È in uscita per Dario Flaccovio Editore, in data 5 novembre, il nuovo libro di Michele Bosco dedicato alla Media House, la struttura ibrida – con competenze trasversali – di cui si stanno dotando le aziende più evolute per farsi broadcaster, media ed editori, per intrattenere, informare, formare ed educare i propri target, con l’obiettivo di instaurare con essi delle relazioni profonde e individuali, conquistandone i dati, la fiducia e la fedeltà per generare occasioni commerciali.

Partendo dalle evoluzioni della comunicazione e dalla crisi dell’informazione – in un testo che ha i tratti del reportage, segnato da un dettagliato lavoro di ricerca che nasce da articoli scritti durante la propria carriera, e che prosegue attraverso fonti, citazioni e l’analisi di specifici contenuti e casi studio a supporto delle idee che propone –, l’autore arriva a spiegare le opportunità del brand journalism come strategia di marketing e il nuovo ruolo delle aziende nello scenario informativo, per colmare i vuoti di fiducia generati da media e politica. La trasformazione digitale, infatti, ha cambiato le abitudini delle persone e abilitato nuovi comportamenti, evolvendo gli stessi processi di comunicazione e informazione, che ormai convivono con opinione e narrazione.


media house libro
Virtual14. Media House è il secondo libro di Michele Bosco.

I lettori, gli utenti e i clienti, a propria volta, sempre più egocentrici e protagonisti, non si limitano più a leggere, osservare, scegliere ed acquistare, vogliono partecipare. I modelli di business, di conseguenza, vanno ripensati, con brand e newsbrand chiamati a pianificare nuove esperienze per coinvolgere le persone e catturarne l’attenzione.

Da molti anni, sul mio magazine ma anche su altre riviste, blog e testate, scrivo di giornalismo aziendale e non solo. Il mio percorso professionale, che nasce nello sport marketing ma che si sviluppa attraverso esperienze dirette e grazie al contatto e alla contaminazione con numerosi professionisti di media, agenzie e aziende di differenti settori e dimensioni, mi ha portato a conoscere da vicino e ad elaborare i molteplici aspetti di cui si compone, oggi, un nuovo modo di pensare che è alla base del libro – che annovera una sitografia/bibliografia di più di 150 fonti – e di tutti i casi studio che ho analizzato, tra i quali Eni Media House rappresenta di sicuro l’esempio più tangibile e del quale, per questo, ho voluto approfondire strutture, organizzazione, approccio, metodo, valori, identità e capacità di relazione con le audience di riferimento, fino alle modalità di produzione e distribuzione dei contenuti e alla gestione delle piattaforme e dei dati, per rimarcare i processi ottimali e le risorse essenziali per puntare all’omnicanalità. Un aspetto, quest’ultimo, che mi ha aiutato anche a dimostrare l’assunto secondo cui, questa traiettoria evolutiva, porta il mondo della comunicazione aziendale a sovrapporsi a quello degli organi d’informazione in molti punti, per la stessa esigenza di attenzione da parte della gente.

Con Media House (Dario Flaccovio Editore – con la prefazione di Giuliano Giorgetti, la postfazione di Corrado Paolucci e i contributi di Goffredo D’Onofrio, Guido Vaciago, Federico Ferrazza, Giorgio Soffiato, Emanuela Perinetti, Luigi Di Maso e Alessandro Giagnoli (tra gli altri) – dal 5 novembre in libreria e già pre-ordinabile su Amazon), inoltre, Michele Bosco, che esamina anche varie eccellenze legate al brand entertainment e alla brand religion, menziona giornalisti, comunicatori e importanti studi accademici – tra cui quelli del Prof. Piero Dominici, che già dagli anni ’90 indaga il tema della complessità –, per evidenziare i percorsi formativi ormai indispensabili – superando la dicotomia tra studi umanistici e scientifici, e, anzi, imparando ad abitarne i confini – per chi vuole occuparsi, nella società interconnessa, iperconnessa e ipertecnologica, di informare e di comunicare il sapere e il saper fare.

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