Una delle cose più importanti per un professionista è la costruzione di un network professionale. In questo articolo ti spiego perché.

Ultimamente mi sento come le persone anziane, che ripetono a loop sempre le stesse cose alle stesse persone, dimenticando completamente di averlo già detto in una precedente occasione, e la cosa mi spaventa, perché essendo io uno snob impaziente, burbero e (diciamolo!) bastardo, odio con tutta l’anima proprio chi ripete le cose.

Però c’è un però, e non lo dico per pormi in una condizione migliore rispetto alla realtà dei fatti, ma perché credo che sia vero: ci sono cose che vanno ripetute all’infinito, magari ad alta voce, perché sono troppo importanti.

È come nei rapporti umani, non c’è cosa peggiore del darsi per scontati, partendo dal presupposto che quella persona farà quella determinata cosa per te per il semplice fatto che tu te l’aspetti. Lo stesso vale nel business, e in particolare nel mio settore, il digital marketing, che come sai si evolve così rapidamente che non fai in tempo a digerire una novità ed è già vecchia, ma ci sono dei principi che valgono sempre, al netto dell’ennesimo algoritmo di sta ceppa.

Una di queste cose troppo importanti, e che io sottolineo in continuazione, sia online che offline, è la costruzione di un network professionale con i controcazzi. Scusami il francesismo, ma l’espressione “con i fiocchi” mi fa venire in mente Jerry Calà, e volevo evitare l’effetto cinepanettone anni ’80.

Il post che ho scritto per Virtual 14 e che, mi auguro, leggerai fino alla fine (se non lo fai sei un cuggino, #sallo) è diviso in tre parti.

Nella prima, farò un paragone forse azzardato, ma che a me viene naturale quando parlo di networking; nella seconda farò quello figo che cita libri interessanti, dati statistici messi un po’ #acazzodicane e studi pubblicati all’estero (tanto per farti credere che sono poliglotta); nella terza ti racconterò la mia esperienza personale, della quale magari #fottesega, ma il post è mio e Michele mi ha dato carta bianca, come nel famoso film con Totò.

Sei pronto? Partiamo.

Il tuo network professionale è come un figlio

Io sono papà di due splendidi bambini logorroici e vivacissimi, e tutto quello che faccio dalla mattina quando schiudo gli occhietti (come direbbe la cara Ludovica De Luca) alla sera quando vado in coma chimico apparente, lo faccio per loro, perché ho deciso io (insieme a mia moglie, s’intende) di metterli al mondo, e non voglio fargli mancare niente, nei limiti delle mie possibilità.

Niente di strano, lo so, tutti i genitori (o quasi) dedicano ogni respiro al benessere dei figli, e la stessa cosa deve valere anche nel business. Se ci tieni davvero alla tua professione, alla tua azienda o attività commerciale, ti dedichi anima e corpo per farla crescere sana e forte, e tenerla al riparo dalle cose brutte, che nella vita sono sempre dietro l’angolo.

Se vuoi crescere come professionista, però – e che tu sia un commercialista, un web marketer o un dentista poco importa – devi lavorare molto sulle relazioni umane, perché – come amano ripetere tutti ultimamente – “i mercati sono composti da essere umani, non da segmenti di mercato”, quindi devi imparare a porti verso gli altri in modo umano, vero, genuino.

So cosa stai pensando, che il mondo del lavoro è un po’ come un gruppo di mamme su WhatsApp, dove tutte fingono di essere amiche e in realtà si schifano le une con le altre, ma reggiti forte, che sto per lanciare una bomba: NON E’ VERO!

Non è vero che il mondo del lavoro è così meschino, lo sono solo alcuni individui che lo popolano, ma se sei minimamente sveglio li sgami subito e li mandi lì dove meritano di andare, e se non conoscono la strada dillo pure a me che organizzo un pullman.

Hai due modi per fare successo, e mi riferisco ai comuni mortali e non allo Steve Jobs di turno, che rientra nella categoria “fatti da parte, coglione, che parlo io”:

  1. Ti comporti da squalo, e cerchi di ottenere tutto quello che riesci nel minor tempo possibile, per poi cambiare settore e ricominciare;
  2. Impari a collaborare con gli altri.

Mi dispiace deluderti, ma non esiste una terza via, a meno che tu non decida di vivere la tua vita da mediocre, guardando gli altri che cambiano il mondo mentre giochi a Candy Crash in pausa pranzo.

Devi gestire la tua attività professionale come se fosse tuo figlio, e se lo ami davvero vuol dire che desideri solo il meglio per lui, ma nessuno diventa buono o cattivo senza che l’ambiente che lo circonda lo influenzi in qualche modo, quindi cerca di costruire intorno a te – o a tuo figlio – la migliore realtà possibile.

Se non lo fai, tutto ciò di buono hai realizzato potrà essere spazzato via da un singolo errore, che avresti potuto affrontare con l’aiuto del tuo network.

Perché è importante il network

Questo paragrafo avrei potuto contenerlo per intero nell’espressione “perché è così, e basta!”, ma ho voglia di scrivere, quindi cercherò di spiegarmi meglio.

Per farlo, ma anche e soprattutto per apparire colto ai tuoi occhi, citerò un po’ di gente seria.

“Per quanto la tua mente o la tua strategia siano brillanti, se giochi da solo perderai invariabilmente contro un’intera squadra”

Questo passaggio è tratto da “Teniamoci in contatto”di Reid Hoffman e Ben Cascnocha, un libro che, professionalmente parlando, mi ha cambiato la vita, facendomi abbandonare del tutto l’idea del lavoratore dipendente, non in termini contrattuali, ma mentali.

L’abitudine e la reiterazione dei comportamenti ad un certo punto l’ho rifiutata, perché essenzialmente mi ero rotto le scatole di fare l’automa. Volevo qualcosa di più, e questo libro, e l’incontro con l’autore, mi hanno dato la spinta per svoltare.

Posso dire con certezza che se nel maggio del 2012 non mi fossi preso una giornata di permesso dal lavoro per andare all’Università di Salerno ad ascoltare l’intervento di Casnocha, Socialmediacoso non sarebbe mai nato.

Nel libro Hoffman (founder di LinkedIn) e Casnocha sottolineano due concetti importantissimi:

  1. non importa quale sia il tuo lavoro o il settore nel quale operi, oggi, per avere successo, devi considerare te stesso come una startup in beta permanente, sempre pronta a fare un passo in più, senza mai adagiarsi sui risultati raggiunti fino a quel momento. È come la famosa frase attribuita ad Einstein “Le persone sono come le biciclette: riescono a mantenere l’equilibrio solo se continuano a muoversi”.
  2. senza costruire un network forte sei vulnerabile, e rischi di finire ai margini del tuo settore.

Nel libro è riportata una frase che mi piace molto di Vinod Khosla, co-fondatore di Sun Microsystem (l’azienda che ha prodotto il linguaggio Java, mica ho detto cotica!):

“Il team che costruisci è l’azienda che costruisci”

Io ci credo, davvero, e da quando ho aperto Socialmediacoso ho lavorato tanto per poter trovare delle persone che potessero fare con me un pezzo di percorso, e alla fine ci sono riuscito, e lavorare oggi è molto più entusiasmante.

L’errore più grande che compiono i freelance è pensare di essere autosufficienti, ma non è così. Ad un certo punto del tuo percorso ti ritroverai nella condizione di dover chiedere aiuto, ma non avrai nessuno disposto a farlo.

“Le relazioni contano ai fini del tuo percorso professionale quale che sia la tua azienda o il tuo livello di anzianità, perché qualunque impiego è riconducibile a un’interazione con altre persone.”

Non te lo dimenticare mai. Se sei solo, ti sentirai solo.

Ecco perché io insisto spesso, e ultimamente un po’ più del solito, nel sottolineare l’importanza di stringere mani e guardarsi negli occhi per costruire relazioni stabili e fruttuose, perché sarà anche vero che siamo sempre connessi e che con un click raggiungiamo l’ultimo eremo della terra, ma non dobbiamo dimenticare che siamo animali sociali, che si nutrono di esperienze reali e concrete.

Non lo dice Francesco Ambrosino, che è l’ultimo dei cretini, ma è quanto emerge da numerosi studi autorevoli condotti all’estero, come questo realizzato dalla Great Business School britannica.

Face to Face Networking
Source: GreatBusinessSchools.org

Che cosa emerge da questa infografica del 2014, tra l’altro bellissima, almeno a mio modo di vedere?

Che nonostante i professionisti più giovani preferiscano socializzare online, il 95% degli intervistati sostiene che gli incontri faccia a faccia siano più efficaci per costruire rapporti solidi e duraturi, il 72% si lascia influenzare maggiormente da una stretta di mano e da uno sguardo, che si ottengono maggiori risultati da incontri fisici che virtuali, e che quasi una persona su due trova lavoro grazie al proprio network professionale.

Insomma, il tuo network conta più di quanto tu possa immaginare.

La mia esperienza personale

Quando ho iniziato il mio percorso da freelance e web worker ho pensato che un pc, una connessione a internet e tanta buona volontà potessero sostituire la struttura più articolata di una azienda, o di una agenzia, perché alla fine devi contare solo su te stesso per poter fatturare a fine mese.

Sbagliato!!!

Per un po’ ho agito così, pensavo solo a prendere clienti e commesse da gestire in autonomia, e le interazioni le lasciavo nel recinto dei “rapporti umani”, ma ad un certo punto mi sono reso conto che se non fondevo l’aspetto umano con quello professionale, e viceversa, sarei rimasto per sempre l’ennesimo professionista da 15k euro all’anno, che se perde un cliente si dispera perché non sa più come arrivare a fine mese.

Parlando con alcuni amici e colleghi ho scoperto di non essere l’unico a considerare il freelance come un professionista con il freno a mano tirato, e insieme abbiamo deciso di fare quadrato e lavorare insieme, in modo da poter prendere clienti più grossi, con budget più importanti e compiti più complessi da svolgere.

La cosa più bella del lavorare con persone con le quali ti trovi a tuo agio è che quando non sai cosa fare, ti volti e trovi qualcuno pronto ad aiutarti, e capace di farlo davvero con i fatti, non a parole.

È come avere una squadra di Minions a supporto in ogni momento. 

Ormai questo approccio lo porto con me in ogni cosa che faccio, come Digitalklive, il progetto creato con Roberto Gerosa, Matteo Pogliani, Ludovica De Luca, Valentina Sala e Federico Simonetti, con i quali sarò a Roma il prossimo 8 Aprile per l’evento organizzato e ospitato da DoLab School “Web su Carta presenta “Influencer Marketing” di Matteo Pogliani”.

Se siamo riusciti a passare da una idea buttata lì in una chat di gruppo ad evento che coinvolgerà tanta gente è perché abbiamo saputo collaborare per raggiungere un obiettivo comune. Ed è bellissimo, te lo assicuro!

Il network è tutto quello che hai. Curalo!!!