“Mi siedo qui e bevo la mia buona birra…e il regno di Dio viene da sé.”

Così, tempo fa, Martin Lutero. E non c’è chi – partendo dal tifoso davanti alla tv e arrivando a Platone, Nietzsche e Goethe, grandi estimatori della bionda bevanda – potrebbe mai sostenere il contrario. Milan Kundera la chiama “la pozione che dissipa ogni ipocrisia” e la birra è infatti, più ancora del vino, la bevanda della condivisione schietta, da bere in compagnia. La birra è, per così dire, una bevanda sociale o, meglio ancora, “social”. Non c’è da stupirsi se molti dei brand che la producono ci tengano ad essere presenti attivamente sui social network Ceres, in questo campo, è sicuramente il brand che lo fa con più successo. Le strategie di Social Media Marketing di Ceres sono gestite da BCube Italy, l’agenzia milanese nota per le campagne brillanti e, soprattutto, coraggiose. Irriverenti, sopra le righe, spesso criticati – che non guasta – , ma ancora più spesso amati – che è ancora meglio – i post creati per Facebook generano sempre grande fermento, diventando tutti, senza eccezione, fenomeni virali.

La formula segreta

Malto, luppolo e… non esiste una formula segreta della buona birra e nemmeno esiste la formula della creatività: le formule sono regole e i creativi le regole si limitano a romperle – per poi magari rimettere i pezzi insieme in nuove combinazioni – seguendo l’ispirazione del momento. I Social Media Manager di Ceres in fatto di ispirazione hanno la mano fortunata e, soprattutto, l’occhio acuto. Gli esempi da fare sarebbero tanti.


La Barcaccia

Virtual14. Ceres e la “Barcaccia”.

Da notizia nasce notizia

All’indomani del vergognoso atto vandalico dei tifosi del Feyenoord ai danni della fontana della Barcaccia di Roma l’indignazione popolare era alle stelle e la polemica sui social network impazzava.

Newsjacking

Ceres ha colto l’attimo, come molti altri brand, per dire la sua pubblicando un’immagine della Barcaccia devastata accompagnata dalla frase “Se non sapete bere, statevene a casa” e dimostrando di saper fare Real Time Marketing in modo geniale. Facendo leva sul sentimento di sdegno condiviso dai più e intervenendo su un argomento delicato ma pertinente quale il consumo eccessivo di alcol, Ceres ci ha offerto un ottimo esempio di newsjacking: il post ha ottenuto quasi 21.000 like, è stato condiviso da più di 12.000 persone, generando centinaia di commenti appassionati.

Di più, il post stesso è diventato notizia a sua volta, suscitando, grazie alle segnalazioni degli utenti, l’attenzione di Social Media Epic Fails, una pagina Facebook che ha condiviso l’immagine postata da Ceres scatenando una fruttuosa polemica:

“È giusto o sbagliato farsi pubblicità sfruttando fatti di cronaca poco felici come quello di Roma?”

La reazione di Ceres non si è fatta attendere e, neanche a dirlo, ha scelto di rispondere come sempre, in maniera pronta e simpatica, in quel caso con un semplice “Yo!”. Ma il divertimento vero è cominciato quando ai commenti si sono uniti vari brand: Carlsberg, Fonzies, Smbuca Molinari, Cipster, Limoncello di Capri e altri ancora a dimostrazione del fatto che la comunicazione genera comunicazione.


expo milano

Virtual14. Ceres e l’Expo 2015.

Ceres ed Expo: un pesce d’Aprile che non è uno scherzo

L’umorismo arguto dei ragazzi della Ceres non poteva certo smentirsi in occasione del 1 Aprile con uno scherzo molto, molto, serio. Di Expo 2015 si è parlato tanto – nel bene e, soprattutto nel male – in particolar modo quando, ad un mese dall’apertura, i lavori erano ancora in alto mare. Come potevano, dunque, i creativi Ceres esimersi dal dire la loro? E lo hanno fatto con sarcasmo e ironia pubblicando l’immagine di quattro operai – in pausa pranzo ed intenti a bere una Ceres – e il messaggio “1 Aprile. Hanno un mese di tempo per finire i lavori dell’Expo (non è uno scherzo)“. Il risultato? Un altro successo, l’ennesimo di una lunga serie.

Perchè così tanto successo?

L’ironia paga, non c’è dubbio, e paga soprattutto quando il target di riferimento di un prodotto è abbastanza giovane. Ceres riesce a far questo: guardare alla realtà con gli occhi divertiti di una persona giovane, riuscendo a cogliere i lati buffi degli avvenimenti, commentandoli con spassionata intelligenza e senza mai superficialità…e Dio solo sa quanto in Italia ci sia bisogno di ironia per sopravvivere in tempi come questi.

Ceres twitter

Virtual14. Ceres sbarca su Twitter coinvolgendo la fanbase di Facebook.

La birra è del popolo

Che la birra sia un patrimonio dell’umanità è risaputo da tutti. Un “bene” che tutti consumano. I social network permettono alle aziende di raggiungere il pubblico, coinvolgerlo in iniziative, monitorarne i gusti e gli umori.

Ceres si contraddistingue anche per la comunicazione "a tu per tu" con la gente.

La comunicazione del brand, infatti, non si limita all’attenzione agli eventi quotidiani, non si ferma alla proposta di immagini su cui riflettere o ai toni popolari dei messaggi, nè è funzionale al solo discorso di vendita del prodotto: la Ceres non parla alle persone, ma con le persone.

In questo senso la sua è una lezione che potrebbe essere utile a molti. Basti solo pensare alla campagna più recente: “Il 1° tweet spetta a voi“. Ceres arriva su Twitter e festeggia la nuova avventura facendo un invito chiaro e semplice ai suoi fan e riconoscendo, con un pizzico di auto-ironia, che sono loro quelli che hanno l’ultima parola…e anche la prima: “Dobbiamo aprire Twitter, ma non sappiamo usarlo. Aspettiamo le vostre proposte per il primo tweet, sappiamo che siete degli smanettoni.”

La risposta del pubblico è stata, come sempre, prontissima e altrettanto pronta quella di Ceres che – parafrasando un loro celebre slogan – “c’è” per ognuno dei suoi consumatori.