La verità può far male, alle volte, ma la menzogna ferisce sempre nel profondo. Ne sa qualcosa l’onorevole Laura Boldrini, vittima nei giorni scorsi – e non per la prima volta – di fake news – o bufale mediatiche, che dir si voglia.

“Una bugia fa in tempo a viaggiare per mezzo mondo mentre la verità si sta ancora mettendo le scarpe.” (Mark Twain)

Storia di una menzogna

Il 6 aprile un sito dalla dubbia credibilità – La Nozione – ha pubblicato un articolo, in seguito rimosso, dal titolo La sorella della Boldrini in pensione a soli 35 anni, 10.000 euro al mese. Questo articolo ha avuto una grande diffusione sui social media: solo su Facebook è stato condiviso più di 6.000 volte. Successivamente il sito Avanguardia Nera ha pubblicato un’altra notizia sfruttando lo stesso soggetto: stavolta la sorella della Presidente della Camera avrebbe guadagnato cifre esorbitanti gestendo e sfruttando i migranti. Entrambi gli articoli includevano una foto di Luciana Boldrini. Peccato che quella che possiamo ammirare in foto sia, in realtà, un’attrice – Krysten Ritter, interprete della serie tv Jessica Jones -, peccato che il nome della sorella della signora Boldrini sia Lucia e non Luciana. Peccato – e stavolta davvero – che la sorella dell’onorevole Boldrini sia mancata anni fa, all’età di 47 anni. Un’opera di sciacallaggio indegno e irrispettoso a cui Boldrini risponde, con parole dure e segnate dall’indignazione e dal dolore, sul suo profilo Facebook:

“Lo voglio dire a ridosso delle feste di Pasqua, proprio nel momento in cui molti si riuniscono in famiglia e con le persone care. La mia unica sorella, morta anni fa per malattia, non si è mai occupata di migranti. Restaurava e dipingeva affreschi. Peraltro, non si chiamava nemmeno Luciana, ma Lucia.

Lo voglio dire a tutti quelli che hanno condiviso sulle loro bacheche e sui loro profili queste e altre menzogne su di lei. E soprattutto a chi ha creato queste false notizie, personaggi senza scrupoli, sciacalli che non si fermano nemmeno davanti ai morti.”


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Virtual14. Laura Boldrini e le Fake News.

Il punto di vista della gente

Come abbiamo detto, nonostante le smentite immediate, le false notizie su Lucia Boldrini hanno avuto molta diffusione: come spesso accade la gente ha condiviso – magari commentando con toni e parole forti – senza prima accertarsi della fondatezza delle notizie stesse.

Perché? È facile immaginarlo:

la gente è scontenta, alle prese con la crisi economica – che, ormai, ha toccato un po’ tutti – , è diffidente nei confronti della classe politica e, spesso, lo è a ragione.

Non c’è niente di strano, quindi, nella reazione indignata di molti. Il male, piuttosto, sta nell’incapacità di distinguere il vero dal falso e dall’offuscamento del giudizio che ne consegue.

La controffensiva

L’onorevole Boldrini non è nuova alle battaglie contro le fake news: già in passato aveva scritto a Mark Zuckerberg – padre padrone di Facebook – invocando un maggiore e più stretto controllo sui contenuti pubblicati e facendogli notare come il social media possa trasformarsi in uno spazio libero dove la menzogna e l’odio razziale trovano luogo:

“Sono convinta che le fake news provochino danni alle persone e spesso rappresentino l’anticamera dell’odio.”

Attualmente – lanciata dall’hashtag #bastabufale – una petizione online rappresenta l’appello per il diritto ad una corretta informazione da parte della Presidente della Camera, sostenuta da testimonial d’eccellenza come Fiorello, Francesco Totti, Carlo Verdone, Marc Augè, Paola Cortellesi, Ferzan Özpetek, Gianni Morandi e altri ancora. La petizione online rappresenta il primo passo verso un decreto legge anti-bufale – che oggi è già una proposta di legge presentata al Senato – destinato a rappresentare un giro di vite significativo contro chi usa la menzogna per danneggiare i singoli o un popolo intero. Anche se l‘unico vaccino contro la disinformazione è l’informazione.


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Virtual14. Fake News: l’esigenza di una corretta informazione.

Genesi delle fake news

“Lo scandalo non sta nel non dire la verità, ma di non dirla tutta intera, introducendo per distrazione una menzogna che la lascia intatta all’esterno, ma che le corrode, così come un cancro, il cuore e le viscere.” (Georges Bernanos)

Le fake news sono storie o notizie false diffuse su internet come vere. Questa prima, approssimativa, spiegazione non deve soddisfarci, quindi cerchiamo di approfondire. Innanzitutto le fake news possono essere di due tipi:

  • False notizie che vengono deliberatamente pubblicate allo scopo di far sì che la gente creda a qualcosa di completamente falso o – ed è una tattica molto diffusa – allo scopo di aumentare le visite ad un sito, il cosiddetto clickbaiting. Si tratta di menzogne ​​costruite dalla prima all’ultima parola da qualcuno pienamente consapevole di quello che sta facendo.
  • Notizie che possono avere una certa parte di verità al loro interno, ma non sono completamente accurate. Questo perché le persone che le scrivono – ad esempio giornalisti o blogger – non controllano tutti i fatti e le fonti prima di pubblicare la notizia.

Entrambi i tipi di false notizie hanno effetti perniciosi: il primo rischia di far credere alle persone cose che non sono vere, il secondo – più facile da smascherare – minaccia fortemente la credibilità dei social media e di chi scrive e lavora in questo ambiente.


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Virtual14. Fake News e Social Media.

Fake news e social media

I social media sono stati spesso accusati di essere un terreno fertile per le fake news, tuttavia non è aggirando l’ostacolo che si trova la soluzione: la battaglia va combattuta proprio all’interno dei social, favorendo – da un lato – l’accuratezza delle informazioni e sensibilizzando – dall’altro lato – i lettori, insegnando loro come leggere senza subire passivamente la notizia.

Come distinguere le fake news e bruciarle sul nascere

Di recente è stato Facebook stesso – nella piena consapevolezza della gravità del problema – ad offrire utili consigli ai propri lettori:

  • Siate scettici nei confronti dei titoli ad effetto.
  • Esaminate l’URL del sito: potrebbe somigliare ad un sito accreditato, ma esserne solo un’imitazione.
  • Verificate le fonti: è importante che siano attendibili e che abbiano una buona reputazione.
  • Prestate attenzione ad errori di battitura e a formattazioni imprecise.
  • Guardate bene le foto per capire se sono state manipolate o se sono originali, ma appartenenti ad un altro contesto.
  • Confrontate i dati con quelli riportati da altri siti, accertatevi che le cifre non siano state alterate.
  • Cercate le fonti a cui si è ispirato chi ha scritto: sono reali?
  • Leggete anche altri articoli al riguardo: se nessun altro riporta la notizia – o se nessuno la riporta allo stesso modo – molto probabilmente sarà una notizia falsa.
  • Accertatevi che non sia una parodia. Spesso e volentieri le fake news vengono pubblicate con l’intento – più o meno evidente – di fare satira.
  • Pensate seriamente a quello che condividete, prima di farlo e non dopo.

Perché, come sosteneva René Descartes, se si vuole diventare veri cercatori della verità, almeno una volta nella propria vita bisogna dubitare, il più profondamente possibile, di tutte le cose.


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“L’associazione tra web marketing e giornalismo è sempre più d’attualità. Entrambi si basano sul contenuto e quest’ultimo diventa progressivamente più legato alle dinamiche del web. Con l’avvento dei Social Network sono cambiate le abitudini delle persone. Le fonti per reperire notizie, sempre più spesso, non sono più i canali tradizionali ma le piattaforme di aggregazione digitale, i blog o i gli stessi siti internet aziendali. Inoltre, ogni evento acquisisce eco alimentandosi dagli utenti stessi. Chi diffonde la notizia deve essere semplicemente bravo a canalizzarla nel modo giusto. La rete farà il resto.”


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