Da dove dovremmo partire? Dal calcolarne il valore?

Nel 2014 valeva 159 Miliardi di dollari. Ma come è arrivata una società di nemmeno 20 anni a diventare la più grande azienda tecnologica del mondo?

La Storia

Bisogna passare dalla storia di Google. Chi non la conosce? Quasi nessuno. Vi spiego perchè. Google non è semplicemente un motore di ricerca. E’ il risultato di un algoritmo. Page e Brin erano studenti di matematica e nel 1998 usarono le loro conoscenze per creare un algoritmo che migliorasse i risultati dei motori di ricerca dell’epoca. La loro mente, da futuri docenti, li convinse che il prodotto andava venduto per 1 Mln di dollari. Yahoo rifiutò categoricamente…Ma perchè funziona e funzionava meglio? Qual è il segreto di Google? Tutto si basa sul Page Rank.


google

Virtual14. Il primo ufficio di Page e Brin.

Il PageRank

Il pagerank è un metodo per determinare “l’importanza” di una pagina web.

Mentre i motori esistenti, per indicizzare e posizionare i siti web nei loro database, si limitavano a contare le ricorrenze, nel testo delle pagine, dei termini cercati dagli utenti, e quindi mostravano ai primi posti siti web non sempre pertinenti con le informazioni desiderate, Page e Brin ebbero l’idea di verificare e contare non solo le ripetizioni delle parole ma anche i link che provenivano da altri siti e che puntavano ad una determinata pagina. Il loro ragionamento era semplice:

“Se un certo sito è citato e consigliato da molti altri significa che ha dei contenuti interessanti e quindi è giusto farlo vedere prima di altri.”

Il Page Rank tiene conto anche della “qualità” dei contenuti e dell’importanza dei siti da cui provengono i link. Ad esempio, se il sito della Microsoft consiglia o cita il mio sito, lo stesso acquista agli occhi di Google un valore maggiore rispetto al sito di un concorrente consigliato da un’azienda sconosciuta, e quindi avrà un PageRank più elevato del concorrente. Non è dato conoscere tutti i fattori che determinano il PageRank, ma voi svelereste il vostro segreto aziendale?

Quale fu il risultato? Un numero sempre crescente di utenti che cercavano (e trovavano) le informazioni desiderate attraverso questo nuovo motore di ricerca. Che non ha mai speso 1$ in pubblicità per il suo motore.

Il valore della Pubblicità

Eppure compresero che era proprio la pubblicità la loro chiave di volta. Google fornisce, non a caso, innumerevoli servizi agli internauti del tutto gratuitamente. Aumentando e migliorando i servizi, sempre più utenti, non solo per la ricerca, usano Google e i suoi strumenti ogni giorno. Questo traffico dati genera preferenze. Le preferenze generano statistiche. E qual è il modo migliore migliore per usare le statistiche? La pubblicità.

Veniamo quindi al Business Model Canvas di Google.

google-business-model1

Adwords e Adsense

Google genera il 96% dei suoi ricavi (66 Miliardi di $ nel 2014) da inserzionisti che sono interessati a raggiungere gli utenti. Aiuta a creare annunci di testo tramite Google Adwords, un programma pubblicitario basato su aste self-made. Questi annunci vengono visualizzati accanto ai risultati di ricerca. La maggior parte degli inserzionisti paga un costo per clic (CPC), il che significa che gli inserzionisti pagano quando gli utenti fanno clic sui loro annunci. Google, inoltre, aiuta gli inserzionisti ad estendere le loro campagne pubblicitarie nei siti web della Rete Google attraverso il suo programma Adsense. I membri della rete di Google ottengono una quota delle entrate pubblicitarie in cambio. L’azienda fornisce anche servizi di pubblicità display tramite la tecnologia di pubblicità DoubleClick. La pubblicità display è composta da video, testi, immagini ed altri annunci interattivi. Gli annunci display vengono visualizzati su Youtube, Google Finance e nei siti della Rete Google.

E’ incredibile pensare che mentre la Apple e i suoi 40 Mld di $ provengono dalla vendita di beni fisici come un iPhone o un iPad, Google invece riesce a fare lo stesso vendendo un servizio non tangibile sostenendo dei costi inversamenti proporzionali a quelli della Apple.

Ricerca e sviluppo

Google ha 4 voci principali nella struttura dei suoi costi:

  1. ricerca e sviluppo
  2. data center
  3. acquisizione del traffico
  4. marketing e vendite

Investe molto in ricerca e sviluppo per creare nuovi prodotti o per migliorare i prodotti già esistenti. Si stima che abbia installato oltre 1 milione di server nei data center di tutto il mondo e che riescano ad elaborare quasi 1 miliardo di richieste di ricerca ogni giorno. L’investimento annuale di Google nei data center è in continua ascesa. All’aumento di traffico aumenta la necessità di calcolo, le attrezzature diventano obsolete e vanno sostituite. Il costo dell’acquisizione del traffico comprende i soldi pagati da Google ai siti partner oppure ai partner che distribuiscono prodotti come Google Toolbar.

Il reparto marketing di Google, oltre a dover analizzare enormi flussi di informazioni, elabora le diverse strategie che verranno poi applicate dal reparto vendite.

Ha sviluppato un’infrastruttura globale di vendita con squadre specializzate tra i diversi settori. La “genialata” di Google sta nel formare dipendenti che aiutano la maggior parte dei propri clienti ad avere un approccio self-service nell’utilizzo di prodotti come AdWords. In questo modo anche i piccoli inserzionisti vengono seguiti sin da subito nella pubblicazione degli annunci e la loro spesa aumenta proprio grazie all’incremento di vendite attraverso Google. Per gli inserzionisti di maggior spessore ci sono account diretti che realizzano trattative riservate.

Android

Come conquisto il mercato della vendita di beni fisici se vendo solo servizi?

Facile: con un nuovo servizio. Con l’invasione di Android sui dispositivi mobili non Apple, Google ha assicurato un OS open source che si innova e rinnova giorno per giorno generando, tra l’altro, un nuovo canale pubblicitario. Sono anni che si parla del lancio di prodotti innovativi come i Google Glasses e i pc con sistema operativo Chrome. Eppure non se ne vede l’ombra nei negozi. Perchè? Perchè Android non è maturo. Non è pronto per sostenere un investimento di produzione e distribuzione su scala mondiale. Un esempio è l’acquisto di Nokia da parte della Microsoft. La società di Bill Gates ha creato un OS proprietario per i propri smartphone che ancora non riesce ad imporsi perchè non ha l’offerta di applicazioni che ha invece il Play Store. E quindi qual è la strategia di Google? Vendere tecnologia. Il web e i suoi prodotti sono un ecosistema ormai indipendente che prolifera anche senza l’intervento “divino”. Quando anche l’ultimo dei servizi diverrà open source, e nasceranno nuovi competitors, Google dovrà ridimensionarsi. I suoi prossimi 5 anni la vedranno sicuramente produrre e commercializzare prodotti ad alta tecnologia per assicurarsi nuovi profitti.

La Filosofia di Business

C’è una cosa che però bisogna riconoscere universalmente a Google e alla sua filosofia di business: il cambiamento. Credo sia la società più dinamica che esista. La Apple, la Microsoft, la Samsung, nascono e muoiono producendo un bene/servizio che da sempre le identifica.

E se vi chiedessi: cosa produce Google? La risposta potrebbe essere: “Google ormai fa di tutto”. E quasi tutti ne hanno coscienza. Ha interi laboratori di ricerca dedicati alle più disparate attività ed è in continua evoluzione. Evolve come un albero che si ramifica verso l’alto e consolida le sue radici affondando nel terreno. E la frase che più la rappresenta è una citazione di Alan Curtis Kay, un uomo che ha contribuito ad arricchire la concorrenza, ma che ha creato il presente che oggi tutti noi conosciamo:

“Il miglior modo per predire il futuro è inventarlo”.

Build your Business!