“Forse non sai che tuo figlio o figlia ha installato un’app alternativa a Whatsapp, una chat segreta che si chiama Snapchat, dove i messaggi inviati e ricevuti si cancellano dopo qualche secondo.”

Cominciamo col dire che applicazioni di messaggistica di questo tipo sono diventate dei veri e propri social network dove ci si scambia di tutto: immagini, link, foto, video.

È stata anche ribattezzata l’app per eccellenza del sexting (ovvero lo scambio via messaggio di materiale sessualmente esplicito).

Da sempre, il mio intento è quello di promuovere un corretto utilizzo di Internet affinché possa migliorare la vita delle persone, quindi ho deciso di dare delle informazioni che possano formare i genitori su questi “black social”, ignorati dai più, che vengono però usati su larga scala, da gruppi di persone in particolar modo. Come, in questo caso, dai giovanissimi per occultare le loro conversazioni agli adulti.

Come difendere i propri figli

La migliore difesa è l’educazione. Se un genitore, quindi, conosce lo strumento, potrà insegnare a suo figlio ad un corretto utilizzo. Diverso tempo fa sono stata attaccata duramente, sul mio profilo Facebook, per aver dichiarato che le foto dei minori non vanno messe su Internet, poiché la grandissima rete di pedofilia mondiale attinge con una percentuale considerevole alle foto pubblicate dai genitori sui social network o sui blog personali.

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Toby Dagg, eSafety Commissioner australiano, ha affermato:

“Più o meno la metà del materiale sembra essere preso direttamente dal social media.”

 

Questo rende esplicito, se ancora ce ne fosse bisogno, quanto sia effimero il sistema di autodistruzione delle foto all’interno di Snapchat. Da segnalare anche le moltepici applicazioni che permettono di salvare le foto ricevute: SnapBox, SnapSpy, Snapchat Saver, giusto per fare qualche esempio.

Diritti dei contenuti condivisi

Un’altra cosa importante, su cui essere informati, è che i diritti del materiale che pubblichiamo su Snapchat rimangono nostri, ma una volta pubblicati, implicitamente, diventano royalty-free, quindi potrebbero essere utilizzati anche a scopo commerciale.


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Virtual14. Il QR Code di Snapchat di Huffington Post.

Dimensioni del fenomeno

Quante persone usano questa applicazione? Per rendere l’idea basti pensare che grandi testate online internazionali, come The Huffington Post Mic and Distractif, hanno deciso di provare a sostituire i loro contatti social con i codici QR codes che vengono assegnati ad ogni utente Snapchat.