Lee Friedlander, il fotografo e artista statunitense noto per i “paesaggi sociali” torna con un nuovo lavoro, frutto di una gestazione triennale.

Per tre anni, infatti, Friedlander si è dedicato a percorrere le strade di città come New York, Los Angeles e San Francisco concentrandosi sulle vetrine dei negozi, sui loro riflessi e sul messaggio commerciale veicolato: sesso, moda, consumismo. La serie di fotografie che vanno sotto il nome di Mannequin, sono il risultato del “vagabondaggio” artistico del fotografo ottantenne, ad esse Friedlander ha imposto quelli che sono i suoi “marchi di fabbrica”: i riflessi – in questo caso le sagome dei grattacieli metropolitani – e gli scatti dal basso che ingrandiscono i manichini ritratti fino a suggerire dimensioni diverse da quelle reali, enfatizzando il loro ruolo di totem della moda in una società che dalla moda dipende in maniera quasi vitale.

Apparentemente frutto di ispirazioni casuali, ma in realtà nate da un lavoro metodico e quasi chirurgico, le immagini di Friedlander ci restituiscono il moderno paesaggio urbano americano fatto a pezzi e poi rimescolato in un gioco di riflessi e sovrapposizioni, volutamente “stonate”, che ne esaltano tutto il sapore surreale.

Foto che ci parlano della vita di oggi e lo fanno proponendosi quasi in chiave pop art, con una ricchezza di elementi visivi, di segni e di rimandi a quelli che sono i simboli della nostra contemporaneità.