Siamo con Arturo Minervini, giornalista di Tuttomercatoweb.comTuttonapoli.net.

Abbiamo la fortuna di conoscerlo da un bel po’ e gli abbiamo chiesto di incontrarlo per parlarci delle sue attività, visto che è “un comunicatore di professione e per passione”.

Ciao Arturo, prima di tutto grazie per aver accettato di rilasciarci questa intervista. Come sai, Virtual14 si occupa di comunicazione (soprattutto online) e il nostro sito, virtual14.com, è strutturato come un magazine che mette al centro delle proprie attività approfondimenti, informazioni, casi studio e tutto quanto sia inerente questo settore, proponendosi di fare brand journalism per sè e per i propri clienti. Tu sei un giornalista, qual è stato il tuo percorso professionale, in tal senso?

La mia passione per questo mondo nasce nelle strade di Napoli, in un gruppo di ragazzi che giocano a calcio. L’idea di defilarsi, estraniarsi dal contesto ed iniziare a cogliere gli aspetti apparentemente insignificanti di quei momenti, provando a raccontarli. La mia voglia di affidare ad una penna i miei pensieri nasce su una linea di confine, tra l’amore per la carta stampata e questo tirannosauro chiamato internet che, a grandi passi, arriva a stravolgere tutte le nostre vecchie convinzioni. Le mie prime esperienze concrete sono maturate proprio su un portale nato all’inizio degli anni 2000, chiamato E-Vis (inteso proprio come forza dell’elettronica), per poi passare a varie esperienze con il mondo della carta stampata.  Già ai tempi, sono passati oltre dieci anni, era evidente che nulla, però, sarebbe stato più come prima. Che il mondo della carta stampata avrebbe dovuto evolversi, comprendere questo enorme cambiamento per non andare dritta verso l’estinzione. Al momento, purtroppo, noto che questa evoluzione tarda ad arrivare. Poi ci si chiede perché la gente non compri più i quotidiani…

Come promuovi la tua attività lavorativa e la tua immagine di professionista? In che modo ti approcci al tuo network? Hai un sito internet personale?

Credo molto nella politica del fare le cose fatte bene: questa è la più grande forma di promozione possibile. Cerco di essere sempre attento alle nuove tendenze, a capire quelle che sono le richieste dello sconfinato popolo del web. Ricerca ed evoluzione, crescita e sperimentazione sono i cardini sui quali si muove il mio lavoro. Non ho un sito personale, ma è sicuramente tra i progetti per l’immediato futuro. Come dicevo, ogni cosa necessità del giusto tempo. E della opportuna dedizione.

Oggi come oggi ci sono persone che hanno un seguito così vasto da diventare esse stesse veri e propri “marchi”. Anche tu fai personal branding o preferisci essere riconosciuto nelle testate per le quali lavori?

Questo è un argomento molto delicato. Sicuramente amo essere riconosciuto per quello che scrivo, per le modalità in cui provo a trattare ogni argomento in maniera originale. Il complimento più bello che ricevo da molti è quello di riconoscere un mio articolo, senza aver bisogno di guardare la firma. Sono molto legato alle testate per le quali lavoro, perché le sento come un bambino che negli anni è stato preso per mano, curato e portato a diventare davvero grande. Anche se adesso sono dei giganti, mi piace sapere di aver contribuito a questa crescita esponenziale e sentirmene partecipe.

Sei redattore per una realtà seguitissima come tuttonapoli.net, sito di riferimento per le notizie sul calcio Napoli, online, sul quale scrivi una rubrica di grande successo, DA ZERO A DIECI, dopo ogni partita degli azzurri. Ci racconti com’è iniziata quest’avventura e quanto sono importanti, per le vostre attività, i new media?

La mia avventura su Tuttonapoli.net nasce quasi per caso, grazie ad amici in comune ed una stima reciproca con alcuni dei collaboratori nel lontano 2008. Mi sono sempre dedicato all’approfondimento ed alla ricerca di forma che potessero stimolare il lettore.  La rubrica “Da Zero a Dieci” nasce quasi per gioco, da una chiacchierata con il mio direttore Antonio Gaito. Non avevo ben chiaro inizialmente come strutturarla, poi sono riuscito a trovare una giusta formula alla quale sono molto affezionato. Ormai è diventato un appuntamento per molti tifosi azzurri, raggiungendo numeri davvero impensabili. Il record è stato stabilito in occasione della vittoria in SuperCoppa contro la Juventus, con oltre 100.000 visite. Questo dimostra che il web premia chi fa delle scelte chiare e propone prodotti interessanti.  A questa crescita, in maniera evidente, hanno contribuito anche i new media e la possibilità, grazie ai social-netowork, di rendere virali questo tipo di format.

Come gestite, invece, la comunicazione aziendale nelle realtà per le quali lavori? Investite in pubblicità offline e online?

La più grande forma di pubblicità per un portale come Tuttonapoli, considerata la svariata proposta del web di siti tematici simili, è stata negli anni la serietà. Il rapporto di fedeltà e di onestà con i propri utenti. Senza mai ricorrere all’inganno per strappare qualche click in più, abbiamo seminato sulla strada della coerenza e del rispetto di chi decideva di visitarci. D’altronde è un po’ come aprire le porte di casa propria ad un ospite sempre nuovo. Ed ogni ospite merita grandissima considerazione.  Il passaparola è un grandissimo strumento di marketing.

All’interno del vostro staff ci sono tecnici che si occupano di web e marketing?

La nostra struttura prevede uno staff che si dedica alla parte tecnica dei vari siti legati al nostro network. È una struttura molto solida, una vera e propria realtà ormai a livello non solo locale. Basti pensare che ogni settimana riceviamo e-mail o messaggi da ogni parte del mondo, da tifosi che possono seguire le gesta dei loro idoli in ogni angolo del pianeta.

Cosa pensi dei nuovi mezzi di comunicazione, social network soprattutto, e come credi abbiano cambiato le abitudini delle persone?

“È stato l’ultimo, solo in ordine di tempo in attesa di quello successivo, grande passo di quella rivoluzione di cui parlavamo all’inizio. Tutto è stato stravolto, le distanze sono state praticamente azzerate. Questo ha tanti aspetti positivi, ma comporta anche un grandissimo pericolo. Trasformare l’informazione in un grandissimo polverone di voci, blog, portali web poco attendibili può avere conseguenze disastrose. Ormai si moltiplicano siti destinati esclusivamente a produrre “bufale”, nel tentativo di attrarre il maggior numero di visite, senza alcuna cognizione dei fatti e responsabilità per quanto scritto. Serviranno a breve provvedimenti e misuri di qualche tipo, per evitare che verità e bugie si confondano senza riuscire più a riconoscerle.

Come credi, invece, i social network incidano giorno per giorno nelle dinamiche relative al lavoro del giornalista? Sembra che i nuovi media abbiano azzerato le distanze tra “evento” e pubblico che, con questi “mezzi” può dire la propria su ogni accadimento e contraddire/controbattere in tempo reale chi, per professione, è chiamato a raccontare i fatti. Qual è la tua opinione?

Questo è sicuramente il lato migliore dei social network. La possibilità di un confronto, quando incardinato nei binari della buona educazione e della correttezza, è motivo di crescita per chi pubblica e per chi legge. Spesso dagli utenti arrivano spunti e segnalazioni molto interessanti. È questa la vera potenzialità del web che spesso passa in secondo piano: il confronto.

Sei un profilo “attivo” sui canali social anche a livello personale?

Cerco di essere abbastanza attivo, per piacere personale e per curiosità. Ho un profilo Facebook ed uno Twitter che cerco di aggiornare costantemente, alternando pubblicazioni legate alla mia attività ad altre completamente slegate al mio lavoro di giornalista. È un’occasione ulteriore per capire le tendenze e le esigenze dei lettori.

Il nostro magazine si occupa di Brand Journalism. Ovvero di raccontare i brand, le loro dinamiche, i loro valori, la loro mission. Per fidelizzare il pubblico attraverso la “conversazione” ed ampliare il bacino potenziale. Insomma, giornalismo aziendale. Ne avevi mai sentito parlare? Cosa ne pensi?

Ne ho sentito parlare e ritengo sia sicuramente una strada da percorrere. Il web è un fiume che scorre veloce, non aspetta nessuno. Chi riesce a cogliere i nuovi trend, potrà sicuramente trarre i maggiori benefici da questa massa d’acqua dalle infinite potenzialità.

Quando pubblicheremo questa intervista, la condividerai sulle tue pagine social?

Sarà sicuramente un piacere condividere con i miei contatti questa piacevole chiacchierata.

Ringraziamo Arturo per il suo prezioso contributo al nostro sito. Continueremo a seguirlo sui social network e sui siti delle testate per le quali scrive i suoi articoli.