“La politica è stata definita la seconda più antica professione del mondo. Certe volte trovo che assomiglia molto alla prima.”

Ronald Reagan

Secondo l’umorista e scrittore statunitense Arthur Bloch la maniera migliore per avere successo in politica è “trovare una folla che sta andando da qualche parte e mettercisi davanti”: una dichiarazione provocatoria che può ben riassumere certi aspetti della moderna politica, in particolare se facciamo riferimento alle strategie che vedono candidati di vari partiti cercare consensi tra la folla virtuale.

La politica ai tempi dei Social Media

L’avvento dei social media ha cambiato il nostro modo di comunicare e, di conseguenza, ha cambiato anche i modi e le strategie della politica: le elezioni, prima ancora che alle urne o durante i sondaggi, si vincono su Twitter e Facebook, ne è una dimostrazione la campagna elettorale di Barack Obama. La campagna dell’uscente Presidente degli Stati Uniti è stata la prima, nella storia della politica mondiale, a sfruttare pienamente il potere dei social network per diffondere il programma elettorale, per guadagnare il sostegno della gente e conquistare l’attenzione dei “politicamente impegnati”: la campagna di Obama ha raggiunto 5 milioni di sostenitori su 15 diversi social network entro il novembre del 2008, Obama ha avuto circa 2,5 milioni di sostenitori su Facebook, 115.000 followers su Twitter e 50 milioni di spettatori sul suo canale YouTube. In pratica di può dire che Obama ha vinto contro il suo avversario, John McCain, perché era più popolare sui social media.

Le strategie vincenti

Ovviamente non basta essere presenti sui social per ottenere consensi, neanche se sei un politico particolarmente impegnato su fronti di interesse popolare e se hai una faccia nuova, che piace, come quella di Obama. La campagna social curata per l’allora futuro presidente U.S.A ha generato una forte e potente corrente fatta di coinvolgimento, partecipazione, motivazione dei sostenitori. La tecnologia è stata solo un mezzo per comunicare con persone reali che si sono sentite partecipi di un cambiamento epocale. In questo senso la lezione statunitense è stata di fondamentale importanza per politici di ogni nazione e paese: gli elettori hanno bisogno di sentire che è in loro potere fare qualcosa per cambiare le cose e hanno bisogno di sapere che chi li governerà – chi si prenderà, in un certo senso, cura di loro – è una persona reale in grado di comprendere i problemi della gente comune. In questo senso uno dei focus della campagna elettorale è stato Obama stesso, non come politico ma come uomo: i suoi gusti – dalla musica al piatto preferito -, i suoi interessi – lo sport, la musica, il cinema – , i momenti di gioia con i bambini. Tutto questo si traduceva in profili costantemente aggiornati, in tempo reale, sulle attività di Obama e famiglia: dalle conferenze alle cene fuori per mangiare una pizza, il pubblico poteva contare su un occhio sempre aperto su quello che si è presentato ai loro occhi come un americano tipo, integerrimo e, dopotutto, familiare.

Vediamo, in sintesi, come è stata strutturata la campagna elettorale di Obama e quali sono stati gli obiettivi:

  • presentare un messaggio mirato e riassunto da tre parole: speranza, cambiamento, azione.
  • scegliere accuratamente blogger influencer che hanno svolto un ruolo determinante nel far pendere l’ago della bilancia.
  • instaurare relazioni con il pubblico costruite attraverso l’interazione con domande e risposte.
  • spingere le persone ad agire concretamente attraverso il voto.
  • fare in modo che i sostenitori divenissero a loro volta testimonial attraverso contenuti virali da condividere.

Clinton vs Trump sui Social Media.

Virtual14. Il successo del tweet di Hillary Clinton riassume il potere dei social Media nelle attuali strategie politiche.

Un’eredità da dividere

Attualmente la politica americana è infuocata dalla battaglia che vede contrapposti i due candidati favoriti per la corsa al titolo di nuovo Presidente degli Stati Uniti: Hillary Clinton – già un tempo first lady accanto al marito Bill – e Donald Trump, magnate della finanza con aspirazioni politiche. Due personaggi molto diversi: da un lato il controverso Trump dalle posizioni estreme, dall’altro Hillary Clinton dalle idee più moderate candidata a diventare il primo presidente americano donna. Entrambi hanno scelto di fare loro l’eredità lasciata da Barack Obama e puntare su una strategia social portata avanti a tambur battente: i due possono contare sul sostegno di milioni di followers, ma ciascuno ha preferito impostare la propria campagna secondo direttive diverse costruendo di sé due immagini praticamente contrapposte.

Clinton vs Trump

In un primo momento la campagna di Trump – che ha usato Twitter per insultare i suoi avversari – è stata decisamente la più aggressiva, mentre Clinton ha concentrato l’attenzione sulle sue battaglie politiche e sociali come, ad esempio, quella contro la vendita indiscriminata di armi da fuoco, mostrando un atteggiamento anche più prudente e riflessivo come all’indomani della tragedia di Orlando. Di recente, però, anche la candidata del partito democratico si è concesso un approccio più aggressivo: il 9 Giugno, a seguito di un tweet di Trump che dichiarava “Obama ha appena fatto endorsement per Hillary Crooked (Hillary la corrotta ndr). Vuole altri quattro anni di Obama ma nessuno ce la farà” Clinton ha risposto, a sua volta, con un tweet diventato immediatamente  virale: “Delete your account” – cancella il tuo account -, con 481.000 retweet e quasi 620.000 likes il tweet è stato visto da più di due milioni di persone e si è rivelato il destro per una sferzante e piccata risposta da parte del team del candidato repubblicano: “Quanto tempo ci ha messo il tuo staff di 823 persone a pensare tutto questo?”. Si potrebbe andare avanti così all’infinito – o almeno fino al prossimo 8 Novembre quando si terranno le elezioni e tutti i nodi saranno sciolti – in un eterno botta e risposto fatto di trappole e dichiarazioni al vetriolo, senza però farsi sfuggire che il leitmotiv di queste elezioni, giocate in gran percentuale sul campo virtuale, è sicuramente un atteggiamento più aggressivo che prevede un uso dei social quasi spregiudicato e certamente non inappuntabile sotto molti aspetti. Non sappiamo ancora chi sarà il prossimo Presidente degli Stati Uniti, ma una cosa è certa: queste elezioni le hanno vinte i social media.

“La politica è una faccenda troppo seria per essere lasciata ai politici.”

Charles De Gaulle


Scegli il Brand Journalism per la tua azienda

“L’associazione tra web marketing e giornalismo è sempre più d’attualità. Entrambi si basano sul contenuto e quest’ultimo diventa progressivamente più legato alle dinamiche del web. Con l’avvento dei Social Network sono cambiate le abitudini delle persone. Le fonti per reperire notizie, sempre più spesso, non sono più i canali tradizionali ma le piattaforme di aggregazione digitale, i blog o i gli stessi siti internet aziendali. Inoltre, ogni evento acquisisce eco alimentandosi dagli utenti stessi. Chi diffonde la notizia deve essere semplicemente bravo a canalizzarla nel modo giusto. La rete farà il resto.”


Web Project Management, Web Marketing, Content Management, Accounting. Contattaci per parlarci del tuo progetto ed avere un preventivo gratuito.

Virtual14-social-media