Gli e-commerce che si focalizzano sui servizi alla persona (food delivery, estetica, pulizia domestica e ricerca di professionisti) continuano a crescere nelle grandi aree metropolitane e sono sempre più legati al territorio in cui operano, con una localizzazione molto forte.

Queste le conclusioni che emergono da una ricerca effettuata da Advisato.it, startup che offre codici sconto e buoni promozionali dei migliori e-commerce e piattaforme online.

Grazie ai dati raccolti ed elaborati è possibile analizzare come stiano crescendo i servizi di e-commerce legati alle grandi aree metropolitane e possiamo notare che le startup focalizzate sui servizi alla persona che operano nei campi di food delivery, pulizia domestica, richiesta preventivi online per servizi o professionisti sono in costante crescita e sviluppano il loro business nei grandi centri urbani, come Milano, Roma e Napoli.


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Virtual14. I fondatori della startup Advisato.

Le considerazioni di Luca Tuscano (Advisato)

“Lavorando quotidianamente a contatto con i migliori e-commerce assistiamo giornalmente alla crescita di richiesta per determinati servizi molto localizzati. Diversi e-commerce, oggi, nascono per rispondere a esigenze che provengono dal proprio territorio (parliamo in particolare di grandi città) e lo sviluppo del proprio business, quindi, si lega molto alla città. Pensiamo, ad esempio, a un servizio di food delivery: scarico un’app, effettuo un ordine tramite smartphone di un particolare piatto, e quello che ho richiesto mi viene consegnato in pochi minuti direttamente a casa, da un ristorante o pizzeria della mia città. Lo stesso vale per la ricerca di servizi o professionisti e per la richiesta di preventivi.

Solo nel 2016 abbiamo raggiunto circa 100mila utenti nel settore del food delivery e altrettanti nel mondo del couponing.” (Luca Tuscano, CEO di Advisato.it)


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Virtual14. E-commerce, le città italiane con la più alta percentuale di acquisti online.

E-commerce in Italia: mappa e servizi più coinvolti

Il capoluogo lombardo è al primo posto con il 15% degli acquisti, al secondo posto troviamo la capitale con il 12% e sull’ultimo gradino del podio troviamo il capoluogo campano con il 4%.

La Lombardia, in generale, traina il mercato dell’e-commerce nelle aree metropolitane con il 29% degli acquisti, mentre a seguire troviamo il Lazio (17%), il Veneto (8%), la Campania (7%) e l’Emilia Romagna (7%). Ecco i servizi più diffusi:

I dati di Davide Basile (Original Marines)

È proprio di questi giorni la notizia del lancio del progetto multicanalità in Italia da parte di Original Marines, in collaborazione con Filoblu, con la partenza della piattaforma e-commerce. Ambiziosi gli obiettivi del progetto, pensato e realizzato per aumentare le occasioni di acquisto (H24) e le vendite negli store, migliorare le performance e la redditività dei punti vendita, ottimizzare la gestione degli stock di prodotti e implementare iniziative promozionali a vantaggio dei clienti al fine di incrementarne la soddisfazione.


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Virtual14. Original Marines lancia la piattaforma e-commerce.

I consumatori passeranno da un approccio di acquisto, strutturato su canali separati e indipendenti, ad un’esperienza multicanale che consentirà di utilizzare insieme, attraverso i vari tipi di device, il canale e-commerce, i profili social Original Marines e la rete di punti vendita del marchio.

In tal senso, sono interessanti le considerazioni del responsabile del reparto digital, Davide Basile, che ci fornisce anche ulteriori considerazioni e dati a supporto, proprio in tema sconti e motivazioni all’acquisto:

“Mi è capitato più volte di parlare con imprenditori che, dopo aver avviato il proprio progetto di e-Commerce, si dicevano delusi dai risultati ottenuti. Andando ad analizzare i dati veniva poi fuori che il fatturato proveniente dall’e-Commerce costituiva (magari a pochi mesi dal lancio) anche il 4-5% del totale dell’azienda (NB = tutte le statistiche e le ricerche conosciute al momento dicono che il 6% è media nazionale!). Alla domanda ‘E ti pare poco?’ la risposta era sempre la stessa: ‘Eh sì! Mi aspettavo almeno 10 volte tanto!’.

Il problema alla base di questa che io definisco assurdità è che se si guarda all’e-Commerce come canale (digitale) di distribuzione e lo si confronta con altri canali di distribuzione, l’immagine che ne verrà fuori sarà sempre quella del ‘fratello minore’.

Dico spesso che, almeno nella mia ottica, il Digital avrà vinto quando si smetterà di parlare di Digital, quando si smetterà di guardare al Digital come a qualcosa di separato, quando le aziende non avranno più bisogno di una figura come la mia che si occupi, appunto, di Digital.”

Basile sottolinea come ancora troppe persone (anche esperti ed operatori del settore) continuino a concepire il canale online come una macchina che deve necessariamente camminare da sola, fregandosene del resto dei canali di vendita di un’azienda e avendo come unico mantra il “fare fatturato”, nascondendo, dietro ciò l’ammissione di manifesta incapacità di generare vendite senza scontare la merce fino all’osso, regalando free-shipping come se la logistica non avesse costi, e distribuendo coupon.


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Virtual14. E-commerce, le principali motivazioni all’acquisto.

Supportando il suo pensiero, inoltre, con i dati del Connected Commerce Survey di Nielsen, secondo cui la prima motivazione per l’acquisto online in Italia è proprio ricercare l’affare migliore (42%), ma non l’unica. Seguono, infatti, altre cose altrettanto importanti:

  • trovare prodotti non disponibili negli store (39%)
  • guadagnare tempo (38%)
  • sfruttare opinioni online per prendere decisioni (36%)
  • accedere a store/brand non presenti sul territorio (34%)
  • non portare borse pesanti (30%)

Se si passano in rassegna, invece, continua Basile, le motivazioni rilevate a livello globale addirittura le priorità cambiano:

  • accorciare i tempi della spesa (53%)
  • sondare le opinioni in Rete per prendere decisioni (50%)
  • reperire ciò che non è disponibile negli store (49%)
  • ricercare la migliore offerta (49%)
  • accedere a store/brand non presenti sul territorio (47%)
  • trovare maggiore assortimento (41%)

Ciò che pare emergere, confrontando queste informazioni, è che in tema e-commerce il percorso delle aziende, in Italia, sembra in molti casi essere ancora all’inizio e che, senza una corretta strategia ed obiettivi realmente raggiungibili, l’investimento in un canale di vendita online possa considerarsi non solo non opportuno, ma deleterio.

Perché il fatturato, senza guadagno, può diventare ‘un massacro’.


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“L’associazione tra web marketing e giornalismo è sempre più d’attualità. Entrambi si basano sul contenuto e quest’ultimo diventa progressivamente più legato alle dinamiche del web. Con l’avvento dei Social Network sono cambiate le abitudini delle persone. Le fonti per reperire notizie, sempre più spesso, non sono più i canali tradizionali ma le piattaforme di aggregazione digitale, i blog o i gli stessi siti internet aziendali. Inoltre, ogni evento acquisisce eco alimentandosi dagli utenti stessi. Chi diffonde la notizia deve essere semplicemente bravo a canalizzarla nel modo giusto. La rete farà il resto.”


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