Siamo con Gianluca Monti, giornalista per La Gazzetta dello Sport.

Leggiamo i suoi articoli e seguiamo le sue attività sui social network e in tv. Gli abbiamo chiesto, quindi, di incontrarlo per parlarci della sua professione e di come si è evoluta in funzione dei nuovi media.

Ciao Gianluca, prima di tutto grazie per aver accettato di rilasciarci questa intervista. Come sai, Virtual14 si occupa di comunicazione (soprattutto online) e il nostro sito, virtual14.com, è strutturato come un magazine che mette al centro delle proprie attività approfondimenti, informazioni, casi studio e tutto quanto sia inerente questo settore, proponendosi di fare brand journalism per sè e per i propri clienti. Tu sei un giornalista, qual è stato il tuo percorso professionale, in tal senso?

“Io nasco dal web, nel 1999. Ho iniziato a scrivere per TuttalaC.it e poi sono cresciuto con Calciocampano.com. Il tesserino da pubblicista l’ho preso con C’ampaniasuweb’. Erano gli albori del giornalismo online, non c’erano i social e si lavorava sul campo. Oggi la carta stampata copia dal web ma anche le testate online si copiano tra di loro…spesso non si sta sul campo ma dietro la scrivania.”

Come promuovi la tua attività lavorativa e la tua immagine di professionista?

“I social sono fondamentali ed io sono stupito dal seguito che ho. Certo, la testata che rappresento è un cappello importante e poi ci sono le apparizioni in tv che mi aiutano ad avere un contatto diretto con il pubblico. Molto importante, comunque, è esserci e non solo apparire…ad esempio i collegamenti radio sono uno strumento per entrare nella testa delle persone attraverso la voce ed i concetti.”

Come ti approcci al tuo network? Hai un sito internet personale?

“Nessun sito internet personale, sono su Facebook, Twitter ed Instagram. La Gazzetta ha il suo sito ed io mi occupo della pagina Napoli.”

Oggi come oggi ci sono persone che hanno un seguito così vasto da diventare esse stesse veri e propri brand. Hai mai sentito parlare di Personal Branding?

“Ne ho sentito parlare, ma non credo di fare opinione fino a questo punto.”

Tu lavori per La Gazzetta dello Sport, a tuo parere qual è la principale differenza tra la versione cartacea e quella digitale?


la gazzetta dello sport

Virtual14. La Gazzetta dello Sport.

“Sinceramente non credo si ‘parlino’ abbastanza. Sul giornale non dovrebbe esserci un rigo (soprattutto se virgolettato) di quello che il giorno prima è sul digitale, invece spesso non è così e secondo me è un errore.”

Come gestite, invece, la comunicazione aziendale per la realtà per la quale lavori? Investite in pubblicità offline e online?

“Non saprei che dire, sono dinamiche che non conosco.”

All’interno del vostro staff ci sono tecnici che si occupano di web e marketing? A chi è affidata la gestione dei Social Network?

“Immagino ci siano specialisti del settore, ma non saprei cosa rispondere.”

Cosa pensi dei nuovi mezzi di comunicazione, social soprattutto, e come credi abbiano cambiato le abitudini delle persone?

“L’informazione è sempre più condivisa e meno ricevuta. Questo genera confusione tra le fonti e in chi cerca di informarsi. Certo, si è tutti liberi di dare notizie ma in pochi danno quelle che realmente interessano un pubblico vasto.”

Come credi, invece, i social network incidano giorno per giorno nelle dinamiche relative al lavoro del giornalista? Sembra che i nuovi media abbiano azzerato le distanze tra “evento” e pubblico che, con questi “mezzi” può dire la propria su ogni accadimento e contraddire/controbattere in tempo reale chi, per professione, è chiamato a raccontare i fatti. Qual è la tua opinione?

“Questo a me piace, io vivrei di confronti. Certo, la platea è vasta e disomogenea, ma con tutti quelli che mi criticano è servito molto il dialogo. Certo, alcuni devi bannarli specie se hanno toni minacciosi. È come la vita reale, selezioni con chi parlare e sei costretto a scartare altre conoscenze.”

Sei un profilo “attivo” sui canali social anche a livello personale?

“Sì, non troppo però sia per privacy personale che per volontà di mia moglie.”

Il nostro magazine si occupa di Brand Journalism. Ovvero di raccontare i brand, le loro dinamiche, i loro valori, la loro mission. Per fidelizzare il pubblico attraverso la “conversazione” ed ampliare il bacino potenziale. Insomma, giornalismo aziendale. Ne avevi mai sentito parlare? Cosa ne pensi?

“In parte, vedo che oggi molte aziende comunicano attraverso il web ed i social e immagino che questo processo vada fatto attraverso tecniche specifiche.”

Quando pubblicheremo questa intervista, la condividerai sulle tue pagine social?

“Sicuro, anche se sarò in viaggio di nozze.”

Ringraziamo Gianluca per il suo prezioso contributo al nostro sito. Continueremo a seguirlo sui social network, in televisione e sui siti delle testate per le quali scrive i suoi articoli.