Costi alti, grandi difficoltà per ottenere mutui, tempi lunghi per la restituzione dei prestiti. Sono solo alcuni dei problemi che limitano sempre più gli investimenti nel mercato immobiliare. Ma, come abbiamo scritto poco tempo fa, in Spagna è nata Housers, un’impresa FinTech che si occupa di Crowdfunding immobiliare, che ha la molto ambiziosa mission di rendere democratico il panorama degli investimenti immobiliari.

Permettendo, anche a chi non possiede ingenti capitali, di poter ottenere gli alti rendimenti che questo mercato riesce a generare e rappresentando, così, una grande novità in un settore altrimenti riservato solo a pochi.

La notizia, però, è un’altra:

dopo il grande successo avuto in terra iberica, il management della startup fondata da Tono Brusola e Álvaro Luna, ha deciso di allargare gli orizzonti del proprio business, iniziando proprio dal Bel Paese.

Per questo motivo, abbiamo chiesto a Giovanni Buono, CEO di Housers Italia, di spiegarci i motivi di questa scelta e, più nello specifico, di illustrarci il funzionamento della piattaforma destinata a rivoluzionare il mercato immobiliare.

Ciao Giovanni, prima di tutto grazie per aver accettato di rilasciarci questa intervista. Come sai, Virtual14 si occupa di comunicazione digitale e il nostro sito, virtual14.com, è strutturato come un magazine che mette al centro delle proprie attività approfondimenti, informazioni, casi studio e tutto quanto sia inerente questo settore. Housers è una startup con un forte approccio tecnologico e, appunto, digitale. Come nasce il progetto?

Housers nasce dall’unione di due imprenditori: Tono Brusola, che ha un importante know-how nello sviluppo e nel lancio di startup, e Álvaro Luna, profilo di grande esperienza nel mercato immobiliare che, per molti anni, ha collaborato con le principali imprese del settore come consulente ed ha sviluppato diversi progetti a titolo personale. Dopo un attento monitoraggio ed elaborate valutazioni, hanno ideato questo progetto con l’intenzione di democratizzare l’investimento immobiliare per permettere a tutti di avere accesso ad un patrimonio offrendo, ai propri investitori, prodotti con un rendimento molto difficile da trovare attualmente in qualsiasi altro tipo di prodotto finanziario e con la sicurezza, e la garanzia, che avranno sempre un bene fisico che sostenga l’investimento.”


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Virtual14. Come funziona housers.

A chi si rivolge Housers e chi può investire?

Chiunque può investire in Housers. Ci rivolgiamo, in modo particolare, ai piccoli investitori desiderosi di diversificare il portafoglio. Sfruttando il crowdfunding non è necessario accollarsi tutto l’investimento, come deve fare chi acquista direttamente gli immobili, e si evita anche il rischio dei fondi immobiliari, dove ci si affida totalmente alle scelte del gestore.

Il capitale di ingresso è minimo, si parte da 50€,

opportunità che viene offerta solo da micro-fondi che, normalmente, hanno costi di ingresso e gestione molto alti e poco vantaggiosi.

Mentre in Housers, anche chi ha a disposizione somme molto basse, può trovare delle opportunità. Non è necessario avere requisiti particolari e basta un conto in banca o una carta di credito per iniziare ad investire, possibilità aperta sia per le persone fisiche che per le persone giuridiche.”

Come funziona Housers?

“Per operare sulla piattaforma occorre registrarsi creando un profilo, in modo da avere accesso all’elenco delle opportunità di investimento e agli strumenti di selezione e valutazione in base ai parametri scelti dall’utente. Housers cerca e seleziona immobili in diverse località del Sud Europa, incrociando vari criteri come ad esempio tasso di remunerazione, durata dell’investimento, complessità del progetto etc. I fondi degli utenti sono depositati e garantiti da Lemon Way, un operatore internazionale accreditato in Italia per la gestione dei pagamenti elettronici che offre soluzioni per il crowfdunding, l’e-commerce e i pagamenti attraverso device mobili.”

Quali tipologie di opportunità propone Housers?

“Sulla nostra piattaforma sono accessibili 3 tipi di possibilità:

  • Opportunità di investimento: immobili liberi o dati in locazione, per i quali Housers stabilisce un obiettivo di rivalutazione, raggiunto il quale vengono messi in vendita. Il rendimento varia in base all’obiettivo fissato.
  • Opportunità di risparmio: questa modalità permette di ottenere rendimenti periodici mensili, in funzione della quota detenuta, legati in modo diretto al canone di locazione. Si può comunque decidere, in ogni momento, di cedere la propria quota attraverso il mercato interno di Housers. Questa tipologia è simile all’investimento in fondi immobiliari che, però, è soggetto a pesanti commissioni.
  • Opportunità a tasso fisso: il lasso temporale dell’investimento è medio, fino a 36 mesi. Housers, in questi casi, fornisce un prestito a tasso fisso all’investitore, che lo restituirà con tasso prefissato. Si ricevono interessi a partire dal primo mese, guadagnando direttamente senza aspettare la vendita.

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Virtual14. L’obiettivo di Housers è democratizzare il mercato immobiliare.

Qual è il “valore” che porta Housers, nel panorama degli investimenti immobiliari, e come si genera la remunerazione della piattaforma?

“La nostra forza sarà quella di proporre investimenti facilmente comprensibili da tutti. Entro fine anno avremo circa trenta opportunità in Italia, tutti appartamenti residenziali da circa 200-300 mila euro, situati nelle zone più importanti tra Milano, Roma e Torino. Iscriversi non costa nulla, la remunerazione della piattaforma avviene tramite una commissione del 10%, trattenuta sul margine di guadagno dell’utente, mentre non ci sono commissioni per la gestione, presenti invece nei fondi comuni immobiliari. Con Housers si può creare un vero e proprio ‘portafoglio’ personale, su cui versare il proprio denaro, per poi decidere in totale libertà in quali progetti investire. Così come si può stabilire con altrettanta autonomia la durata dell’investimento. In tal senso, molto dipende dalla propria idea di rischio e dalle proprie necessità.”

Le aziende si stanno evolvendo, trasformandosi sempre più in vere e proprie media company. Brand Journalism e Brand Entertainment diventano attività via via più importanti per puntare su un nuovo concetto di user experience, che punti ad aumentare i tempi e le necessità di contatto tra utenti, appunto, e marche. Per il vostro business sembra fondamentale informare in modo approfondito e capillare, soprattutto per generare fiducia, vista la tipologia di offerta che proponete. Qual è l’orientamento della vostra azienda? In che modo avete strutturato la vostra comunicazione? Che importanza date ai social media?

“Essendo un’azienda che fonda le proprie basi nell’evoluzione, nell’innovazione e nella tecnologia, siamo molto attenti al digitale.

La nostra comunicazione è, per forza di cose, basata su una costante informazione dell’utente,

per guidarlo, consigliarlo ed assisterlo su tutto quanto concerne la nostra proposta, ma anche sull’intero panorama finanziario ed immobiliare.

In modo che abbia tutti gli elementi necessari per comparare le altre opportunità a quelle che offriamo e comprendere i motivi per i quali sceglierci. In questo senso, abbiamo una continua necessità di produrre contenuti e i social rappresentano uno strumento fondamentale per diffonderli, per intercettare il pubblico e per avere un contatto costante con le persone e dare loro ogni spiegazione necessaria.” 

Ringraziamo Giovanni Buono per la bella chiacchierata. Continueremo a seguire con attenzione Housers e il suo sviluppo. Ora, non ci resta che provare il nostro investimento.


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“L’associazione tra web marketing e giornalismo è sempre più d’attualità. Entrambi si basano sul contenuto e quest’ultimo diventa progressivamente più legato alle dinamiche del web. Con l’avvento dei Social Network sono cambiate le abitudini delle persone. Le fonti per reperire notizie, sempre più spesso, non sono più i canali tradizionali ma le piattaforme di aggregazione digitale, i blog o i gli stessi siti internet aziendali. Inoltre, ogni evento acquisisce eco alimentandosi dagli utenti stessi. Chi diffonde la notizia deve essere semplicemente bravo a canalizzarla nel modo giusto. La rete farà il resto.”


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