Siamo con Giuliano Ambrosio, molto conosciuto in rete come Julius Design e Creative Digital Strategist di AQuest.

Seguiamo le sue attività e quelle dell’agenzia con molta attenzione. Gli abbiamo chiesto, quindi, di fare una chiacchierata per parlarcene e per approfondire, insieme a lui, tematiche relative alla comunicazione ed all’evoluzione del nostro lavoro.

Ciao Giuliano, prima di tutto grazie per aver accettato di rilasciarci questa intervista. Come sai, Virtual14 si occupa di comunicazione (soprattutto online) e il nostro sito, virtual14.com, è strutturato come un magazine che mette al centro delle proprie attività approfondimenti, informazioni, casi studio e tutto quanto sia inerente questo settore. Tu sei un professionista della comunicazione, qual è stato il tuo percorso personale, in tal senso?

Dopo le scuole superiori ho deciso di intraprendere un percorso di formazione che mi potesse dare nozioni pratiche e la possibilità di avere una prima esperienza lavorativa sul campo. Dopo aver assorbito molta teoria sono riuscito ad applicarla in agenzia all’età di soli 21 anni e da quel momento mi sono innamorato della comunicazione in campo digitale.

Ho sperimentato molto su me stesso, lavorando sul mio personal branding, e grazie anche al mio blog personale juliusdesign.net sono riuscito ad essere sempre aggiornato in tema Digital e Social Media Marketing, per per proporre articoli originali ai miei lettori e allo stesso tempo farmi conoscere da collaboratori e clienti.

Nel 2009 decido di diventare Freelance per avere maggiore spazio di manovra creativa e strategica e mi metto in gioco in prima persona come imprenditore. In questi anni farò davvero tanta gavetta e dal seguire piccoli clienti, passerò a seguire medie e grandi aziende e poi a collaborare su progetti con agenzie con clienti internazionali.

All’età di 26 anni mi troverò ad essere docente per il Master IED in Digital Media Management, una carica di entusiasmo ed energia che ancora oggi sento sulla pelle.

Oggi il mio lavoro come consulente consiste nell’identificare soluzioni creative in campo Digital e Social Media seguendo un approccio strategico. Lo scopo è quello di ottenere gli obiettivi stabiliti di un’azienda, utilizzando i giusti strumenti, budget, tecnologie e canali media a disposizione.

Sei Creative Strategist di Aquest, agenzia tra le più importanti nel panorama italiano, ed internazionale, in continua ascesa. Tanti i progetti di successo. Ci racconti com’è iniziata quest’avventura?

Come Freelance, fino al 2015, collaboravo con diverse agenzie del panorama Italiano, e un giorno ho avuto l’occasione di essere intercettato su LinkedIn da Fabio Merlin, Ceo e Direttore Creativo di AQuest che mi proponeva alcune collaborazioni su progetti in corso.

Sono bastati alcuni progetti per confermare ad entrambi la reciproca stima, e che insieme si potevano fare grandi cose, per questo motivo da Gennaio 2016 ho deciso di iniziare questa collaborazione in esclusiva con AQuest, una realtà che combacia con le mie aspettative professionali.


giuliano ambrosio

Virtual14. AQuest.

Il nostro settore è in rapida evoluzione. In che direzione si sta andando, a tuo modo di vedere? Cosa pensi dei nuovi mezzi di comunicazione, social network soprattutto, e come credi abbiano cambiato le abitudini delle persone?

Le persone sono sempre più connesse, il mobile è il presente, non più il futuro, e sta a noi esperti della comunicazione digitale trovate modi originali e creativi per intercettare queste persone senza interrompere la loro esperienza, ma creandone nuove che possano dare continuità.

I Social Network sono piattaforme capaci di creare luoghi di relazione sempre più connessi tra loro e alcuni addirittura sommersi (Dark Social) come WhatsApp, FB Messenger, Telegram, Snapchat. Le abitudini delle persone sono cambiate profondamente, si pensi solo che se prima si cercava un Hotel sulle pagine gialle e poi si telefonava per prenotare una stanza, oggi lo troviamo con applicazioni, cerchiamo feedback di altre persone, prenotiamo e acquistiamo la camera direttamente dal nostro smartphone con pochi tap.

Il nostro settore è in rapida evoluzione, chi si ferma è perduto oppure sarà scavalcato dal “nuovo”. Dobbiamo essere capaci di saperci aggiornare, sperimentare e non storcere il naso a nuove piattaforme digitali, ma essere i primi a provarle e capire come possano essere utilizzate al meglio, per noi e per i nostri clienti.

La “rivoluzione digitale” sta portando il contenuto ad essere l’elemento centrale della comunicazione. La produzione di testi di qualità e la loro diffusione rappresentano, ormai,  elementi fondamentali per i professionisti e le aziende per diventare punti di riferimento dei propri settori commerciali. Cosa ne pensi?

Io penso che il contenuto sia alla base per riscuotere un buon successo, ma se la nostra distribuzione è carente non riusciremo a mostrare quel contenuto alle persone, e per questo motivo non avrà successo.

Sicuramente bisogna lavorare sulla creatività del contenuto ma anche saperlo distribuire con una strategia. Possiamo parlare di un post su Facebook o di un info-prodotto ma, anche se il contenuto è di valore, per avere successo dovremo essere in grado di creare una strategia di distribuzione efficace.

In che modo panifichi e gestisci le strategie digitali per le realtà per le quali lavori? Che tipo di attività online organizzi e che importanza dai alla cura dei blog e delle pagine social?

Pianificare una strategia digitale comporta prima di tutto la conoscenza della marca, global mission, obiettivi attuali, prodotti presenti e target di riferimento.

A questo punto andiamo ad attivare una serie di procedure che ci permettono di ascoltare e andare a identificare ancora meglio le necessità del target. Lo scopo è quello di creare un concept creativo che cipermetterà di inviare un messaggio alle persone in target nei migliori dei modi.

Una volta definite queste tematiche identificheremo i touch point da attivare come il territorio, web, mobile, televisione e gli eventuali canali social media per supportare e amplificare la strategia digitale.

Oggi come oggi ci sono persone che hanno un seguito così vasto da diventare veri e propri “marchi”. Come curi e promuovi la tua attività lavorativa e la tua immagine di professionista? Tu hai un blog molto seguito. Quanto pensi sia stato importante per la tua carriera e per arrivare al rapporto professionale con AQuest? In che modo, l’agenzia, “racconta” se stessa, il suo lavoro e le proprie attività?

Nel 2007 ho aperto il mio blog personale juliusdesign.net ma non avevo ancora capito che stavo costruendo il mio personal branding. Ai tempi il mio scopo era solo quello di condividere i miei esperimenti e strategie digitali ai miei lettori. Dopo qualche mese i miei articoli facevano parlare, avevo commenti e molti riprendevano le mie tematiche sui blog per dire la loro opinione.

Iniziai a ricevere offerte di collaborazione da diversi privati, piccole e medie aziende fino ad arrivare a grandi agenzie di comunicazione che affascinante da quello che condividevo erano interessate a capire cosa poteva succedere se mi potevano avere dalla loro parte.

Sicuramente devo molto al mio blog che mi ha permesso in questi 7 anni di far capire in modo concreto le mie qualità, senza avere master o laurea, solo mostrando effettivamente la mia qualità con i fatti.


giuliano ambrosio

Virtual14. Lo Staff di AQuest.

Tante aziende, ancora oggi, credono che gestire i social network sia attività veloce e superficiale. Molti chiedono del Social Media ROI senza capire il lavoro e il tempo necessario che c’è dietro una strategia ben organizzata e, spesso, professionisti e imprenditori non riescono a trovare un punto di dialogo comune. Detto dei contenuti noi crediamo che i new media rappresentino opportunità importanti per le quali bisogna spendere tempo in modo da dare qualità con l’obiettivo di informare il proprio target e creare una relazione col pubblico. Qual è la tua opinione? AQuest, in tal senso, scegliendo te ha mostrato di puntare molto sui nuovi canali, soprattutto considerando che ha già, al suo interno, una Content&Social Media Unit ben strutturata.

Nell’offerta di oggi c’è una saturazione nel proporre attività con i soliti social network. Avere conoscenza approfondita di new media rappresenta sicuramente un vantaggio competitivo rispetto agli altri. Una cosa è sapere che esiste Snapchat, ad esempio, un’altra è sapere in che mercato è migliore usarlo, se Snapchat è ideale per il tuo clienti, come misurare le interazioni oppure ancora essere pronti prima degli altri a conoscere potenzialità del media avendo già proposto strategie digitali con quel mezzo.

Sono poche le agenzie che oggi, in Italia, hanno un Creative Strategist in organico, una persona aggiornata sui nuovi media che possa creare da zero una strategia digitale utilizzando creatività, elaborando idee originali da applicare e allo stesso tempo strategia, scegliendo canali e strade da percorrere per arrivare al traguardo.

La nostra struttura si occupa di Brand Journalism. Ovvero di raccontare i brand, le loro dinamiche, i loro valori, la loro mission. Per fidelizzare il pubblico attraverso la “conversazione” ed ampliare il bacino potenziale. Insomma, giornalismo aziendale, declinato sui new media, che porti un beneficio commerciale. Perchè crediamo che il web marketing, sempre più basato sul contenuto, stia andando fortemente in questa direzione. Qual è il tuo pensiero?

Io penso che progetti di Brand Journalism siano molto efficaci, per top player, brand e agenzie, per raccontarsi e rappresentare una fonte fondamentale allineandosi sulle novità in campo agency e brand marketing.

I contenuti si stanno trasformando, oltre al classico testo stiamo dando nuova luce al formato video e audio podcast, da tenere in considerazione.

Sappiamo che siete sempre in movimento, per chiudere questa bellissima chiacchierata dicci cosa bolle in pentola per JuliusDesign e per AQuest.

Dalla regia mi dicono che non posso fare uscire informazioni sensibili ovviamente, ma vi posso indicare un progetto, swoords.com, che tra poco vedrà la luce con grandissime novità.


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“L’associazione tra web marketing e giornalismo è sempre più d’attualità. Entrambi si basano sul contenuto e quest’ultimo diventa progressivamente più legato alle dinamiche del web. Con l’avvento dei Social Network sono cambiate le abitudini delle persone. Le fonti per reperire notizie, sempre più spesso, non sono più i canali tradizionali ma le piattaforme di aggregazione digitale, i blog o i gli stessi siti internet aziendali. Inoltre, ogni evento acquisisce eco alimentandosi dagli utenti stessi. Chi diffonde la notizia deve essere semplicemente bravo a canalizzarla nel modo giusto. La rete farà il resto.”


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