“I social media sono la più grande benedizione per il giornalismo, dopo l’invenzione della rotativa.”

Vivian Schiller

Il numero dei brand affermati, che scommettono sui social, sul mobile e sui video, è aumentato nel corso degli anni fino a raggiungere una rimarchevole supremazia rispetto a quello dei brand che optano per la scelta opposta.

Nuove alleanze strategiche

Ogni giorno leggiamo notizie di partnership tra startup innovative e brand di stampo tradizionalista: nuovi concetti dirompono, nuove imprese vengono finanziate o acquisite, ardite collaborazioni prendono forma, il tutto ad un ritmo esponenziale. I cambiamenti avvengono in maniera così repentina che si fa quasi fatica ad abituarsi. È per questo che è più che mai necessario pensare al social media journalism come ad un concetto unitario, qualcosa che gioca un ruolo distinto e coerente in seno al brand stesso: dalle news al marketing.


social media journalism

Virtual14. Social media e informazione.

Cos’è il Social Media Journalism

Il social media journalism è una risposta diretta ad una rivoluzione nei mezzi di comunicazione e produzione delle notizie. Non molto tempo fa, c’era bisogno di una macchina da stampa o di una parabola satellitare per diffondere una notizia su larga scala. Oggi, tutto ciò che serve è uno smartphone e un social network. In un’epoca in cui ognuno racconta una storia, i social media journalist aiutano le persone a trovare ciò che vale la pena di ascoltare e salvare in un mare di informazioni.

La chiave è l’interazione

I social media journalist non operano esclusivamente per quanto riguarda l’organizzazione delle notizie. Un grande numero di narratori professionisti – al servizio di brand, inserzionisti e persino gruppi umanitari – sono sempre più la chiave di volta per la creazione di contenuti social che coinvolgano le community di utenti che rappresentano il target delle aziende stesse. Il concetto stesso di “redazione” è cambiato: non più giornalisti che scrivono per un pubblico passivo, ma professionisti della comunicazione che interagiscono con il pubblico.


social media journalism

Virtual14. Le parole di David Carr.

I principi del Social Media Journalism

Una grande responsabilità, dunque, che ha – proprio per questo – i suoi principi. Linee guida che – se seguite scrupolosamente – fanno la differenza.

  • C’è sempre qualcuno più vicino alla storia: non bisogna mai accontentarsi di fonti di seconda mano. Il valore che si attribuisce al social media journalism è l’autenticità non l’autorevolezza delle fonti. Non esiste il giornalista esperto in ogni materia, ma esiste il giornalista in grado di trovare le persone che lo sono. Così come non si può assistere a tutti gli eventi, ma si può essere in grado di trovare la persona che lo ha fatto.
  • Storie, non contenuti: essere il primo a trovare un tweet interessante o un’immagine tra tante è una buona cosa, ma ciò che fa davvero la differenza è raccontare una storia. Il social media journalism aggiunge al fatto – o all’immagine – la narrazione e il contesto che trasformano un’unità di contenuti in una storia che vale la pena ascoltare.
  • Combattere le bugie: non c’è soddisfazione più grande, per un giornalista, che combattere o ostacolare la diffusione di notizie inesatte e bufale mediatiche.
  • Non limitarsi a parlare, ma costruire: e per farlo è necessario crearsi gli strumenti giusti e una redazione qualificata. L’obiettivo? Verificare l’attendibilità, l’utilità e la qualità dei contenuti creati.
  • Superare le contraddizioni: soprattutto quelle che, all’interno della redazione, si sviluppano tra chi scrive e chi si occupa del lato tecnico. La riuscita di un progetto sta nella capacità di collaborare.
  • Dare a Cesare quello che è di Cesare: citare le fonti e rispettare le leggi in materia di copyright.
  • Condivisibilità: milioni di utenti usano dispositivi mobili per connettersi, i contenuti devono essere pensati per essere visti da tutti e condivisi su ogni tipo di social.
  • Non è solo una questione di notizie. Tutti i media journalist sono anche degli storyteller, i brand stessi lo sono: quindi un punto chiave di ogni progetto è, appunto, lo storytelling.
  • Imparare dai propri errori: piccoli rischi equivalgono a piccoli fail, meglio puntare in alto crescendo gradualmente che scommettere tutto subito, rischiando la reputazione.

La portata del cambiamento è ben riassunta dalle parole di David Carr:

“Stiamo entrando in un periodo d’oro del giornalismo. Guardo il mio zaino poggiato qui e penso che contiene un potenziale giornalistico molto maggiore che l’intera redazione in cui sono entrato 40 anni fa. È collegato a Cloud, posso effettuare registrazioni digitali di tutto quello che faccio, posso verificare in tempo reale se qualcuno mi sta dicendo la verità, ho una fotocamera che prende video che posso caricare in modo rapido e senza soluzione di continuità.”

Il social media journalism, quindi, può essere considerato – come abbiamo accennato – una risposta all’evoluzione. Tuttavia vive, a sua volta, un periodo di transizione.

Perché presto, probabilmente, informazione e comunicazione verranno a coincidere in questo modello.


Scegli il Brand Journalism per la tua azienda

“L’associazione tra web marketing e giornalismo è sempre più d’attualità. Entrambi si basano sul contenuto e quest’ultimo diventa progressivamente più legato alle dinamiche del web. Con l’avvento dei Social Network sono cambiate le abitudini delle persone. Le fonti per reperire notizie, sempre più spesso, non sono più i canali tradizionali ma le piattaforme di aggregazione digitale, i blog o i gli stessi siti internet aziendali. Inoltre, ogni evento acquisisce eco alimentandosi dagli utenti stessi. Chi diffonde la notizia deve essere semplicemente bravo a canalizzarla nel modo giusto. La rete farà il resto.”


Web Project Management, Web Marketing, Content Management, Accounting. Contattaci per parlarci del tuo progetto ed avere un preventivo gratuito.

Virtual14-social-media