Siamo con Gaetano Brunetti, giornalista e amico, con un grosso seguito sui social network.

Abbiamo la fortuna di conoscerlo da un bel po’ e gli abbiamo chiesto di incontrarlo per parlarci delle sue attività, visto che è “un comunicatore di professione e per passione”.

Ciao Gaetano, prima di tutto grazie per aver accettato di rilasciarci questa intervista. Come sai, Virtual14 si occupa di comunicazione (soprattutto online) e il nostro sito, virtual14.com, è strutturato come un magazine che mette al centro delle proprie attività approfondimenti, informazioni, casi studio e tutto quanto sia inerente questo settore, proponendosi di fare brand journalism per sè e per i propri clienti. Tu sei un giornalista, qual è stato il tuo percorso professionale, in tal senso?

Prima di tutto ringrazio voi per avermi dato l’opportunità di questa intervista. Ho 26 anni ed ho cominciato quando ne avevo circa 18. Incontrai per caso il direttore di un noto sito web napoletano che, una volta letti dei miei testi, volle darmi l’opportunità di collaborare con lui fin da subito.

Come promuovi la tua attività lavorativa e la tua immagine di professionista?

Ho sempre cercato di instaurare rapporti con più persone. Oggi i social, per esempio, aiutano a creare una buona rete di contatti.

Come ti approcci al tuo network? Hai un sito internet personale?

In modo molto sincero, come nella vita di tutti i giorni. Non ho ancora un sito internet personale.

Oggi come oggi ci sono persone che hanno un seguito così vasto da diventare esse stesse veri e propri brand. Hai mai sentito parlare di Personal Branding?

Me lo ha illustrato dettagliatamente un amico ma penso ci vogliano altri incontri. E’ una cosa che mi interessa molto per le dinamiche che si stanno creando anche nel mondo giornalistico.

Come gestisci, invece, la comunicazione per le tue realtà aziendali? Investite in pubblicità offline e online?

Non saprei rispondere perchè non mi occupo di queste cose.

All’interno del vostro staff ci sono tecnici che si occupano di web e marketing?

Assolutamente si, ci sono addetti al web marketing. E’ fondamentale.

Cosa pensi dei nuovi mezzi di comunicazione, social network soprattutto, e come credi abbiano cambiato le abitudini delle persone?

Credo che alla fine i social siano per certi versi lo specchio fedele della vita reale e dell’umanità dei giorni nostri. Non ho un sito internet personale ma la mia pagina di Facebook, per esempio, funge un po’ da blog; con le dovute proporzioni…

Come credi, invece, i social network incidano giorno per giorno nelle dinamiche relative al lavoro del giornalista? Sembra che i nuovi media abbiano azzerato le distanze tra “evento” e pubblico che, con questi “mezzi” può dire la propria su ogni accadimento e contraddire/controbattere in tempo reale chi, per professione, è chiamato a raccontare i fatti. Qual’è la tua opinione?

Ecco, i social hanno azzerato le distanze, c’è una sorta di faccia a faccia tempestivo e giornaliero, diretto. Come tutte le cose ha i suoi pro e i suoi tanti ‘contro’.

Sei un profilo “attivo” sui canali social anche a livello personale?

Certo, ho profili Facebook, Twitter e Instagram che, ripeto, fungono anche da blog personale.

Il nostro magazine si occupa di Brand Journalism. Ovvero di raccontare i brand, le loro dinamiche, i loro valori, la loro mission. Per fidelizzare il pubblico attraverso la “conversazione” ed ampliare il bacino potenziale. Insomma, giornalismo aziendale. Ne avevi mai sentito parlare? Cosa ne pensi?

Il vostro è un progetto entusiasmante, ambizioso e propositivo. Una via inesplorata nel nostro paese, che spero vi porti a grandi successi e popolarità.

Quando pubblicheremo questa intervista, la condividerai sulle tue pagine social?

La pubblicherò sui miei profili anche se preferisco non farlo perché non amo auto celebrarmi.

Ringraziamo Gaetano per il suo prezioso contributo al nostro sito. Continueremo a seguirlo sui social network e sui siti delle testate per le quali scrive i suoi articoli.

Ribadisco, grazie a voi per l’intervista, una desuetudine per me. E in bocca al lupo per il nuovo appassionante progetto.

Crepi il lupo!