Il quadro elettrico, o quadro di distribuzione, è il cuore di ogni impianto elettrico: in sostanza è quella parte – situata a valle del contatore – che distribuisce la corrente a tutte le prese, le luci e gli elettrodomestici attraverso una serie di diramazioni. Le funzioni del quadro elettrico sono molte: dall’alimentazione dei circuiti all’interruzione della stessa in caso di cortocircuito. Quindi, un quadro elettrico ben progettato, è essenziale non solo per il corretto funzionamento dei nostri elettrodomestici, ma anche per la nostra sicurezza e – cosa che non guasta mai – per il risparmio energetico, perchè ci da la possibilità di gestire i nostri elettrodomestici in maniera intelligente. In commercio esiste una grande varietà di quadri elettrici da assemblare secondo le proprie esigenze.

La nuova normativa CEI EN 61439-1

Ricordiamo, innanzitutto, che qualsiasi attività inerente la progettazione e il cablaggio di un impianto elettrico – e quindi anche di un quadro di distribuzione – richiede una certa esperienza, soprattutto se non si è elettricisti di professione. Perciò si raccomanda di seguire alla lettera le istruzioni del fornitore o, meglio ancora, di rivolgersi ad un’officina specializzata per il cablaggio di quadri elettrici. Dal Novembre 2014 è in vigore la nuova normativa CEI EN 61439-1 e tutti gli impianti devono attenersi a quanto prescritto: i quadri elettrici di nuova generazione sono decisamente più grandi dei precedenti.

Quanti circuiti?

Il numero dei circuiti che partiranno dal quadro elettrico dipende, ovviamente, dalle dimensioni della nostra casa e alla sua struttura: scale esterne, uno o più piani, eventuali sistemi d’allarme e via dicendo. In un appartamento di piccole dimensioni ci devono essere ameno tre circuiti – uno a 24V e due a 230V – ma la presenza in cucina di molti elettrodomestici potrebbe richiedere un circuito dedicato appositamente a questa stanza. Un altro fattore importante è la scelta del numero di prese per ogni ambiente.

Innanzitutto i salvavita

La misura standard di Kw per un’abitazione – detta anche potenza contrattuale – è di 3 con 220/230 V , almeno fino ai 75 mq: prima di montare un quadro elettrico è necessario accertarsi, controllando il contatore installato dall’ azienda elettrica, se la misura corrisponde o se è, come in alcuni casi, più alta. La prima cosa da installare sono sicuramente gli apparecchi salvavita, detti anche differenziali, per poi collegarvi il cavo neutro e i cavi di fase. In base alla nuova norma sono obbligatori almeno due salvavita.

Gli interruttori magnetotermici

Dal salvavita saranno alimentati anche gli interruttori magnetotermici, dispositivi di sicurezza che, in caso di guasti o sovraccarichi di corrente, interrompono il flusso di corrente elettrica. In un appartamento occorrono almeno tre interruttori magnetotermici: uno per l’impianto della luce e altri due destinati alle prese di 10A e di 16A.

Il montaggio finale

Il quadro elettrico viene, generalmente, montato a fianco della porta d’entrata. Prima di mettersi al lavoro è bene ricordare di staccare il contatore centrale. Dopo aver preso le misure e realizzato i fori per i tasselli che reggeranno l’intera struttura, si può procedere all’inserimento dei due fili – di solito uno blu e uno nero – nell’ ingresso scelto, in genere la parte alta dell’interruttore per poi collegarli all’uscita utilizzando un cavo di sezione e rispettando esattamente la posizione dei fili in entrata. Contrassegnato da una N noteremo uno spazio libero: in questo fa posizionato il filo Neutro.

Una volta posizionato il quadro sarà necessario testarne l’effettivo funzionamento spingendo il pulsante del test, dopo aver riattaccato il contatore centrale.