Siamo con Alessandro Sportelli, fondatore di Friendstrategy.it, portale informativo di riferimento nell’ambito del web marketing su Facebook, e ideatore di WMI insieme a Manuel Faè.

Seguiamo le sue attività con molta attenzione. Gli abbiamo chiesto, quindi, di fare una chiacchierata per parlarcene e per approfondire, insieme a lui, tematiche relative alla comunicazione ed all’evoluzione del nostro lavoro.

Ciao Alessandro, prima di tutto grazie per aver accettato di rilasciarci questa intervista. Come sai, Virtual14 si occupa di comunicazione (soprattutto online) e il nostro sito, virtual14.com, è strutturato come un magazine che mette al centro delle proprie attività approfondimenti, informazioni, casi studio e tutto quanto sia inerente questo settore. Tu sei un professionista della comunicazione, qual è stato il tuo percorso personale, in tal senso?

“Ciao Michele, grazie a te. Più che un professionista della comunicazione mi piace definirmi un appassionato di (web) marketing. Il mio percorso professionale in questo ambito è iniziato così come inizia quello di tanti altri ragazzi e cioè approcciando quelli che chiamo “strumenti” di web marketing. All’inizio degli anni 2000 mi interessavo in particolare ai motori di ricerca e, contemporaneamente, studiavo il marketing considerato “tradizionale”. A quel tempo non esistevano libri di web marketing e questo in realtà successivamente si è dimostrato un vantaggio visto che, come dico spesso, il web marketing non dovrebbe essere altro che marketing fatto bene online. Il problema è quindi “farlo bene” :-). Col tempo e soprattutto dopo anni di esperienza ho preso coscienza che ciò che è davvero importante sapere del web marketing non ha per niente a che fare con l’evoluzione degli strumenti di web marketing come i social network. Sono tutti eccitati per le novità giornaliere ma in pochi ancora si rendono conto che l’evoluzione tecnologica in realtà non ha realmente modificato le dinamiche dei processi di acquisto dei clienti e gli strumenti, da soli, non hanno alcun valore strategico se non ricoprono ruoli specifici in un piano di web marketing. Potrei tediarti per ore solo parlando di questo ma preferisco fermarmi qui e chiudere la risposta con una autocitazione: Il web marketing è una scienza, non un’accozzaglia di strumenti.”

Ti occupi di web marketing da molto tempo. Gestisci aziende tue, hai scritto un libro di grande successo e aiuti tanti imprenditori ad ottenere risultati importanti attraverso strategie online. Ci racconti com’è iniziata quest’avventura?

“Il primo libro è stata una bella esperienza. In realtà forse non sai che sta per uscirne un secondo dal nome “Il Succo del Web Marketing”, ma questa è un’altra storia. L’avventura del primo libro nasce dal mio amore per la diffusione di idee e informazioni in questo ambito oltre che, ovviamente, come autoriconoscimento del lavoro svolto per Facebook a partire dal 2009 circa. Mi piaceva l’idea di poter spiegare a tutti come davvero funziona la pubblicità su Facebook al netto della marea di cazzate che si sentivano dire in giro. Volevo mettere ordine e ci sono riuscito. Ricevo giornalmente feedback da parte di persone che partendo da zero e grazie al libro “La Pubblicità su Facebook” iniziano ad ottenere risultati per le proprie attività nei settori più disparati. Prima del libro, la conoscenza in questo ambito era appannaggio di pochi operatori del settore e, ciò che è peggio, dei giornalisti che non perdevano occasione per scrivere di ciò che non conoscono al fine di acchiappare click. Questa avventura è nata per questo e non nascondo l’orgoglio personale di esser riuscito nel mio intento. Per farlo ho dovuto curare personalmente due aspetti:
1. I contenuti del libro (ovviamente). Creare un libro che fosse comprensibile a tutti.
2. La strategia di marketing del libro. Se questo libro ha avuto successo (relativamente alla sua nicchia s’intende) è perchè l’ho pianificato ancor prima della sua pubblicazione e si può dire io l’abbia “venduto” personalmente. Questo secondo aspetto sfugge a tantissimi altri autori ;-).”

Il nostro settore è in rapida evoluzione. In che direzione si sta andando, a tuo modo di vedere? Cosa pensi dei nuovi mezzi di comunicazione, social network soprattutto, e come credi abbiano cambiato le abitudini delle persone?

“Uno degli errori di valutazione in questo ambito è credere si tratti di un settore in evoluzione. Se parliamo di web marketing, il nostro settore è “vendere qualcosa a qualcuno utilizzando (anche) il web”. La vendita presuppone ci sia qualcuno che acquisti qualcosa. La gente, checchè se ne dica, acquista sempre seguendo lo stesso percorso di base. In altre parole scopre un prodotto o avverte un problema da risolvere (1), si informa a sceglie (2), acquista (3), prova soddisfazione o insoddisfazione per l’acquisto (4). Questo percorso esiste da sempre e esisterà per sempre. Il vero ruolo di chi opera nel web marketing consiste nell’adattare il WEB a quello che è il solito e universale processo di acquisto dei clienti. Queste sono le basi del web marketing, il resto conta meno (per chi non vive di notizie…).”

La “rivoluzione digitale” sta portando il contenuto ad essere l’elemento centrale della comunicazione. La produzione di testi di qualità e la loro diffusione rappresentano, ormai,  elementi fondamentali per i professionisti e le aziende per diventare punti di riferimento dei propri settori commerciali. Cosa ne pensi?

“Penso che non sia così e mi spiego meglio. Quella dei contenuti e dei testi non è una verità universale visto che ci sono migliaia di aziende che vivono tranquillamente senza produrre uno straccio di articolo. Ci sono invece tante aziende per cui, come ben dici, è fondamentale se non altro perchè il contenuto risponde ad una reale domanda di mercato, quindi a tutti gli effetti è uno “strumento” che svolge un ruolo specifico in un piano di web marketing se e quando necessario e non è di certo detto lo sia sempre. Non è la produzione di contenuto a rendere l’azienda il punto di riferimento, ma la produzione di contenuto in funzione di una solida strategia di brand positioning (che non è detto metta il “contenuto” al centro… dipende.). Parlare di contenuti in maniera generica rischia di confondere le idee alle aziende che sfornano ogni giorno contenuti di ogni tipo, contenuti ridicoli e spesso senza alcun senso strategico, se non quello di far sorridere qualcuno o far parlare gli addetti al settore sui loro profili social.”

In che modo panifichi e gestisci le strategie di web marketing per le realtà per le quali lavori? Che tipo di attività organizzi e che importanza dai, all’interno di un piano elaborato, alla cura dei blog e delle pagine social?

“È molto semplice. Faccio un attento studio dei clienti, dei prodotti e dei concorrenti e in altre parole cerco di immedesimarmi nell’azienda per cui dovrò operare. Subito dopo cerco di comprendere qual è il processo di acquisto tipico dei clienti. Ho scoperto ad esempio che per le scarpe da donna spesso il processo di acquisto nasce con la “scoperta” sia offline in vertrina, sia online su Facebook (per fare un esempio) e si conclude nel giro di pochi minuti senza dover necessariamente mostrate alla cliente del “contenuto” diverso dalle immagini delle scarpe ;-). Dopo aver compreso il processo di acquisto tipico del cliente, sono finalmente in grado di elaborare una strategia il cui obiettivo è “simularlo”. Blog e pagine social non hanno sempre la stessa importanza. Può accadere infatti che per chi venda scarpe la pagina su Facebook si dimostri uno strumento formidabile di vendita diretta e, in altri casi, una inutile perdita di tempo. Non c’è una risposta sempre valida :-).”

Oggi come oggi ci sono persone che hanno un seguito così vasto da diventare veri e propri “marchi”. Come curi e promuovi la tua attività lavorativa e la tua immagine di professionista? Tu hai un blog molto seguito. In che modo, inoltre,  le tue aziende “raccontano” se stesse, il loro lavoro e le proprie attività?

“Come curo la mia immagine di professionista? Esattamente come farei per un’azienda e infatti in questo periodo WMI e Alessandro Sportelli sono la stessa cosa e non è un caso. Nell’ultimo anno ho effettuato un importante cambio di rotta ed ho iniziato a parlare agli imprenditori come mai ho fatto prima. Ciò mi ha costretto di conseguenza ad adottare una comunicazione più semplice ed abbordabile rispetto al passato. Fino ad un anno fa infatti scrivevo quasi esclusivamente articoli “tecnici” e per questo molto apprezzati dagli addetti al settore e non compresi da tutti gli altri. Oggi accade  il contrario: per gli imprenditori è diventato più semplice leggermi e per l’operatore sono diventato “banale”. Il punto non è quindi mai “fare contenuti” ma scrivere a chi vuoi che legga davvero.”

Tante imprese, ancora oggi, associano il web marketing ad attività veloci e superficiali. Molti chiedono del ROI senza capire il lavoro e il tempo necessario che c’è dietro una strategia ben organizzata e, spesso, professionisti e imprenditori non riescono a trovare un punto di dialogo comune così questi ultimi perdono opportunità importanti per le quali bisogna, però, spendere tempo per impostare un lavoro che dia risultati nel tempo. Sembra necessaria una informazione ed una formazione costante. Qual è la tua opinione?

“Se tante imprese ancora oggi associano il web marketing ad attività veloci e superficiali la colpa è di chi in questo ambito fa informazione superficiale. Fino a quando si parlerà di web marketing associandolo all’ultima social supercazzola virale, allora l’impresa non potrà che giudicarlo così come “lo legge”. Conosco molto bene il problema ed è quello che mi sto sforzando di risolvere, ma mi serve tempo. Credo che la vera piaga in questo ambito sia infatti la scarsa informazione degli imprenditori che, come conseguenza, produce una domanda (di mercato) distorta. Questa domanda, a sua volta, crea mercato per chi vende fumo. Per risolvere questo problema bisogna arginare l’informazione da “bimbominkia” che da diritto a chiunque abbia un blog di dire la sua su qualcosa di cui in realtà sa molto poco se non per sentito dire e restituire al web marketing la dignità e serietà che merita.”

La nostra struttura si occupa di Brand Journalism. Ovvero di raccontare i brand, le loro dinamiche, i loro valori, la loro mission. Per fidelizzare il pubblico attraverso la “conversazione” ed ampliare il bacino potenziale. Insomma, giornalismo aziendale, declinato sui new media, che porti un beneficio commerciale all’interno di strategie ben organizzate. Perchè crediamo che il web marketing, sempre più basato sul contenuto, stia andando fortemente in questa direzione. Qual è il tuo pensiero?

“Il mio pensiero è che avete una grande responsabilità. Non sprecatela, non adeguatevi, distinguetevi, andate in profondità, cercate ciò che conta davvero… senza compromessi.”

Sappiamo che siete sempre in movimento, per chiudere questa bellissima chiacchierata dicci cosa bolle in pentola per te e le vostre attività.

“Io ho un sogno da tantissimi anni. Mi piacerebbe, e lo dico col cuore, restituire al web marketing il valore e la dignità che merita. Desidero informare gli imprenditori delle reali opportunità del web marketing al netto degli slogan sensazionalistici ed illusori. Questo percorso mi costerà caro visto che il settore sembra andare nella direzione opposta. Certamente attirerò un pò di “antipatia” ma sono allo stesso modo certo esistano tanti ragazzi che come me sono appassionati e desiderano operare eticamente e efficacemente e spero anche nel loro supporto… almeno morale :-). Farò di tutto per dare valore a questi giovani e informare e formare gli imprenditori al web marketing strategico che è l’unica cosa che dovrebbero conoscere per “parlare la stessa lingua” degli operatori del settore che operano con correttezza e dedizione. È facile? No. È possibile? Ci proviamo :-)”

Ringraziamo Alessandro per il suo prezioso contributo al nostro portale. Continueremo a seguirlo sui social network, sul suo blog e sui canali aziendali.


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“L’associazione tra web marketing e giornalismo è sempre più d’attualità. Entrambi si basano sul contenuto e quest’ultimo diventa progressivamente più legato alle dinamiche del web. Con l’avvento dei Social Network sono cambiate le abitudini delle persone. Le fonti per reperire notizie, sempre più spesso, non sono più i canali tradizionali ma le piattaforme di aggregazione digitale, i blog o i gli stessi siti internet aziendali. Inoltre, ogni evento acquisisce eco alimentandosi dagli utenti stessi. Chi diffonde la notizia deve essere semplicemente bravo a canalizzarla nel modo giusto. La rete farà il resto.”


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