Un giornalista degno di tal nome deve saper reinventare la sua figura professionale ed adattarsi ai nuovi mezzi di comunicazione.

Gianluca Di Marzio è uno di quelli che hanno accettato – e, ad oggi, vinto – la sfida: una testata giornalistica che porta il suo nome, cuore pulsante della sua attività mediatica – con la quale aiuta anche tanti ragazzi a realizzare il proprio sogno professionale –, un’app ufficiale, una pagina Facebook seguita da più di 750.000 fan ed un profilo Twitter che ha abbondantemente superato il milione di follower, in un ecosistema digitale che comprende anche Instagram. Ed è soprattutto attraverso le pagine dei social media – costantemente aggiornate – che Gianluca riesce a tenere sempre vivi i contatti col pubblico, creando un rapporto che, come lui stesso ci ha spiegato, fa la differenza, confermando l’importanza delle persone a prescindere dagli strumenti che l’evoluzione ci mette a disposizione. Intuito, passione, professionalità e capacità umane – in primis quella di tessere una rete di conoscenze che gli permette di essere sulla notizia nel momento stesso in cui avviene – sono le qualità che rendono Gianluca Di Marzio un brand – un media a tutti gli effetti – che va molto oltre il semplice ruolo di giornalista e di volto noto di SKY Sport.

Per tutti questi motivi gli abbiamo chiesto quest’intervista, per farci raccontare il suo percorso, il suo lavoro e la sua visione sulle evoluzioni della comunicazione e dell’informazione, rappresentando la sintesi perfetta di due mondi che, come cerchiamo di spiegare ogni giorno, aderiscono sempre più, fino a sovrapporsi quasi del tutto.

Ciao Gianluca, prima di tutto grazie per aver accettato di rilasciarci questa intervista. Tu sei l’esempio perfetto di giornalista che si evolve grazie al digitale. Qual è stato il tuo percorso personale?

“Io ho cominciato a fare il giornalista nel ’94, avevo 20 anni, e contemporaneamente ho cercato di studiare, laureandomi anche in giurisprudenza. Tornando indietro non so se farei questo stesso percorso, avrei sicuramente usato questo tempo cercando di imparare le lingue. A livello giornalistico ho cominciato e per dieci anni della mia vita ho lavorato a livello locale, non ho fatto master o scuole di giornalismo; ho lavorato sul campo con telenuovo, per cui ho lavorato come telecronista, ho fatto telegiornali, interviste, trasmissioni in diretta. Ho fatto anche radio e carta stampata, inizialmente a livello locale, e poi come corrispondente per testate nazionali. Fino ai trent’anni sono rimasto a Padova, poi è arrivata quest’opportunità nel 2004 da Sky, a Milano, con Massimo Corcione.”

Hai di recente pubblicato un libro con tanti aneddoti sul calciomercato, tra i focus principali della tua attività. Come si sviluppa il tuo lavoro, all’interno della redazione di Sky e in quella del tuo sito personale? Come si evolve il modo in cui eserciti la tua professione, in rapporto al digitale, ai social media ed ai nuovi strumenti di comunicazione?

“Cambia tantissimo. Il mio sito nasceva come blog, per annullare le distanze con le persone, dove io raccontavo la mia vita professionale; poi le visite sono esplose, da blog è diventato testata giornalistica, che ha dato un’identità digitale ai ragazzi che collaboravano e che, quindi, scrivevano a proprio nome gli articoli. L’orgoglio principale, infatti, è che per molti di loro questo impegno ha rappresentato un trampolino di lancio per la propria carriera professionale. Non avendo i mezzi per pagare un’intera redazione, infatti, il mio scopo è quello di aiutarli in questo modo e di dare loro la soddisfazione di imparare e di mettersi in mostra, creandosi i loro contatti. Il grande vantaggio, di sicuro, è stato quello di avere una fanbase molto ampia, che spinge molto gli articoli sulle varie piattaforme social, che mettono insieme più di due milioni e mezzo di fan. Un risultato che è la conseguenza del fatto che ho sempre tentato di rispondere a tutti, ovunque. Questo, credo, mi ha reso ‘facilmente raggiungibile’ ai loro occhi. E la cosa mi ha aiutato anche ad avere molte notizie di calciomercato poi rivelatesi reali. Il segreto, insomma, se così lo si può definire, è tramutare un rapporto virtuale in un rapporto che viene percepito come reale.”


disintermediazione
Virtual14. L’esperienza di Gianluca Di Marzio.

Il calciomercato vive e si alimenta di notizie ormai tutto l’anno, ed è anche uno degli argomenti su cui circolano di più, in rete, fake news. Come pensi si possano combattere, ammesso che sia possibile?

Il mio processo di verifica è una conseguenza di un lavoro di anni e della fiducia reciproca con i miei contatti. Avendo rapporti diretti con le fonti, infatti, riesco ad avere verifiche veloci e delle quali mi fido. Ho questo privilegio di essermi creato rapporti non filtrati. Ovviamente, questi personaggi non possono rispondere a tutti, ciò determina il fatto che pochi abbiano accesso diretto alle fonti, e, di conseguenza, a volte vengono pubblicate notizie che non possono essere verificate, che generano un circuito di caos. La lotta alle fake news, quindi, per me, è più che altro della gente, che deve tentare di capire cosa può essere reale e cosa meno.”

Brand Journalism e Brand Entertainment. Le aziende, come ho analizzato nel mio ultimo libro, in primis quelle sportive, si stanno trasformando in veri e propri media, per generare contenuti da diffondere sfruttando le nuove tecnologie, organizzandosi come delle redazioni. Inter, Juventus, Milan e Roma sono solo alcuni degli esempi italiani di un nuovo modo di fare comunicazione. Qual è il tuo parere, in tal senso? Qual è il ruolo dei media tradizionali, in questo scenario? Credi che le aziende possano avere un ruolo informativo, mantenendo intatta trasparenza ed etica?

“Credo che i club debbano, per forza di cose, essere considerati di parte. Più che informazione pura, ciò che producono è più associabile a dei magazine, per me. Ovviamente hanno accesso privilegiato ai protagonisti e possono produrre contenuti esclusivi. Mi sembra qualcosa che si possa associare più all’intrattenimento, come i contenuti dei ‘dietro le quinte’. Una produzione ‘premium’ facilitata dal fatto che possono decidere liberamente su cosa focalizzarsi e quali giocatori coinvolgere.”

Ringraziamo Gianluca Di Marzio per il suo prezioso contributo. Continueremo a seguirlo su gianlucadimarzio.com, sui social media e sui canali ufficiali di SKY.

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