Un perimetro di 2.000 metri quadrati forniti di due studi con realtà virtuale, una ‘editorial room’ da 150 metri quadrati.

E ancora. 3 sale per le riunioni, uffici di produzione da 70 metri quadrati, 8 cabine di commento, 12 postazioni per la post-produzione dotate di pc e software, 6 stanze adibite solo al video editing, 4 postazioni dedicate alla post-produzione del suono. Uno dei più grandi progetti per il futuro sostenibile di un club iconico, ma anche simbolo delle enormi difficoltà finanziarie causate dalla pandemia: una piattaforma di contenuti audiovisivi per monetizzare la fedeltà delle centinaia di milioni di follower che vivono in tutto il mondo:

Barça Studios centralizza la creazione, la produzione e la commercializzazione dell’output audiovisivo dell’FC Barcelona e include la gestione del canale televisivo del club Barça TV. Il canale, che viene trasmesso in HD e ha ampliato la sua disponibilità in Spagna grazie alla sua inclusione in un pacchetto di base con le principali piattaforme digitali, è diventato disponibile online attraverso le piattaforme dei club media e ha rinnovato la sua identità grafica e i suoi contenuti.

Quello blaugrana, nelle intenzioni espresse dal club quando ha annunciato la nascita degli Studios, è uno dei migliori esempi di trasformazione digitale dello sport, e, probabilmente, ne rappresenta l’eccellenza, in una declinazione che sublima il concetto stesso di media house.

Abstract del caso studio Barcellona, dal libro 'Media House'.

Barça digital transformation: més que un club, un media

Quello del Barcellona, come anticipato, è uno dei più importanti casi internazionali di trasformazione digitale nel calcio. Dal lavoro sull’identità alla gestione all’evoluzione in broadcaster, fino all’intrattenimento per monetizzare, i blaugrana fanno un eccellente lavoro di disintermediazione, sia analizzando l’ecosistema digitale, per come è strutturato, che, in particolar modo, osservando il sito ufficiale, ovvero il centro di una produzione mediatica che, oltre all’inglese e al francese, parla in castigliano, catalano, giapponese e cinese, confermando l’importanza dei territori asiatici per conquistare nuove platee da fidelizzare. Més que un club, quindi – come recita il motto impresso sulle tribune del Camp Nou, rimbalzando in tutto il mondo –, sfruttando il digitale per evolversi in media dalla portata internazionale:

Noi produciamo contenuti video per tutte le aree del club, e da pochi mesi produciamo contenuti premium per una nuova piattaforma video, BARÇA TV.

Nelle parole di Jordi Abel Vilà, Barça Studios and Barça TV+ Content Coordinator, le intenzioni di uno strutturato broadcaster alla costante ricerca di nuove fonti di fatturato, per il quale i video rappresentano un format strategico per tutte le divisioni della società, ben definite già a partire dall’organizzazione di fcbarcelona.com e dalle sue categorie principali:

  • FIRST TEAM, con tutto ciò che riguarda gli impegni della prima squadra e le informazioni sui singoli calciatori;
  • TICKETS & LIVE TOURS, con le comunicazioni relative ai tour dello stadio e del museo, ma anche quelle inerenti i team di basket, handball, futsall, roller-hockey, arrivando al Barça B e al Barça femminile;
  • SHOP, che rimanda all’e-commerce ufficiale blaugrana;
  • BARÇA TV+, vera e propria emittente nel palinsensto della quale spicca la produzione live, oltre alla possibilità di rivedere i match giocati;
  • CLUB, sezione nella quale, oltre ai Culers, alla Academy e alla ‘Masia’, trovano grande risalto le informazioni sulle elezioni, i partner, gli eventi, Barça Foundation e Barça Innovation Hub;
  • BARÇA TEAMS, che declina l’identità in tutti gli sport nei quali sono protagonisti i colori blaugrana, finanche ai videogiochi.

Una struttura, questa, che oscura la vecchia organizzazione del sito istituzionale a favore di quello che può essere definito a tutti gli effetti un brand magazine, i cui contenuti sono declinati quotidianamente, ora per ora, sui social media, con account in diversi idiomi che, oltre alla ‘classica’ presenza su Facebook, Twitter, Instagram, LinkedIn e YouTube, portano il Barcellona – tra le altre piattaforme – anche su Dugout, Tik Tok e WeChat, per una presenza che, come in altri dei migliori casi analizzati, dall’omnicanalità risulta molto vicina all’ubiquità. Una caratteristica, quest’ultima, che si sublima nella Barcelona Official App, con ulteriori feature a disposizione dei fan, che possono:

  • ricevere per primi tutte le notizie ufficiali ed esclusive su Messi, Dembele, Griezmann e sull’intera squadra, senza trascurare la cronaca in diretta di tutte le partite della Liga e delle altre competizioni, inclusi video esclusivi, lasciando il proprio commento, la propria opinione sulle partite e vincendo premi esclusivi;
  • leggere le notizie e le comunicazioni del club;
  • accedere a migliaia di ore della programmazione di Barça TV+;
  • rivivere le partite e i momenti migliori della storia del Barça su Barça TV+;
  • assistere alle ultime interviste dell’allenatore e dei giocatori, così come i momenti salienti e le anteprime delle partite;
  • tenersi aggiornati su tutte le statistiche esclusive;
  • vincere premi esclusivi attraverso diversi quiz e giochi in-app;
  • scoprire biografie e molto altro su Messi, Piqué, Griezmann, de Jong, Ansu Fati e tutti gli altri calciatori.

E, confermando che il Barcellona non è solo calcio, nell’app si trovano anche notizie e contenuti su Barça B, calcio femminile, basket, futsal, pallamano e tutte le altre sezioni blaugrana, potendo consultare il calendario e i risultati, ma anche acquistare i biglietti per le successive partite. L’accesso allo store ufficiale, infine, completa l’offerta di una piattaforma che spinge quotidianamente i fan alla membership esclusiva.


abel vilà
Virtual14. Le dichiarazioni di Abel Vilà.

Barça Studios: organizzazione e contenuti ‘only for culers’

Per scoprire le origini del soprannome dei fan blaugranacome suggerisce il sito de La Liga –, bisogna tornare indietro nel tempo. E, più precisamente, al secondo decennio del XX secolo. A quei tempi, il Barça giocava in un campo situato in una strada chiamata Calle de la Industria. La squadra catalana aveva più tifosi di quanti il proprio stadio, che pure aveva una tribuna a due livelli, potesse ospitare comodamente.

A causa dell’affollamento conseguente al grande attaccamento che i tifosi già all’epoca manifestavano per i propri colori, alcuni fan iniziarono a sedersi sui muri che circondavano il campo. La prima immagine che i passanti vedevano mentre si avvicinavano allo stadio, quindi, era – incredibile ma vero – quella del sedere dei supporter seduti su quei muri a guardare le partite. Da quel momento in poi, i sostenitori del Barcellona, uno dei più prestigiosi club del mondo, sono diventati noti, in catalano, come ‘Culers’‘Culés’ in Castigliano –, che significa, letteralmente, ‘quelli che mostrano il fondoschiena’. Qualche decina d’anni dopo, arrivati ai giorni nostri, ancora più sensazionale appare questo racconto, simbolo di passione e tradizione, se rapportato all’offerta della Culers Premium Membership:

  • accesso illimitato a Barça TV+, con serie e documentari, replay delle partite, contenuti esclusivi riguardanti i calciatori;
  • Culers Membership Card, una tessera di iscrizione personalizzata che dà diritto a:
    • fino al 50% di sconto sui biglietti e offerte speciali per la Camp Nou Experience;
    • linea preferenziale per l’acquisto dei biglietti, potendo partecipare all’estrazione dei ticket per assistere alle partite più importanti della stagione;
    • offerte speciali sui prodotti, direttamente negli store del club;
    • offerte speciali dei partner, tra prodotti esclusivi, servizi, eventi ed esperienze;
    • donazioni alla Barça Foundation dalla quota d’iscrizione.

Ma, come si legge sul sito, questi sono solo alcuni dei benefit. Perché essere un Culer è qualcosa che, con soli 45€ all’anno, va molto oltre lo sport, e diventa un’esperienza che nasce sui muri di tanti anni fa, sui quali il club costruisce la leggenda e il mito che vivono nell’attualità. Arrivando a tutte le latitudini del pianeta anche e soprattutto attraverso i contenuti, come Abel Vilà ha raccontato a Luigi Di Maso nell’intervista concessa per il caso studio approfondito nel mio ultimo libro, ‘Media House‘:

Abbiamo anche in programma di produrre contenuti per terze parti come Netflix, Rakuten (il documentario Matchday è il primo esempio), Amazon, tra gli altri. Questo è un modo per monetizzare (vendendo il contenuto) e un altro modo sono le iscrizioni alle nostre piattaforme proprietarie di contenuti video. Con un’esperienza unica, in una piattaforma video premium focalizzata sui nostri fan.

I Barça Studios, così – come confermato sempre da Vilà –, potranno diventare una casa di produzione multimediale non solo per il Barcellona, ma anche per aziende che non siano per forza sponsor direttamente connessi al club. Proprio come un’agenzia di comunicazione interna, per associare i loro brand – i loro valori di marca – al brand Barça, e viceversa. Grazie ai contenuti, per un coinvolgimento globale.

Perché «ogni club è un media».

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