketing e design.

Seguiamo Leopoldo sui social network e gli abbiamo chiesto questa intervista, che ci ha gentilmente concesso, per parlarci delle sue attività e del suo punto di vista sulle evoluzioni del nostro settore.

Ciao Leo, prima di tutto grazie per aver accettato di rilasciarci questa intervista. Come sai, Virtual14 si occupa di comunicazione (soprattutto online) e il nostro sito, virtual14.com, è strutturato come un magazine che mette al centro delle proprie attività approfondimenti, informazioni, casi studio e tutto quanto sia inerente questo settore. Tu sei un professionista della comunicazione, qual è stato il tuo percorso personale, in tal senso?

“Grazie a voi. Il mio percorso professionale comincia nei primissimi anni del 2000 con la piattaforma web Freebar.com, che era un portale di dating associato alla nightlife in particolar modo campana, anche se gli utenti provevivano da tantissime zone d’Italia e qualcuno anche dall’estero. Insieme agli amici e colleghi Fabrizio Barbato e Stefano Pochet, capimmo ben presto che buona parte del traffico al website arrivava dalla grande quantità di fotografie che il nostro staff scattava negli eventi più importanti della movida. Il mio compito in particolare, era quello di gestire i collaboratori e di monetizzare questo traffico, per cui mi adoperavo per chiudere accordi di partnership e sponsorship con aziende e strutture locali e nazionali.

La proficua collaborazione con Fabrizio e Stefano terminò alla fine del 2009 in concomitanza con la definitiva penetrazione nel mercato italiano di facebook e di tutti gli altri colossi mondiali, per cui decidemmo di comune accordo di sopprimere gli investimenti da sostenere per il progetto.

Così, col ruolo di account manager, nel gennaio 2010 mi spostai in Nascar, una prestigiosa agenzia di comunicazione napoletana, con la voglia di rimettermi in gioco e di imparare una professione a me completamente nuova. In agenzia, ad accogliermi, trovai professionisti di assoluto spessore, che mi insegnarono via via tutti i trucchi del mestiere, di cui tutt’oggi faccio grande tesoro.

Ed oggi, a distanza di 5 anni, eccomi in Hubstrat.”

Sei il Sales Manager di Hubstrat e nella “squadra” di re.work. Ci racconti come sono iniziate queste avventure?

“Durante una riunione che tenemmo insieme presso la sede di Nascar per conto di un suo cliente – all’epoca era il titolare di Frisklabs, la sua agenzia di comunicazione – conobbi Corrado Sorge, il nostro attuale amministratore e co-fondatore di re.work perché c’era da mettere su un progetto abbastanza ambizioso ed importante.

Da allora restammo in buoni rapporti di stima, e fui contattato da lui nel settembre del 2013, una volta terminata la mia collaborazione con l’ormai Triboo Digitale per prendere parte alla sua squadra.

Accettai l’incarico senza pensarci su due volte perché condividevo con lui ed il team una vision comune e soprattutto intravedevo tra le righe un progetto nuovo ma di assoluta ambizione.”

Siete un gruppo di professionisti che lavorano insieme in un rapporto di lavoro che testimonia l’evoluzione del nostro settore. Come si sviluppa la vostra integrazione? Ci racconti il tuo ruolo all’interno dei team?

Hubstrat, lo dice il nome, è formata da un hub strategico e da una fitta rete di collaboratori freelance. La struttura reticolare ci permette di essere veloci e molto dinamici ed è un modello di agenzia innovativo e altamente scalabile.

In veste di Sales Manager mi occupo principalmente di sviluppare nuovi contatti per conto dell’azienda e di mantenere solide e proficue le relazioni commerciali già sviluppate.

Tra i task a me assegnati ci sono: ricerche di mercato, definizione dei goal peridoci di fatturato, gestione del dipartimento account per tutti i servizi a me assegnati, PR online e offline con relative segnalazioni ai dipartimenti d’interesse, presentazioni dirette a clienti e prospect dell’azienda e relativa proposta commerciale.”

A nostro parere l’ottimizzazione del management, che porti ad una sana gestione, dovrebbe rappresentare la base di lavoro di ogni azienda. Soprattutto per chi si occupa di comunicazione una buona organizzazione favorisce l’espressione del talento e della creatività. Tu hai un ruolo molto importante, in tal senso. Cosa ne pensi? 

“Sono assolutamente d’accordo, il mio ruolo in particolar modo serve da fluidificante in quanto mi interfaccio quotidianamente con l’amministrazione, la produzione e gli altri vari reparti al fine di snellire e velocizzare quelle operazioni che altrimenti risulterebbero abbastanza lente e macchinose.

Una buona organizzazione all’interno dell’azienda è fondamentale affinché il talento e l’espressione creativa di ogni membro vedano sempre la loro massima estensione.

Il core business di Hubstrat è la comunicazione digitale. In che direzione si sta andando, a tuo modo di vedere?

Una direzione dalla quale non si torna indietro, quella dove l’utente/consumatore riveste un ruolo sempre più importante e centrale all’interno dei processi decisionali. Un utente curioso, proattivo e partecipativo, che con la sua voce e le sue scelte influenza sempre maggiormente le decisioni del management aziendale e non si limita a subirne in modo passivo le sue comunicazioni. Anche se un po’ datata, la vicenda di Algida e del Winner Taco m’è rimasta particolarmente impressa nella mente.”


hubstrat

Virtual14. Hubstrat.

In termini di business come pensi i new media abbiano influenzato le strategie delle aziende nel loro approccio all’advertising? Ed in funzione di ciò, in che modo tu e lo staff vi approcciate ai vostri clienti? Sembra necessaria una formazione costante vista l’elevata velocità con la quale i sistemi si stanno evolvendo.

I new media non hanno influenzato le strategie aziendali, le hanno completamente stravolte. Con i vecchi mezzi le aziende un tempo si servivano della classica comunicazione verticale per cercare di raggiungere il loro target di consumatori, oggi banalmente non basta più.
Il consumatore è divenuto parte attiva della comunicazione e pretende di comunicare all’azienda i suoi bisogni, le sue preferenze ed anche e soprattutto i suoi malcontenti, e trova nei nuovi strumenti una corsia assolutamente preferenziale che ha trasformato nel tempo la comunicazione da verticale ad orizzontale.
Inutile sottolineare che il mio staff ed io in tal senso cerchiamo di porci in tutte le occasioni in modo assolutamente consulenziale.”

La “rivoluzione digitale” sta anche portando fortemente alla “ribalta” il contenuto come l’elemento centrale della comunicazione. La produzione di testi di qualità e la loro diffusione rappresentano, ormai,  elementi fondamentali per le aziende per diventare punti di riferimento dei propri settori commerciali. Sei d’accordo?

“Assolutamente d’accordo. Un contenuto di qualità serve non solo a raccontare il brand, i suoi valori e la sua mission ma anche a sviluppare un’affezione del consumatore nei suoi confronti. La vendita del prodotto/servizio verrà in un secondo momento e sarà semplicemente una piacevole conseguenza.

In che modo gestite, con Hubstrat, la comunicazione per le realtà per le quali lavorate? Che tipo di attività online organizzate e che importanza date alla cura dei blog e delle pagine social?

Cerchiamo in ogni caso di farci carico di tutta la comunicazione aziendale di chi decide di rivolgersi a noi, interfacciandoci via via con clienti e progetti sempre più ambiziosi. Le attività che organizziamo vanno dalla progettazione del loro brand allo sviluppo del website, fino alla gestione di intere campagne SEO e social, attività di lead generation e tutto quanto concerne la digital strategy nel senso più ampio del termine.

Ovviamente, diamo sempre molta importanza alla cura dei blog e delle pagine aziendali.

Sempre più spesso inoltre, ci vengono chieste intere sessioni di formazione e sempre più spesso si rivolgono a noi nuove aziende e startup alle quali riusciamo a fornire di volta in volta un supporto strategico.

Come “raccontate”, invece, voi stessi, il vostro lavoro e le vostre attività?

Proviamo ad essere quanto più genuini, naturali e spontanei possibili, cercando di tralasciare in ogni caso l’autoreferenzialità, che nel nostro settore raramente è ben accetta.

Utilizziamo le nostre pagine social aziendali ma anche e soprattutto i nostri account personali per raccontare ad amici, colleghi, clienti e prospect le nostre attività, le nostre giornate lavorative, la vita in azienda e non ultimo la vita da coworker, che non mi aspettavo fosse così divertente e stimolante.

A settembre, inoltre, lanceremo il restyling del nostro brand, il nostro nuovo website aziendale e la nostra nuova campagna di comunicazione, che sarà sviluppata su tutti i vari canali.

Oggi come oggi ci sono persone che hanno un seguito così vasto da diventare veri e propri “marchi”. Come curi e promuovi la tua attività lavorativa e la tua immagine di professionista? Anche tu lavori allo sviluppo del tuo Personal Brand o preferisci essere associato all’immagine aziendale?

Sfrutto al massimo le mie pagine social, cerco di usare correttamente LinkedIn, che in tal senso mi sembra uno strumento formidabile, e provo a far si che le due cose viaggino sempre su due binari paralleli. Il mio personal brand è molto importante ma non per questo tralascio quello dell’azienda in cui lavoro, per me rappresentano due elementi complementari.”

La nostra struttura si occupa di Brand Journalism. Ovvero di raccontare i brand, le loro dinamiche, i loro valori, la loro mission. Per fidelizzare il pubblico attraverso la “conversazione” ed ampliare il bacino potenziale. Insomma, giornalismo aziendale, che porti un beneficio commerciale. Perchè crediamo che il web marketing, sempre più basato sul contenuto, stia andando fortemente in questa direzione. Qual è il tuo pensiero?

“È proprio così. Si va in questa direzione perché le aziende hanno capito che un contenuto di qualità oltre a raccontare un brand ed il suo valore serve a stimolare la curiosità dell’utente e a far si che questo si leghi al prodotto/servizio nel medio termine. Come dicevo, se il contenuto è di qualità il beneficio commerciale per l’azienda arriva, serve solo un po’ di pazienza.”

Quando pubblicheremo questa intervista, la condividerai sulle tue pagine?

“Assolutamente si e molto volentieri, è la prima regola dei social.”

Ringraziamo Leopoldo per il suo prezioso contributo al nostro portale. Continueremo a seguirlo sui social network e sui siti delle realtà per le quali lavora.

“Grazie a voi e a prestissimo, è stato davvero un grande piacere.”


coworking napoli

Virtual14. re.work.