Il libro presentato alla libreria Simone di Napoli da Francesco Margherita, rappresenta un punto di rottura nell’editoria manualistica della comunicazione. Nell’epoca dell’obsolescenza, in cui i tecnicismi possiamo impararli da fonti che si aggiornano continuamente, alla stregua di software e algoritmi, finalmente si è capito che il focus della manualistica va spostato sulla trasmissione delle metodologie di lavoro.

L’uomo, infatti, non è una spugna da infarcire di nozioni, né una macchina alla quale passare un database, ma un essere pensante al quale vanno offerte prospettive di ragionamento.

Un libro come questo poteva scriverlo solo qualcuno che ha studiato le persone, e si è avvicinato a questo mondo perché aveva intuito che ci fosse altro oltre la codifica.

Francesco Margherita: un SEO che non viene dalla codifica

Francesco Margherita non proviene dal codice, è laureato in sociologia e assitente alla cattedra di Comunicazione, marketing e pubblicità:

“Come ho iniziato a fare SEO? Ho studiato le persone, ho pensato ci fosse qualcosa e volevo vedere se ci riuscivo anche non provenendo dal codice.[…] Le relazioni contano più dei siti, basta pensare a realtà come Starbucks che rispondono alle richieste dell’utenza attraverso i loro dipendenti, come persone e non come azienda”

Il SEO potrebbe essere quindi un sociologo moderno che analizza le dinamiche relazionali online.

Google è una macchina che vuole agire come una persona ma fa ancora parecchi errori.

Il SEO non è un tecnico ma, poiché la comunicazione del mittente è mediata da una macchina, deve imparare il linguaggio del codice e servirsi di strumenti di analisi per sfruttare a suo vantaggio il canale, quindi lo diviene per forza di cose.

Mette in pratica una costante osservazione partecipante, è un moderno antropologo, che invece di mediare tra due culture divise da conflitti, media la comunicazione tra algoritmo e persone per permettere un migliore dialogo, affinchè le parole vengano trovate da chi le cerca e chi comunica usi parole che riescano ad essere trovate.

Un umanista, insomma, potrebbe essere il giardiniere descritto da Margherita.