Questa settimana analizziamo un altro network, di tipo professionale, che proprio oggi compie gli anni: LinkedIn! Eppi Biddei!

Il 5 Maggio, se da noi si recita la stessa poesia da un tempo indefinito, dal 2003, oltreoceano, è un giorno famoso per il Linko de Mayo, ovvero il giorno della fondazione di LinkedIn. A distanza di 12 anni, poco più che adolescente, è il network professionale più diffuso al mondo.

Un po’ di numeri

Conta 300 milioni di iscritti, è quotato alla Borsa di New York e ieri ha chiuso le quotazioni a 201 $ per azione. Anche se i capitali di mercato sono differenti, un’azione Apple costa circa 129$. Giusto per capirci. Quindi perchè LinkedIn è LinkedIn?

Come sempre, basta analizzarne il Business Model Canvas:

linkedin-business-model

Mission

LinkedIn aiuta i professionisti a rimanere connessi tra loro attraverso la creazione e la gestione di un’ identità professionale e la costruzione di una rete professionale. Ha implementato una piattaforma multi-sided che offre diverse soluzioni per diverse categorie di utenti. Fornisce, gratuitamente ai propri membri, i seguenti servizi:

  • gestione di un’identità professionale utilizzando strumenti come Profile e Profile Stats;
  • costruzione e gestione di reti professionali utilizzando strumenti come LinkedIn Connections, Invitations, and Introductions;
  • accesso alla diffusione di conoscenza utilizzando strumenti come LinkedIn Groups, Network Updates, News, Answers e molto altro.

 

Modello “Freemium”

LinkedIn è un buon esempio di un modello di business freemium. Mentre l’offerta di base è gratuita, l’offerta premium è a pagamento. Gli strumenti compresi nell’offerta premium sono InMail LinkedIn e Profile Stats Pro. Gli utenti possono passare da un tipo di account di base ad uno Business, Business Plus, o altri tipi di account Executive.

E’ facile intuire che i suoi introiti derivino dal flusso Premium. Si, ma non tutti. La particolarità di Linkedin è che attira anche un’altra tipologia di clienti. L’altro lato della piattaforma. La rete cresce per passaparola o per esigenze del singolo utente e più cresce più diventa forte. Appetibile, quindi, per chi (ormai quasi tutti) utilizza il web per diffondere messaggi pubblicitari (Marketing Solutions) o per chi utilizza la rete per cercare qualcosa: il profilo adatto per la propria azienda (Hiring Solutions).

Corporate Solutions

LinkedIn offre LinkedIn Corporate Solutions, LinkedIn Job e prodotti a sottoscrizione per chi si occupa di gestione del personale. LinkedIn Recruiter è lo strumento per trovare un contatto ed, eventualmente, assumere il candidato. Il motore “LinkedIn Referral” aiuta le aziende a sfruttare la loro stessa rete di dipendenti per cercare e trovare candidati qualificati.

Marketing Solutions

Le Marketing Solutions garantiscono un altro canale di ricavi che basa le sue fondamenta su LinkedIn Ads, un sistema inserzionistico pubblicitario che funziona in modo molto simile a quello dei motori di ricerca. Gli inserzionisti possono impostare e gestire più campagne e monitorare i clic, le impressioni, i tassi di click-through e il costo medio per click.

API e Widget

LinkedIn, inoltre, fornisce un insieme di API aperte e widget incorporabili alla comunità degli sviluppatori. Queste API consentono di accedere ai contenuti del database LinkedIn e aiutano gli sviluppatori a costruire applicazioni di terze parti sfruttando i dati interni.

I Ricavi

Riassumendo, i ricavi di LinkedIn provengono da 3 flussi di entrate:

  • Hiring Solutions
  • Marketing Solutions
  • Abbonamenti Premium

Nel 2011, questi 3 flussi rappresentavano il 50%, il 30% e il 20% del fatturato totale di 522 milioni di dollari. Di questi l’utile era di appena 1,9 Milioni di Dollari. Come mai? Eppure LinkedIn è un perfetto esempio di business scalabile. Al crescere dei ricavi i suoi costi si livellano. Purtroppo per Jeff Weiner (CEO) non è proprio così.

 

Conclusioni

LinkedIn ha la sua principale voce di spesa nell’hosting.

In pratica ha circa 2000 dipendenti che lavorano su di una piattaforma in affitto. Equinix, che fornisce l’hosting web all’azienda di Mountain View, assorbe la gran parte dei ricavi prodotti e ancora non è chiaro se nei progetti di Weiner c’è (o ci sarà mai) un data center proprietario.

Non a caso il 2012 è stato il peggior momento per LinkedIn. 6 milioni e mezzo di password rubate. Per una piattaforma ad uso esclusivamente professionale non è proprio una bella pubblicità. Pubblicità che tra l’altro costa parecchio e che non riesce a trasmettere i principi fondamentali aziendali.

Insomma, cos’è LinkedIn?

Un bel sito web? Una piattaforma? Un’agenzia interinale? Non è dato saperlo, ma cresce a ritmi impressionanti, acquisisce piccole startup e, secondo l’Huffington Post, è uno dei migliori posti dove lavorare.

Mi auguro che Jeff sia davvero simpatico come dicono i suoi dipendenti, ma anche che riesca a dare una direzione univoca e continuativa alla sua azienda (ancora controllata per la maggiore da Venture Capitalist) così come si sperava nel 2008 quando il suo socio Dan Nye lasciò la direzione a Redi Hoffman (altro socio fondatore) che, a sua volta, ha ceduto nel 2012.

Sarà la volta buona per Jeff Weiner? Mi viene da citare, giusto per rimanere in tema del 5 Maggio, un Napoleone, ma non quello di Francia, bensì quello americano, Hill:

“La maggior parte delle persone più importanti hanno ottenuto il loro più grande successo solamente un passo dopo il loro più grande fallimento”

Build Your Business!