Il “mediaevo”

Il “mediaevo” è un’età oscura, illuminata soltanto dalle luci dei led e dagli schermi di computer e smartphone. I colori del mondo “mediaevale” sono colori forti, aggressivi, pulsanti. Tutto ciò che fa parte della vita dell’uomo – cioè tutto ciò che si può vendere e comprare – è colorato fino allo spasimo, fino al perforamento della retina: dritto al cervello.

“Guardami! Comprami! ” sembrano gridare gli oggetti, e più colorati sono più alta è la loro voce. I colori lucidi, laccati, della plastica hanno invaso un po’ tutto, dalle labbra delle modelle, ai videogiochi, alla bevanda energetica del momento. Colori squillanti, violenti. Persino il bianco e il nero, che colori non sono.

 

L’immagine e la realtà

In un mondo dove l’immagine è il medium principale della realtà la vita passa attraverso una serie di filtri ed effetti: hdr, light cross, dodger, cinerama, sharpen, cross process,vintage…tutti a portata di applicazione. Basta un clic e una foto “banale” acquista le sfumature dell’ “interessante”.

 

La Natura

E la Natura? La Natura, che è fatta di sfumature, come viene percepita in quest’epoca dalle tinte forti? Attraverso immagini adulterate che la “adeguano” al concetto di “realtà migliorata” : verdi squillanti, fiori che diventano macchie di colore, rocce contrastate fino a sembrare ferite, cieli che sembrano illuminati al neon e l’azzurro del mare che fa male agli occhi. Tutto in nome di un nuovo “pittoresco”, un canone estetico pernicioso perchè falsa la nostra idea di realtà.

In passato, vista attraverso la pittura di paesaggio, la Natura cessava di essere “reale” per acquisire lo statuto dell’arte. Mediata da un mezzo tecnico e votata al raggiungimento dell’ideale estetico dell’ artista. Il “pubblico” – in generale – era bene in grado di distinguere la realtà dall’ opera d’arte. Con la fotografia il discorso si è complicato. La fotografia è percepita come testimonianza del vero, del concreto: un qualcosa esiste e quindi può essere fotografato da una macchina, per cui quello che vedo è reale.

 

Fotoritocco hdr: cambiare la realtà è possibile a tutti

Naturalmente le fotografie ritoccate in post produzione sono sempre esistite – il ritocco è nato con la fotografia – ma mai la produzione è stata così massiccia e incontrollata, alla portata di tutti. Basta un qualsiasi telefonino per trasformarci negli artisti delle nostre vacanze e rendere i posti visitati più “attraenti” – cioè saturati e contrastati – in modo che anche i nostri ricordi mutino forma e colore.

E quando in un posto non ci si è stati? Ci si arriva trasportati dall’ onda di suggestioni visive mutuate da materiale fotografico adulterato, cercando con l’occhio quei colori e quei contrasti che, in realtà, non ci sono. Delusione. Cocente delusione. La realtà ci ha tradito, la Natura non è bella come una lattina di Coca – Cola, il mare di Positano non ha le stesse sfumature della carrozzeria della nostra nuova auto!

Ma l’uomo del “mediaevo” ha sempre la, nevrotica, risposta pronta: la realtà è ciò che io voglio vedere, basta un clic e tutto è più bello! Non c’è bruttura della vita reale che l’applicazione giusta non possa correggere.