Uno dei primi ricordi delle mie ultime vacanze sono i bellissimi mosaici della Basilica di San Vitale a Ravenna. Spesso avevo letto di questi mosaici e più spesso ancora li avevo ammirati in foto. Sapevo della loro bellezza e, tuttavia, non ero preparata a essa.

Si, è stata una di quelle volte in cui la bellezza ti sorprende con le difese abbassate, forse perché non siamo più abituati, nella vita di tutti giorni, a certi spettacoli: vediamo belle auto, belle case, belle donne e begli uomini…ma la bellezza divina non la vediamo più. Io lì l’ho vista, l’ho vista e mi ha riempito gli occhi, i pensieri e l’anima.

Nessuna descrizione, per quanto dettagliata, può rendere lo spettacolo che si è mostrato ai miei occhi: sono entrata in un edificio fatto di mattoni e mi sono trovata in uno spazio spirituale e infinito. Spirituale e infinito perché la fisica realtà del perimetro murario si annulla, letteralmente, e lo spazio si dilata.

La sensazione, guardando in alto, è quella di trovarsi proiettati in uno spazio aperto fatto non di materia, ma di pulviscolo dorato e vivo di una luce che di terrestre ha ben poco.

Sembrava quasi di poterlo respirare quel pulviscolo, o di poter divenire parte di esso.

Le scene descritte nei mosaici – il corteo di Giustiniano e della moglie Teodora e, soprattutto, la Majestas Domini – non sono semplici rappresentazioni cadenzate su un’antica iconografia in disuso da secoli: sono finestre aperte su una realtà altra, intangibile forse ma non meno viva e presente nel mondo. Geometrie, ritmo, musica persino! Uno spazio che canta e canta che l’uomo non è sola carne.

Non ero preparata, ho detto, e forse questo ha reso l’esperienza non forte, ma fortissima. Per un attimo gli occhi mi si sono riempiti di lacrime e credo proprio di essermi nutrita della bellezza che ho visto, me ne sono nutrita perchè è rimasta dentro di me.

Ora mi viene in mente il pensiero di un personaggio di “Stalker”, film del grande Tarkovskij, che dice “il mondo è infinitamente noioso, perciò non possono esistere né la telepatia, né i fantasmi, né i dischi volanti, niente di tutto questo. Il mondo è regolato da leggi ferree che lo rendono insopportabilmente noioso. Il medioevo quello si che era interessante. In ogni casa c’era uno spirito. In ogni chiesa un dio. Gli uomini erano giovani”.

E’ questa, dunque, la vera bellezza del mondo? Lo spirito? Lo spirito divino che un tempo abitava le chiese, le case e illuminava gli uomini?

E’ possibile che sia così. Quello e la natura.

Io non so dove sia Dio o se abbia voltato le spalle al mondo, ma so che ha lasciato nell’uomo la sua scintilla. Questa scintilla è la bellezza che l’uomo riesce a “vedere” con gli occhi della mente e a realizzare piegando la materia inerte fino a farla diventare qualcosa che non è né materia, né manufatto umano…e se il mondo è “infinitamente noioso” è perché abbiamo perso la capacità di vedere quello che non c’è e di crearlo dal nulla, come le piccole divinità che un tempo siamo stati.

 

Anna