Siamo con Federico Luperi, direttore innovazione e new media e responsabile digital PR di Adnkronos, certificata da Comscore al primo posto tra i siti delle agenzie di stampa italiane. 

Salve Federico, prima di tutto grazie per aver accettato di rilasciarci questa intervista per Virtual14.com, il Brand Magazine di Fanism, la nostra Digital Media House. Lei è il direttore innovazione e new media di AdnKronos, che è nel pieno del suo processo di trasformazione digitale. Ci racconta brevemente qual è stato il suo percorso professionale?

“La risposta breve è che è stato un percorso molto variegato. La risposta meno breve parte dagli esordi da cronista in provincia per Il Telegrafo, poi allo sport a La Nazione, caposervizio in una redazione grafica, ‘capo di notte’ a Il Giorno, direttore di una web-testata giornalistica (News2000), direttore di un intero portale internet (Libero.it), fino all’approdo alla responsabilità delle operazioni multimediali della prima agenzia di stampa privata in Italia, l’Adnkronos. Tutto questo passando per Livorno, Firenze, Bologna, Roma, Milano. Ho vissuto tutte le fasi di internet, dal pionierismo ai grandi fasti. Dopo averne raccontato per ‘Il Giorno’, ho anche contribuito fattivamente – nel 2000, a Italia OnLine –, fondando e dirigendo una delle prime testate giornalistiche registrate su internet in Italia – News2000 –, che diventa anche il quotidiano web con il maggior numero di cyberlettori in Italia per ben due anni. Sono passato ad Adnkronos nel 2005, come vicedirettore di Multimedia Adnkronos e anche con il compito di ristrutturare la presenza sul web del Gruppo, per incrementarne la produzione e la gestione di contenuti multimediali. Dal 2009 sono Direttore Innovazione e Nuovi Media del Gruppo Adnkronos, nonché fondatore e animatore del team Digital Pr per Adnkronos Comunicazione. Un giornalista prestato al digitale e mai restituito, insomma.”

Come si sviluppa il suo lavoro, all’interno della vostra redazione? Quali sono le principali attività di cui si occupa e che coordina? Come si collocano i vostri contenuti, nello scenario informativo attuale?

“Alla direzione Innovazione e Nuovi Media afferisce tutto quello che concerne lo sviluppo tecnologico e la supervisione dei processi produttivi del Gruppo Adnkronos. Siamo chiamati a operare su settori specifici come la progettazione strategica e l’ideazione di progetti di infocomunicazione complessi che vanno a insistere su più matrici, arrivando a utilizzare tutte le capacità produttive, relazionali e pianificatrici del Gruppo Adnkronos. Ma è solo una delle tante sfumature del nostro lavoro quotidiano. Non meno importanti infatti sono la distribuzione dei contenuti attraverso l’esecuzione di accordi, sia standard che ad hoc, che permette agli editori federati di accogliere flussi e contenuti Adnkronos, facilitando il transito tecnologico dei contenuti stessi, o il digital marketing con l’elaborazione delle strategie social e quelle di diffusione sulle properties aziendali e su quelle dei clienti del Gruppo – e l’analisi del mercato, attraverso il mapping costante delle tendenze alla ricerca di possibili partner editoriali. ‘Last but not least’ è l’innovazione tecnologica, il campo che deve consentire all’intero Gruppo Adnkronos l’adozione e l’uso di nuovi mezzi e tecnologie, attraverso anche lo scouting costante di startup per l’individuazione di nuove tecnologie utili per tutte le organizzazioni e le produzioni del Gruppo Adnkronos, fino alla possibilità di ricorrere all’uso dell’intelligenza artificiale.”

Avete appena lanciato il vostro nuovo sito, con grande priorità al mobile per la vostra digital audience. Come cambia il modello di business di una realtà come la vostra?

“Quella che è andata in linea pochi giorni fa è una vera e propria rivoluzione, che parte dalla progettazione dell’informazione e arriva fino ai professionisti che la operano, dagli strumenti coinvolti e messi a sinergia fino all’ecosistema distributivo connesso. Una rivoluzione profonda e quindi, per la gran parte, interna all’organizzazione Adnkronos, ma che ha una significativa punta di iceberg visibile a tutti con la nuova impostazione del portale adnkronos.com. Per la prima volta in Italia un sito informativo è stato progettato a partire dall’esperienza mobile, per poi consentire anche una consultazione da computer. Un portale di informazioni che non è quindi ‘responsive’ nel senso classico del termine, ma ‘creato al momento’ a seconda della tipologia di dispositivo utilizzato nella navigazione. I fatti a misura di smartphone, quindi, con una chiarezza di lettura e una velocità di navigazione che risultano drasticamente incrementate. Il tutto poi basato sull’informazione professionale, certificata e in tempo reale delle redazioni Adnkronos: solo fatti, senza interpretazioni.”


adnkronos
Virtual14. Il pensiero di Federico Luperi.

I social media giocano un ruolo sempre più importante e, nella gara dell’attenzione, diventano asset strategici per chiunque, abilitando la disintermediazione. Allo stesso tempo, però, diventano veicolo di disinformazione. La recente pandemia sembra aver spiegato al meglio il concetto di infodemia, un sovraccarico di informazioni nel quale è difficile comprendere cosa è reale e cosa non lo è. Qual è il suo parere? 

“In un momento cruciale per il nostro Paese, Adnkronos ha rafforzato il proprio impegno per la diffusione di informazione qualificata e verificata con l’obiettivo di contribuire alla lotta e al dilagare del fenomeno delle fake news. Non per niente siamo uno dei soggetti che partecipano al progetto Social Truth della Comunità Europea. Adnkronos, attiva da oltre 55 anni nel mondo dell’informazione e da oltre 30 nel settore della comunicazione integrata, sente molto il ruolo di prima agenzia di stampa privata del Paese e ora, guardando le classifiche ComScore, anche di prima agenzia di stampa per lettori sul web. E in quanto tale è da sempre impegnata su questo fronte grazie al lavoro quotidiano dei giornalisti e dell’editore. È proprio partendo da queste premesse, e sulla scorta di una storica attenzione al mondo dell’editoria (con una particolare attenzione a quella nativa digitale sia nazionale che locale, generalista e tematica), che Adnkronos ha di recente preso la decisione di mettere a disposizione degli operatori digitali una parte delle news diffuse quotidianamente e la nostra produzione esclusiva e specialistica –, in formato sia testuale che video. Un servizio, quello di Takenews, che riguarda le aree che maggiormente identificano l’operato della nostra Agenzia di Stampa: le Top News Ultim’Ora, alcuni notiziari tematici che rappresentano le principali specializzazioni del nostro Gruppo (Salute e Benessere, Lavoro, Sostenibilità), le videonews e le informazioni provenienti dal mondo dell’impresa.”

La gente ha sempre meno fiducia nei media e nella politica, che sembrano più concentrati su clickbaiting e propaganda che su corretta informazione e tutela degli interessi degli elettori. Cosa ne pensa? Da dove nasce questa situazione? Quali gli scenari a medio e lungo termine? Esiste un modello di business credibile per il giornalismo?

Qualità. Secondo me questa è la risposta alla domanda e a tutte le domande insite nell’interrogativo principale. L’informazione è da sempre un bisogno primario di ogni consesso sociale umano. Se produciamo informazione di qualità, oggettiva, basata su fatti e dati, separandola nettamente da interpretazioni e commenti, i lettori apprezzano. E tornano. Non a caso questa impostazione è realizzabile in una agenzia di stampa, piuttosto che da parte di un gruppo editoriale tradizionale. La fortuna di avere un editore puro e indipendente è anche questo. Quando crei informazione oggettiva, utile, capace di aiutare le persone a crearsi una propria opinione, anche il business funziona e la parte imprenditoriale dell’iniziativa ne beneficia.”

Le aziende si stanno trasformando in veri e propri media, organizzandosi come delle redazioni. Brand Journalism, Media House e nuovi ecosistemi digitali strutturati sulle dinamiche dell’informazione, sfruttando la tecnologia per produrre e diffondere contenuti in format di vario tipo, per intrattenere e intercettare i propri target. Qual è il suo parere, in tal senso? In che direzione sta andando la comunicazione aziendale? Crede che le aziende possano avere un ruolo informativo, mantenendo intatta trasparenza ed etica?

Qualunque soggetto può produrre contenuti. Oggi chiunque di noi, con uno smartphone e un profilo social, è contemporaneamente giornalista, web editor, photoreporter, agenzia di stampa, copywriter. Però poi serve la professionalità, la deontologia, la capacità di capire cosa interessa, l’analisi dei dati. Il mondo è complesso e l’attenzione è la merce più scarsa e deperibile che esista. Le aziende hanno capito che i contenuti sono la chiave per conquistare e fidelizzare attenzione, ma tutti noi abbiamo imparato a gestire un filtro sulle comunicazioni aziendali, mentre l’informazione giornalistica ha un tasso di penetrazione più alto, riesce a farsi ascoltare di più. Per questo credo che, in questo processo di generazione e distribuzione di contenuti, le aziende dovrebbero farsi assistere da chi ha l’informazione nel proprio dna.”

Ringraziamo Federico Luperi per il suo prezioso contributo. Continueremo a seguire le sue attività e quelle di Adnkronos.

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