Di Expo 2015 i media hanno parlato molto e non smettono di parlarne. Ma cosa se ne dice? Su quelli che sono i canali ufficiali Expo: il più grande evento mondiale sull’alimentazione e la nutrizione, una vetrina culturale che porterà Milano e l’Italia intera ancora una volta al centro del mondo: tanta pubblicità favorevole ad un’iniziativa di portata mondiale. Ma ogni medaglia ha il suo rovescio. Sui lati oscuri di Expo abbiamo sentito di tutto e di più, soprattutto abbiamo appreso ciò che non si voleva si sapesse da fonti di comunicazione non ufficiale. In particolar modo dal tam tam a cui certe notizie sono state poste sui social network.

 

Un morto di Expo

Una di queste notizie riguarda Klodian Elezi, un ventunenne albanese da tempo residente a Chiari, in provincia di Brescia. Klodian purtroppo è morto sabato 11 Aprile, cadendo da un’impalcatura nel cantiere per i lavori di completamento di una galleria che deve essere ultimata in tempo prima dell’inizio di Expo: sulla sicurezza del cantiere c’è molto da dire e da scoprire, cosa certa è che i lavori avevano subito un’accelerata a causa delle scadenze. Klodian è un morto di Expo, un morto che non fa notizia, almeno non quella ufficiale.

Il fiume sotterraneo

Eppure la morte del giovane albanese trova il modo di essere notizia e portarsi all’attenzione di chi vuol riflettere sia sulla questione Expo  che su quella dell’immigrazione e lo trova andando ad affluire in quello che potremmo chiamare il “fiume sotterraneo” di informazione, o per meglio dire controinformazione, che, libero dai canali ufficiali, scorre sul web raggiungendo un sempre maggior numero di persone cambiando il loro modo di percepire questo grande evento culturale .

Questo è stato possibile attraverso siti e blog – per la maggior parte di controtendenza come blitzquotidiano.itdelitti.combaruda.netnoexpo.org– e social network – con  svariate condivisioni – che hanno portato la notizia all’attenzione degli internauti completando quello che potremmo definire il ritratto dell’altra faccia di Expo. Una faccia fatta di appalti poco limpidi, tangenti, mafia, lavoro non pagato, promesse non mantenute, signoraggio delle multinazionali, cementificazione selvaggia. Un interessante articolo al riguardo è quello pubblicato da dolcevitaonline.it dove vengono elencate le dieci cose che non tutti sanno su Expo. Visto che si parlava della potenza dei media ne riporto un passo:

EXPO E MEDIA: UNA RELAZIONE POCO TRASPARENTE 
I tanti soldi derivanti da sponsorizzazioni, stand e biglietti permettono ovviamente agli organizzatori di Expo di investire a loro volta in servizi e campagne di marketing. Teoricamente niente di male se non fosse che ben 55 milioni di euro sono già stati assegnati a vari media nazionali senza alcuna gara d’appalto, in una operazione che profuma di investimento mirato a “comprare” un miglioramento nell’immagine di Expo dopo i tanti scandali. Oltre 5 milioni di euro sono andati alla Rai, quasi due alla Feltrinelli, 850mila euro alla Mondadori, oltre mezzo milione a Corriere della Sera e La Repubblica, poco meno all’Ansa, e poi a scendere ce n’è per tutti o quasi: Mediaset, Tm News, Il Sole 24 Ore, Il Foglio, Il Giorno, e chi più ne ha più ne metta. Viene da chiedersi quale grado di rigore giornalistico nel denunciare eventuali nuovi scandali nell’organizzazione potranno avere dei media pagati profumatamente per lavorare in favore dell’immagine dell’Expo stesso.

Jorge Luis Borges ha detto una volta “stampando una notizia in grandi lettere, la gente pensa che sia indiscutibilmente vera”: i media hanno il potere di imporsi alla nostra attenzione, ma non dimentichiamo mai quel fiume sotterraneo che scorre…