Dalla disintermediazione alla Media House, seminario all’Università degli studi di Perugia

CATTEDRA DI SOCIOLOGIA DEI PROCESSI CULTURALI E COMUNICATIVI

disintermediazione e media house
Virtual14. Seminario all'Università degli studi di Perugia.

Mindset e formazione per informare e comunicare nell’era dell’infodemia.

Questo il focus del seminario di approfondimento organizzato presso la cattedra di Sociologia dei processi culturali e comunicativi – in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Politiche e quello di Scienze Sociali, Umane e della Formazione – dell’Università degli Studi di Perugia, con la direzione scientifica del Prof. Piero Dominici e con il coordinamento del Dott. Luigi Somma.

L’incontro, al quale parteciperanno in qualità di relatori Fabio Guadagninigiornalista, manager e strategic advisor –, Corrado Paoluccicontent strategy & newsroom manager di Eni – e il nostro responsabile editoriale Michele Bosco, sarà l’occasione per:

  • analizzare lo scenario mediatico complesso nel quale viviamo;
  • dimostrare la necessità di un nuovo mindset e di una formazione ibrida per chi vuole occuparsi, nella società interconnessa, iperconnessa e ipertecnologica, di informare e di comunicare il sapere e il saper fare;
  • evidenziare la mutazione delle aziende in media.

Partendo dalla crisi dell’informazione e dalle evoluzioni della comunicazione, quindi, l’obiettivo del dibattito sarà quello di spiegare la quasi totale aderenza dei due mondi e le possibilità del brand journalism e del brand entertainment come strategie di marketing. In un contesto nel quale la trasformazione digitale ha cambiato le abitudini delle persone e abilitato nuovi comportamenti, infatti, evolvendo gli stessi processi di comunicazione e informazione – che, ormai, convivono con opinione e narrazione – le aziende, con trasparenza ed etica, possono avere un ruolo fondamentale nello scenario informativo, per colmare i vuoti di fiducia generati da media e politica. Offrendo alla comunità un servizio dall’alto impatto sociale, ottenendo la fedeltà delle persone e creando, al contempo, nuove opportunità a livello commerciale.


informare e comunicare
Virtual14. Le informazioni sul seminario.

Considerazioni, queste, che partono dal presupposto che i lettori, gli utenti e i clienti, sempre più egocentrici e protagonisti, non si limitano più a leggere, osservare, scegliere ed acquistare, vogliono partecipare. I modelli di business, di conseguenza, vanno ripensati, con brand e newsbrand chiamati a pianificare nuove esperienze per coinvolgere la gente e catturarne l’attenzione.

E allora: dove nascono le difficoltà del giornalismo? Qual è la nuova direzione della comunicazione? Quale sarà il ruolo dei media tradizionali, in questo scenario? In che modo, le aziende, devono organizzarsi per sfruttare i nuovi strumenti e le nuove tecnologie per ottimizzare i processi di produzione e distribuzione dei contenuti, con l’obiettivo di informare, intrattenere e intercettare i propri target? E poi, ancora. Come funziona una newsroom? Come si sceglie di cosa parlare? Come è organizzata, di quali risorse e competenze deve comporsi, qual è l’approccio – il metodo – di una struttura come la Media House, che è chiamata – ora per ora – a selezionare i temi da affrontare, i format in cui produrre i contenuti e i canali del proprio ecosistema digitale attraverso i quali diffonderli, per comunicare valori e identità? Come si gestiscono i dati ottenuti dalla presenza sulle varie piattaforme e dalla relazione con le persone?

Questi alcuni dei quesiti a cui Fabio Guadagnini, Corrado Paolucci e Michele Bosco – attraverso le loro esperienze ed alcuni casi studio che mirano a comparare le attività di aziende, club sportivi e testate giornalistiche, per confermare quanto siano sempre più sovrapponibili – proveranno a dare una risposta, insieme al Prof. Piero Dominici. Perché, come sostiene da tempo quest’ultimo nei suoi percorsi di studio e ricerca, la complessità non si gestisce.

Ma, forse, dal caos può nascere qualcosa di buono, lavorando per mettere ordine – cambiando modo di pensare – e per dare un nuovo modello al più grande potere mai esistito nelle mani dell’uomo.

L’informazione.

Precedente Luigi Di Maso, "Il fan engagement punta all'intrattenimento"
Successivo Paolo Ascierto, "La comunicazione dei dati sulla sperimentazione è importante"

Nessun commento

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *