Siamo con Alessandro Mazzù, organizzatore del WebUpDate, l’evento più importante del Sud Italia sul Web Marketing, fondatore e docente della Scuola di Web Marketing e Ceo di Qadra.net, agenzia di marketing e comunicazione online.

Abbiamo la fortuna di conoscerlo e partecipare alle sue attività. Quindi gli abbiamo chiesto di incontrarlo per parlarcene, vista la sua vasta esperienza nel settore.

 

Ciao Alessandro, prima di tutto grazie per aver accettato di rilasciarci questa intervista. Come sai, Virtual14 si occupa di comunicazione (soprattutto online) e il nostro sito, virtual14.com, è strutturato come un magazine che mette al centro delle proprie attività approfondimenti, informazioni, casi studio e tutto quanto sia inerente questo settore, proponendosi di fare brand journalism per sè e per i propri clienti.

Tu sei ormai un “influencer” del digital. Qual’è stato il tuo percorso professionale, in tal senso?

Grazie per avermi dato dell’influencer 😉 Il mio percorso professionale, come spesso accade è tortuoso. Mi laureo in Scienze Politiche all’Orientale a Napoli e dopo uno stage in Regione trovo un lavoro in ambito marketing con contratto a tempo indeterminato all’interno di una grande azienda nazionale. Resisto un paio di anni e poi capisco che quel lavoro subordinato non faceva per me. Trovo un nuovo lavoro nello stesso settore ma avendo maggiori libertà. Anche questo però mi stava stretto. Si susseguono altre esperienze più o meno significative in giro per l’Italia dopodiché l’illuminazione: apro una società. Così nasce QADRA, un’agenzia di marketing e comunicazione digitale. Da lì in poi inizio a divertirmi sul serio, conoscendo tantissimi ottimi professionisti, intrecciando partnership molto importanti e dedicandomi anche a progetti quali il WebUpDate e la Scuola di Web Marketing.

 

Come promuovi la tua attività lavorativa e la tua immagine di professionista?

Non applico strategie rigide. Cerco di essere più naturale e spontaneo possibile. Non sono autopromozionale, se non in rari casi e cerco di utilizzare al meglio soprattutto i social network. I social sono indispensabili oggi per promuovere la propria immagine e le proprie attività.

 

In che modo ti approcci al tuo network? Hai un sito internet personale?

Si, ho un sito web personale che utilizzo come una sorta di curriculum di tutte le mie attività. Non è un blog ma un vero e proprio sito web personale che però nel corso del tempo sta avendo sempre più visite e contatti, generati come conseguenza delle mie attività online/offline.

 

Oggi come oggi ci sono persone che hanno un seguito così vasto da diventare esse stesse veri e propri “marchi”. Come curi e sviluppi il tuo Personal Brand?

Concordo in pieno sul fatto che le persone possano avere maggiore seguito di un brand. Quando le persone sono vere, sincere ed offrono valore per chi li segue, si sono essi stessi trasformati in brand. Io utilizzo i social network per restare in contatto con il mio pubblico e per farlo crescere cercando di offrire loro informazioni utili e spunti di riflessione. Utilizzo Facebook e Linkedin in primis.

 

Sei il fondatore di Qadra.net, della Scuola di Web Marketing e del WebUpDate. Per non parlare di tutti gli eventi di settore ai quali partecipi e che tu stesso organizzi. In che modo gestisci la comunicazione per tutte le realtà per le quali lavori? Investi in pubblicità offline e online?

Non investo sull’offline da anni ormai. Credo che, nel mio caso, sia inutile. Investo il 100% del budget nell’online. Lo faccio perché posso raggiungere il pubblico interessato a quello che offro in modo chirurgico, posso analizzare in tempo reale l’andamento delle attività e modificare eventualmente il messaggio ottenendo così risultati per me ottimali. Questo credo sia il grande valore aggiunto che solo l’online può offrire.

 

Cosa pensi dei nuovi mezzi di comunicazione, social network soprattutto, e come credi abbiano cambiato le abitudini delle persone?

Io non li definirei più nuovi, sono ormai più che consolidati. Siamo in una fase di evoluzione molto interessante nella quale i social network hanno rivoluzionato il concetto stesso di comunicazione. Prima questa era intesa da molti come attività al servizio della vendita. Oggi questa serve soprattutto per creare dialogo, per fidelizzare, per stabilire relazioni durature tra utente ed azienda. Il mobile, quello che oggi viene visto ancora come il futuro quando in realtà è assolutamente attuale, rivoluzionerà ancora una volta l’esperienza di acquisto portando il rapporto utente/azienda su un livello nuovo.

 

Noi di Virtual14 sosteniamo che esistano molte dinamiche del web marketing che si stanno sovrapponendo a quelle del giornalismo. E viceversa. Tu che sei un esperto del settore, cosa ne pensi?

Si, molti social network vengono utilizzati per la condivisione di contenuti. Altri per la creazione degli stessi. Il web è democratico e tutti possono dire la loro opinione. Questo presenta un vantaggio per tutti quelli che hanno contenuti di qualità da diffondere ed uno svantaggio per tutti coloro che devono discernere le notizie che leggono per capire se siano vere o finte, se siano di qualità, etc. L’elemento fondamentale nel web marketing è il contenuto. Partendo da questo, è ovvio che ci sia una forte sovrapposizione con il giornalismo. Giornalismo che è mutato tantissimo negli ultimi anni grazie ai social network abbracciando sempre più le dinamiche del web marketing.

 

Come credi, invece, i social network incidano giorno per giorno nelle dinamiche relative al lavoro del giornalista? Sembra che i nuovi media abbiano azzerato le distanze tra “evento” e pubblico che, con questi “mezzi” può dire la propria su ogni accadimento e contraddire/controbattere in tempo reale chi, per professione, è chiamato a raccontare i fatti. Qual’è la tua opinione?

I social network e nello specifico Twitter, vengono utilizzati per fare informazione. Utilizzati da politici, ripresi dai telegiornali ed utilizzati nelle trasmissioni di attualità e di informazione. Fanno parte del nostro quotidiano ormai. Come ogni cosa di per sè non è ne buona ne cattiva, dipende dall’utilizzo che se ne fa. Utilizzati per generare un contraddittorio, una discussione in tempo reale, etc. sono davvero fantastici. Ma se usati per diffondere informazioni non vere o solo per criticare e nascondendosi dietro l’anonimato sono una rovina. Io li adoro, li utilizzo ogni giorno e li seguo per essere informato. Bisogna fare, come per ogni cosa, attenzione e non credere a tutto ciò che viene scritto.

 

Il nostro magazine si occupa di Brand Journalism. Ovvero di raccontare i brand, le loro dinamiche, i loro valori, la loro mission. Per fidelizzare il pubblico attraverso la “conversazione” ed ampliare il bacino potenziale. Insomma, giornalismo aziendale. Ne avevi mai sentito parlare? Qual’è il tuo pensiero?

Credo sia interessante. Viviamo in una fase storica nella quale per creare qualcosa di nuovo e di innovativo o comunque qualcosa che possa avere successo e raggiungere quindi il suo obiettivo bisogna pensare in modo nuovo, laterale e mixare.

 

Robin Good, durante l’ultima edizione del “tuo” WebUpDate, ha evidenziato quanto possa essere importante diventare il punto di riferimento di un settore selezionando contenuti e proponendoli in modo organizzato ad una nicchia, un pubblico, che ne abbia esigenza. Sei d’accordo? In che direzione credi stia andando il mondo “online”?

Assolutamente d’accordo con Robin. Come dicevo prima, fornire contenuti di qualità, con un valore aggiunto e soprattutto non troppo generici ma specifici per una nicchia di mercato è di sicuro uno degli aspetti più importanti oggi. Soddisfare un bisogno, una necessità è da sempre un pilastro del marketing. Il web oggi più che mai ci aiuta in questa missione.

 

Sei un profilo “attivo” sui canali social anche a livello personale?

Si, mi sto dedicando moltissimo all’utilizzo a livello personale dei miei canali social. Credo che dare un volto alle conversazioni, parlare con una persona della quale conosci nome e cognome e vedi una foto sia molto più interessante per certi aspetti che parlare con un Brand. Le discussioni possono essere quindi meno formali ed anche più dirette.

 

Quando pubblicheremo questa intervista, la condividerai sulle tue pagine?

Certo, lo farò con molto piacere.

 

Ringraziamo Alessandro per il suo prezioso contributo al nostro sito. Continueremo a seguirlo sui social network, sui siti web delle sue realtà e…sulla SERP di Google!

Grazie a voi!