Francesco Margherita scrive di co-working e presenta Re.Work


Co-working
Virtua14. Francesco Margherita presenta Re.Work.

Francesco Margherita, noto professionista nel campo della Search Engine Optimization, scrive un articolo da tenere come riferimento per tutti i freelance, in particolare per quelli di Napoli, dove nasce Re.Work, spazio dedicato al co-working web oriented.

“Il 20 novembre, Domenico Armatore, Riccardo Esposito e io, saremo a Napoli per raccontare le nostre storie professionali, nello spazio Re.Work, una struttura di cui val la pena discutere. Ecco perché.

Quando Corrado Sorge mi parlò per la prima volta del progetto Re.Work, pensai che l’idea era bella ma decisamente ambiziosa. Uno spazio per il co-working a Napoli, nel paradiso popolato da demoni dove si dice che quando cadi ti aiutano a rialzarti, senza aggiungere che ti aiutano perché quando sei in piedi è più facile trovare il punto per piantare il coltello. Si, l’ennesima impresa folle di un ottimista senza speranza, pazzo visionario, giovane inconsapevole. Eppure qualcuno deve cambiarle le cose.

Corrado, Titta e Alex hanno buone idee, una struttura incredibile, quando ci entri non capisci subito se ti trovi a Londra o a NewYork, ma soprattutto (spero), da un lato l’avvedutezza di capire quali regole mettere all’ingresso e dall’altro la freschezza per lanciarsi in un’avventura che potrebbe far parlare a lungo, perché è una di quelle che cambia il modo in cui guardiamo le cose. La cultura del co-working è quell’ordine di idee per cui si creano reti collaborative in grado di sviluppare valore per tutte le parti coinvolte nel processo di produzione, dai co-workers al committente passando per gli utilizzatori finali del servizio. Non so dire se nel resto d’Italia la cosa funzioni, ma di sicuro fin ora a Napoli, si sono fatte tante chiacchiere e poco più.

Perché il co-working salverà il mondo

È un nodo semplice da sciogliere. Ci sono geni assoluti e ci sono persone meno brillanti. La storia ci insegna che sia gli uni che gli altri hanno fatto grandi cose tenendosi per mano. È facile da capire. Storicamente (l’Italia ne ha sempre sofferto) c’è una categoria di persone che si pongono “senza fare niente” nello stato di chi demanda, garantendo il risultato pur senza saper leggere né scrivere. Chiacchieroni ben vestiti, più bravi a tenere un microfono in mano che a produrre valore tangibile.

Quello che noto da qualche tempo, è che c’è in atto una rivoluzione lenta, ma inesorabile, dettata (per ora) più dalla necessità che dalla consapevolezza. Necessità, vuol dire che l’elegantone di turno ha finito i soldi per sé, com’era auspicabile che andasse a finire, e quindi non ne ha più per retribuire i sottoposti più o meno regolari. Di conseguenza chi lavora comincia a guardarsi intorno e a cercare il modo per fare rete. L’aumento delle partite iva individuali, non è una sconfitta dello Stato, ma il segno che le persone di buona volontà hanno deciso di essere “Stato” e di alzarsi in piedi dopo aver visto l’intera generazione precedente chinare il capo per un tozzo di pane a condizioni da reclusi. L’anima, rimasta chiusa con i fogli di carta, nel cassetto della fotocopiatrice.

Poi arriva il progetto Re.Work

A tutti quelli che si trovano per strada (metaforicamente parlando), a tutti quelli che hanno paura, ma sanno di dover affrontare il mercato da freelance, a tutti quelli consapevoli di non avere altra scelta che aprire una partita iva, dico non siate spaventati, perché l’unico ostacolo tra voi e la vostra felicità è il timore di mettervi in gioco. Se compirete questo passo, sappiate che al Re.Work (che non mi paga per scrivere questo articolo) troverete modo di fare rete, conoscerete altri come voi, spaventati, ma pieni di voglia di fare e determinati a seguire i loro propositi.

Ci troverete anche me. Sarò lì il 20 novembre, insieme a due grandi operatori freelance, Riccardo Esposito e Domenico Armatore. Vi racconteremo chi ce l’ha fatto fare, come passiamo le giornate, come ci organizziamo e soprattutto come siamo riusciti ad affermarci come professionisti nel panorama nazionale. Spero che vorrete ascoltare la nostra storia e che vi sia utile come orientamento. Tutto gratuito. Inclusi streaming e (forse le) birre. Ecco il link per iscriversi gratuitamente.

Allora, venite a far compagnia agli alcolisti anonimi del web?”

Che dire, Francesco ci ha fatto venir voglia di visitare questa stupenda struttura. Vi terremo aggiornati!

There is no more story.
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1 Comment

  1. Virtual14
    6 Febbraio 2015
    Rispondi

    Sempre bello leggere Francesco. Sarà interessante visitare Re.Work.
    Bella opportunità per i ragazzi di Napoli.

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